Aggiungere il dCSS all’impianto esistente

parabola su tetto dcss

La distribuzione collettiva dei segnali SAT diventa più facile e flessibile con la tecnica dCSS. Tutti nuovi decoder la includono, compresi quelli dell’operatore Sky, e questo rende il sistema oggi la soluzione ideale la dove si voglia estendere un impianto esistente o dove si voglia realizzare un impianto di distribuzione ex novo con un solo cavo condiviso da ben 16 decoder. Si possono anche trasformare i vecchi impianti che usano un LNB QUATTRO collegato a una linea di distribuzione a 4 cavi con polarizzazioni e bande separate, V-Lo, H-lo, V-Hi, H-Hi.

Un solo cavo per tutti

La tecnica dCSS si basa sull’impiego di un solo cavo di distribuzione con il quale realizzare una rete ramificata per collegare fino a 16 decoder indipendenti. I decoder nella modalità dCSS fissano il loro sistema di sintonia su una singola frequenza IF assegnata univocamente a ogni decoder della rete. Su tale frequenza vengono trasferiti i canali richiesti in modo del tutto automatico. Basta selezionare sul telecomando del decoder un programma desiderato, al resto ci pensa il multiswitch dCSS o l’LNB dCSS: identifica su quale canale IF è presente il programma, lo sintonizza e lo converte in frequenza sul canale IF assegnato al decoder. Il decoder invece estrae il programma richiesto dal bouquet digitale per renderlo fruibile all’utente. Ogni decoder usa un comando codificato che viene riconosciuto dal multiswitch o dall’LNB o dalla centrale dCSS in modo che il canale ricercato venga distribuito al solo utente che l’ha richiesto senza interferenze verso gli altri utenti.

Estensioni possibili

Oggi è facile ricavare una linea dCSS da un impianto esistente di tipo tradizionale. Ciò che serve è un mutiswitch dCSS che funziona da interfaccia tra il “vecchio” e il “nuovo” ovvero che accetta in ingresso i segnali tradizionali, forniti per esempio da un LNB quattro o da una linea multicavo esistente, e propone in uscita i segnali con la tecnica dCSS.

Le azioni possibili possono essere due, sostituire un multiswitch esistente con un modello dotato di uscite legacy e dCSS, oppure aggiungere in cascata un multiswitch dCSS.

Dcss figura 1
un multiswitch dCSS funziona da interfaccia tra il vecchio e il nuovo. Trasforma una linea tradizionale a quattro cavi LEGACY in una derivazione monocavo adatta a collegare fino a 16 decoder indipendenti

 

Dcss figura 2
Possibili modifiche a un impianto esistente per ricavare derivazioni dCSS sostituendo un vecchio MSW Legacy con:
A – un modello full dCSS con lo stesso numero di uscite: laddove prima c’era una sola presa di utente ora se ne possono collegare 16 a decoder dCSS
B – un modello ibrido Legacy-dCSS per mantenere la compatibilità con utenti che non hanno decoder dCSS
C – un modello full dCSS con una sola uscita aggiungendo uno splitter ogni utente disporrà di 4 prese dCSS

Livelli sotto controllo

Un aspetto importante riguarda i livelli dei segnali, una domanda infatti sorge spontanea: come collegare 16 decoder allo stesso cavo senza aggiungere perdite inaccettabili? E giusto preoccuparsi dei livelli dei segnali perché il collegamento di così tanti decoder allo stesso cavo richiede l’aggiunta di splitter o tap che introducono comunque perdite di passaggio.

Un multiswitch dCSS normalmente dispone di un sistema di controllo automatico del guadagno, ovvero il livello dei segnali forniti dall’uscita dCSS assume normalmente un valore elevato in una gamma dinamica molto ampia di variabilità dei segnali ingresso. Basta osservare le caratteristiche dei modelli commerciali di multiswitch dCSS per notare il fatto che il livello di uscita del segnale rimane stabile per una discreta variabilità dei segnali ingresso. Per esempio, se in ingresso abbiamo due segnali IF uno dei quali ha 60 dBµV e l’altro ha 70 dBµV, entrambi escono dal multiswitch con un segnale massimo di 80 dB. Questo agevola il dimensionamento della rete di distribuzione che può avere le ramificazioni più diverse mantenendo comunque il livello ai singoli decoder idoneo alla ricezione, che deve essere superiore a 47 dBµV (valore minimo previsto dalle norme alla presa di utente). Approssimando tale valore a 50 possiamo avere un margine di 30 dB che permette di realizzare ramificazioni a stella o in derivazione senza problemi.

Dcss figura 3
Possibili ramificazioni realizzabili su una linea monocavo dCSS

 

Trasformazioni possibili

Grazie alla presenza sul mercato di numerose versioni di multiswitch, si possono realizzare applicazioni centralizzate veramente personalizzate da piano a piano, da appartamento ad appartamento da camera a camera. Un aspetto importante riguarda il fatto che i canali sono assegnati univocamente ai singoli utenti, pertanto ogni utente potrebbe avere una sola presa e non poterne aggiungere un’altra. È consigliabile, in fase di allestimento della rete fare in modo che ogni utente possa disporre di più canali dCSS in modo da poter gestire un certo numero di prese SAT.

A partire da una derivazione dCSS si può gestire, per esempio, il cavo in modo che crei una prima ramificazione in base agli appartamenti che ci sono al piano. Ogni ramificazione poi può seguire percorsi diversi usando divisori, derivatori, prese derivate e così via senza innescare problemi. Creare una divisione a monte è opportuno per evitare che un singolo utente possa dar vita, senza saperlo, a un disservizio per gli altri utenti dello stesso piano o dello stesso edificio, per possibili manomissioni della linea durante lavori o modifiche negli appartamenti. Per fare ciò basta collegare uno splitter all’uscita dCSS di piano con tante uscite quante sono le unità abitative. In questo modo si ottiene indipendenza tra i rami destinati ai singoli appartamenti garantendo così per ogni utente la possibilità di avere più prese.

Un’ulteriore tecnica di distribuzione che si può adottare nei nuovi edifici è quella di distribuire ai singoli appartamenti la linea di distribuzione a quattro cavi in modo che poi ogni utente possa realizzare il suo impianto ad hoc.

Miscelare i segnali TV

Ci sono multiswitch dCSS che usano una linea di distribuzione a cinque cavi dove è quindi presente anche la banda TV terrestre. In questi casi occorre utilizzare splitter e prese adatte anche ai segnali TV. Si dovrà prestare attenzione ai livelli dei due diversi segnali SAT e TV. I segnali SAT subiscono una maggiore attenuazione rispetto ai segnali TV, quando transitano nei cavi coassiali. Nel caso di uso di splitter, i segnali TV subiscono la stessa perdita dei segnali SAT ovvero 4 dB con uno splitter a 2 uscite e 8 dB con uno splitter a 4 uscite. Anche l’attenuazione di passaggio delle prese è leggermente differenziata ma visti i livelli in gioco basta regolare l’uscita del centralino TV in modo che alla presa più sfavorita giunga un segnale digitale terrestre superiore a 45 dBµV. Si potranno usare prese TV e SAT combinate oppure prese separate. I segnali TV possono transitare negli stessi cavi SAT pertanto non servono cavi aggiuntivi.

Più di 16 decoder

Il sistema dCSS segue la norma EN 50607 nella quale vi è la possibilità di usare fino a 32 canali dCSS da 36 MHz di larghezza ognuno. In questo caso viene raddoppiata la possibilità di collegare decoder ovvero prese SAT. Si tratta di una capacità massima del sistema che tuttavia si può programmare per avere canali larghi più di 36 MHz.

Anche gli LNB possono avere, come i multiswitch un’uscita dCSS a 16, 32 canali e uno o più uscite legacy per decoder di vecchia generazione. Alcuni LNB dispongono di due uscite dCSS e Legacy, altri LNB montano anche uno switch per gestire più decoder legacy e 16 decoder dCSS. Nel caso degli impianti collettivi vengono usati LNB QUATTRO che forniscono i segnali verticali e orizzontali di banda bassa e alta. Il multiswitch poi provvede a generare i 16 canali di utente.

Il dCSS prevede due modalità di funzionamento, dinamico e statico. Il funzionamento dinamico usa i segnali di comando del decoder per la sintonia del canale desiderato eseguita dal multiswitch o LNB dCSS. Il funzionamento statico prevede invece la generazione di 30 (32) canali fissi risultanti della conversione dei canali di interesse. Esistono Sistemi a 32 canali statici che offrono tutti i canali italiani. La rete di distribuzione per i sistemi statici non richiede commutazioni, è una semplice rete passiva.

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