Adiconsum contro la pubblicità nelle pay-tv

Aprile 2009. Scopo della petizione è di armonizzare le norme che regolano la pubblicità sulle Tv a pagamento trasmesse con qualsiasi piattaforma digitale, che oggi sfuggono alle regole imposte alla televisione generalista.

La richiesta di intervento è stata presentata per tutelare il consumatore che paga il prodotto multimediale sia con abbonamento sia attraverso la pubblicità.

“Questo modello di business - si legge in una nota diffusa da Adiconsum - sottrae risorse alla Tv gratuita, distorcendo l’acquisizione dei diritti che fanno diminuire la qualità della Tv gratuita, la preferita dagli utenti”.

Adiconsum, inoltre, ha presentato due nodi urgenti per lo sviluppo della Tv digitale. Il primo è la riattualizzazione della legge sul decoder unico per garantire il diritto alla visione della Tv con il minor costo possibile per il consumatore.

“La creazione di Tivù Sat - continua la nota - è un’iniziativa lodevole, voluta con forza da Adiconsum che da 5 anni continua a chiedere la neutralità e la trasmissione integrale da satellite di tutti i programmi RAI. Il problema è che, senza un intervento del Parlamento, è forte la probabilità di una guerra dei decoder, inutile e dannosa sia ai consumatori vessati da un onere non giustificabile. Occorre quindi trovare una soluzione per garantire al consumatore la scelta del decoder satellitare senza ulteriori spese e l’accesso al bouquet Tivù Sat con qualsiasi decoder satellitare”.

La seconda richiesta di Adiconsum è “che alla pay-tv venga applicata la stessa aliquota IVA, cioè il 10%, come già avviene per gli spettacoli trasmessi al cinema, a teatro, nelle sale concerto perché uno spettacolo deve essere uguale davanti al fisco, indipendentemente da come questo venga fruito”.

L’associazione dei consumatori ha chiesto, inoltre, che il discorso fatto per la pay-tv venga esteso a tutti i prodotti multimediali legati alla diffusione di contenuti artistici come CD e DVD.

www.adiconsum.it

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