Adiconsum: TivùSat gratuita per gli esclusi dalla DTT

Aprile 2010. «RAI ha deciso di prendere in giro sia i cittadini che la stessa Agcom - si legge in un comunicato pubblicato sul sito di Adiconsum - perché fa pagare un servizio che il Contratto di servizio prevede gratuito (art. 31), con il risultato che i cittadini che non ricevono il segnale terrestre continuano ad essere vessati e a dover pagare di tasca propria per colpe che non hanno. L’assurdo è che la spesa totale per il consumatore è uguale al costo del decoder certificato TivùSat: oltre alla card bisogna infatti acquistare la CAM da introdurre nel decoder per un totale di circa 90 euro».

«Adiconsum è convinta che tutto ciò sia stato stabilito a tavolino per rispettare gli impegni con Agcom - prosegue il comunicato - ma per non far cambiare nulla nei fatti. RAI inoltre specifica che il funzionamento è garantito solo con i decoder certificati da Tivù e che il regolamento di servizio prevede ancora che la garanzia è fornita solo se la card è utilizzata con decoder certificati. È sempre più evidente che la RAI non ha nessuna intenzione di aiutare gli abbonati che non ricevono il segnale televisivo e soprattutto la RAI non vuole danneggiare le strategie commerciali (fatte di bollini e decoder certificati) decise con le altre aziende presenti in Tivù, Mediaset e Telecom».

«Adiconsum ritiene che Agcom non può far finta di niente e deve intervenire con decisione per far rispettare correttamente gli impegni presi dalla RAI di garantire e favorire la visione dei propri programmi via satellite gratuitamente per chi paga la tassa di possesso del televisore e non riceve il segnale terrestre, offrendo medesime garanzie sia a quelle smart card distribuite svincolate dal decoder che a quelle fornite con l’acquisto dei decoder certificati».

Immediata la replica di Luca Balestrieri, direttore del Digitale terrestre RAI e Presidente di Tivù, che, in un comunicato apparso sul sito web di Tivù, ha dichiarato: «RAI deve mettere a disposizione di tutti gli utenti il segnale televisivo, non anche gli strumenti per riceverlo. Gli strumenti tecnici di ricezione del segnale, dall’antenna al televisore, dal decoder alla smart card, sono a carico dell’utente e quindi la richiesta dei consumatori di una smart card gratuita non ha nessun fondamento giuridico. Inoltre, il parco di decoder è molto vasto, non possiamo sapere quale modello l’utente abbia a casa ed è proprio nel rispetto dei telespettatori che non possiamo dare garanzie sul funzionamento della tessera in qualunque decoder, ma solo in quelli testati nei nostri laboratori. Il vero inganno sarebbe proprio quello di offrire una garanzia illimitata».

La controreplica è stata affidata a Pietro Giordano, Segretario Nazionale Adiconsum: «L’art. 31 del Contratto di Servizio non fa menzione di apparati tecnici per la ricezione (e nessuno ha mai pensato che il servizio pubblico dovesse fornire televisori ed antenne), ma indica che l’accesso alla trasmissione via satellite deve essere gratuito, ovvero privo di qualsiasi barriera economica. Un accesso gratuito solo per coloro che pagano il canone e che, per ragioni indipendenti dalla loro volontà, non ricevono i programmi trasmessi via terrestre. Il Contratto di Servizio specifica inoltre che l’accesso gratuito riguarda l’intera programmazione RAI in forma non codificata. Pertanto i costi per la decodifica non devono ricadere sui consumatori che già devono comprare la CAM e il decoder».

Adiconsum, in sostanza, ribadisce la richiesta ai vertici della RAI di farsi carico di tutti gli utenti che non possono vedere la RAI da terra, predisponendo la consegna gratuita della smart card.
L’associazione si rende inoltre disponibile ad un tavolo di confronto per garantire la tutela dei consumatori.

www.adiconsum.it
www.tivù.tv

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