Agcom fissa le regole per l’asta delle frequenze

Maggio 2013
Il provvedimento, che ora sarà trasmesso al ministero dello Sviluppo economico per l’approvazione del bando di gara e la gestione della procedura, introduce una serie di modifiche rispetto allo schema approvato lo scorso novembre, sottoposto a consultazione pubblica tra i soggetti interessati e oggetto di una continua, approfondita interlocuzione con la Commissione europea. All’asta andranno frequenze che compongono tre reti televisive digitali terrestri nazionali con un diritto d’uso ventennale.

Per garantire un maggior grado di concorrenza e pluralismo nella diffusione dei contenuti, come richiesto anche dalla Commissione europea, il provvedimento consente di concorrere per tutti e tre i lotti (L1, L2, L3) ai soli nuovi entranti o ai piccoli operatori che detengono un solo multiplex, e per due lotti agli operatori già in possesso di due multiplex. Inoltre limita a un solo multiplex la partecipazione degli operatori integrati, attivi su altre piattaforme con una quota di mercato superiore al 50% della TV a pagamento ed esclude dalla partecipazione alla gara gli operatori che detengono tre o più multiplex. In un’ottica di gestione efficiente dello spettro e di sviluppo futuro dei servizi destinati all’LTE, è stato deciso di escludere dalla gara le frequenze dei lotti U di durata quinquennale previsti nel primo schema di provvedimento.

Attraverso questo provvedimento, l’Agcom ha individuato un percorso che dovrebbe portare a un riordino complessivo e di pianificazione delle risorse nazionali assegnate alla televisione digitale terrestre e di risolvere così alcune criticità in un orizzonte di breve-medio periodo. Tra le altre cose, verrà assicurato il rispetto del tetto di 5 multiplex che ogni operatore può detenere anche al di fuori della gara.
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