Al MIPTV di Cannes spopolano gli “snack-video”

mipcomNella tradizionale kermesse sugli Stati Generali della TV mondiale, di scena sulla Costa Azzurra, i protagonisti non sono stati i Big del broadcasting, ma i new media player, le società che producono video e formati per milioni di nativi digitali. La nuova golden age del piccolo-grande schermo è fatta di contenuti a consumo rapido, dai 3 ai 5 minuti, visibili su tablet e smartphone.

 

Undicimila professionisti, di cui quattro mila buyers e tra questi mille dedicati esclusivamente al digitale, un colorato melting pot di professionisti proveniente da cento paesi diversi. Se i numeri hanno un senso, allora questo piccolo esercito di “televisivi”, fra decision maker, amministratori delegati, compratori ed esperti, che ha invaso la cittadina francese di Cannes per partecipare alla 52esima edizione del MIPTV (Marché International des Programmes de Télévision), non è altro che il risvolto matematico di un fatto incontrovertibile: la televisione non è affatto morta come qualcuno ogni tanto insinua per provocare e seminare zizzania. Al contrario manifestazioni come MIPTV di Cannes indicano che la televisione è viva e vegeta, anche se non è più quella conosciuta tanti anni fa.

Fondato nel 1964 e organizzato da Reedmidem, il MIPTV di Cannes è il più grande mercato del mondo per quanto riguarda i contenuti video che transitano su tutte le piattaforme, dal broadcasting tradizionale al Web. Per capire cosa si vedrà sul vecchio apparecchio televisivo, sui PC oppure sui tablet nei prossimi mesi, la prassi è di farsi un giretto negli oltre 20 mila metri quadrati di stand espositivi delle 1.600 società di produzione di contenuti che si sono affollate nel Palais sulla Croisette. Quest’anno la principale tendenza emersa al MIPTV di Cannes è stata la fitta circolazione di idee e di competenze fra la televisione internazionale e il colorato mondo dell’online. Non poteva essere altrimenti visto che il mercato della televisione sta diventando sempre più digitale e Internet oriented, al punto che a Cannes si sono viste le nuove star del Web e dei nuovi mercati digitali sedersi fianco a fianco con i produttori di contenuti televisivi più classici.

I nomi delle case di produzione della TV digitale sono in gran parte ancora sconosciuti al grande pubblico. Società come Maker Studios, Machinima, Vox Media, Dailymotion, Vice, AwesomenessTV, Rooster Teeth, Collective Digital Studio, Screen Australia, Slashtag TV, New Form Digital, Zoomin.TV, Dim Sum Entertainment e WebTVAsia sono alcuni dei protagonisti che hanno presenziato i MipDigital Fronts, l’area dedicata appunto ai nuovi mercati digitali. Il connubio tra old e new player è stato sottolineato da accordi importanti, uno su tutti quello tra Maker Studios, la casa di produzione controllata da Disney che cura su YouTube i videoblog di mercati emergenti e la francese Canal+, che lancerà i programmi Maker sul suo servizio streaming. Le star emergenti sono giovanissime. Meg DeAngelis, ad esempio, ha solo 19 anni, ma è già famosa per il pubblico del web. Ha iniziato a 14 anni come videoblogger su YouTub e oggi conta 162 milioni di video visti e 2,32 milioni di abbonati mensili al suo snack video. Un canale prodotto dalla AwesomenessTV, una nuova media-company di internet specializzata nell’intrattenimento per adolescenti.

 

La Digital Hollywood

 

Meg De Angelis è solo uno dei tanti protagonisti di un nuovo tipo di prodotto che sta spopolando sulla rete internet: gli “snack video”, che altro poi non sono che i filmati brevi e di consumo immediato. La “sua” AwesomenessTv è partecipata al 75% da Dreamworks Animation e al 25% dalla Hearst Corporation, due colossi mondiali dei media, due dei tanti che ormai investono in questo mercato considerato in forte espansione. I video che la AwesomenessTv produce e diffonde su YouTube contano 112 milioni di abbonati mensili generando qualcosa come sette miliardi di contatti. Si tratta di numeri notevoli. La fila di operatori desiderosi di stringere accordi con questa società è lunga. Per il momento ci sono riusciti l’operatore mobile americano Verizon che ha comprato 200 ore di video originali e il canale per bambini Nickelodeon per alcune mini-serie destinate ai teenager. Un’altra società, la californiana MakerStudios – che vanta 55 mila creativi sparsi per il mondo e un’audience ancora più stratosferica di 11 miliardi di internauti al mese - lo scorso anno ha ottenuto un investimento di 500 milioni di dollari dalla Walt Disney. Mentre Machinima - società di produzione di filmati ispirati ai videogame con 30 mila creativi ingaggiati e un audience globale mensile di 3,8 miliardi di video visti - è stata finanziata dalla Warner Bros Entertainement attraverso un investimento in due tranche di 42 milioni di dollari. In Europa si sta facendo largo l’olandese Zoomin.TV che produce video ogni giorno in 17 lingue diverse con il contributo di duemila creativi. Nei suoi studi si confezionano notizie, serie Web, commedie, storie di personaggi: 780 milioni di video visti sul mobile e oltre due miliardi sul web. Un altro caso riguarda il successo del canale all news Vice, che ha dato nuova linfa a uno stile televisivo già conosciuto, quello che usa la camera a mano per gurare video tecnicamente “sporchi”. Uno stile gradito dal pubblico più giovane che naviga sul Web. Il canale Vice è stato in grado di riportare gli spettatori più giovani verso il format dei factual, un successo che sta facendo riflettere i broadcasting, soprattutto gli altri canali di all news, ora tentati di imporre alle proprie redazioni uno stile più “grintoso” e realistico per migliorare la loro informazione. Il pubblico che segue l’Internet tv è fatto in gran parte dai nativi digitali: dagli adolescenti di 13/14 anni sino ai giovani adulti trentenni. Centinaia di milioni di persone che trascorrono circa due ore al giorno sui social media e consumano il triplo di video della generazione precedente. Un pubblico più vasto di quello televisivo, più variegato, mobile, reattivo e con una grande voglia di consumare short video connettendosi ai dispositivi mobili e alle video-piattaforme web come YouTube, Vimeo, Vevo, Neflix, Dailymotion. I generi degli “snack video” più gettonati sono l’umoristico, il lifestyle, lo sport e la musica. E la durata dei video è scesa dai cinque minuti in media nel 2013 ai tre minuti e mezzo di oggi. Segno forse di un’impazienza e di una voluttà a consumare sempre più prodotti.

 

miptv®

Affari d’oro
Ma a Cannes, nonostante i riflettori abbiano illuminato i protagonisti della nuova era digitale, hanno sfilato anche i consueti big del broadcasting. E non sono naturalmente mancati gli accordi e le sinergie. La lista è lunga: NBC Universal International Television Production ha siglato un accordo con TF1 e con la tedesca RTL per co-finanziare, sviluppare e produrre tre “legal crimes” che saranno girate in lingua inglese nel 2016. Uno dei più grandi creatori, produttori e distributori di marchi televisivi in ​​tutto il mondo, Fremant leMedia, ha messo in piedi con Shanghai MediaGroup, BesTV e China Media Capital una joint venture per sviluppare formats per il mercato cinese, con la stessa Fremant le Media in qualità di venditore internazionale. Warner Bros International Television Production ha lanciato 500 Questions, un nuovo game show per il network ABC. Mentre Mtv India produrrà la versione locale di America’s Next Top Model, distribuito da Cbs Studios.

Sono state anche presentate diverse anteprime di nuove serie tv: da Texas Rising, la serie dedicata alla rivoluzione del Texas e all’ascesa dei leggendari Texas Rangers che segna, dopo anni di assenza, il ritorno del western in televisione a Versailles, con al centro la vita del Re Sole declinata in dieci episodi e costata 30 milioni di euro (la produzione più costosa mai realizzata in Francia) a Deadline:Gallipoli, prodotta da FoxTel e NBC Universal e dedicata al centenario dellatraumatica battaglia della Prima Guerra Mondiale sulle spiagge turche. E’ cresciuta anche la produzione di marca europea con prodotti come Deutschland 83, firmati dalla tedesca Ufa Fiction per RTL e The Refugees, prodotta da un team spagnolo in lingua inglese per essere distribuita da Bbc Worldwide.

Sul versante dei drama il ruolo del leone l’ha svolto la produzione nordeuropea, cui è stato dedicato questo MIPTV, con una serie di eventi sotto l’egida di Focus on the Nordic, che ha raggruppato i protagonisti dei mercati televisivi di Svezia, Danimarca, Finlandia e Norvegia. Per quanto riguarda l’Italia Rai Com, la consociata RAI nata lo scorso anno con lo scopo di commercializzare e valorizzare il patrimonio audiovisivo Rai anche a livello internazionale, ha presentato un ricco catalogo di 50 titoli, comprendenti film, tv movies, serie e mini serie, documentari e format di show televisivi. Sulla fiction gli sforzi della Rai hanno puntato a titoli come Il Giovane Montalbano, L’Oriana (sulla vita di Oriana Fallaci) le nuove stagioni di Una grande famiglia e de La narcotici oltre a una serie nuova di zecca come Crazy Dreamers, che racconta le biografie rocambolesche di geniali e strampalati inventori, pensatori, scienziati, filosofi, artisti del XX secolo. Mentre per i film il catalogo Rai Com ha proposto ai buyer Torneranno i prati, l’ultima opera cinematografica di Ermanno Olmi e Cloro, opera prima di Lamberto Sanfelice, già presentata al Festival di Berlino.

 

Miniserie su Lucky Luciano

 

Mediaset dal canto suo, ha presentato in collaborazione con il Gruppo Federation Entertainment, una miniserie di 12 puntate in inglese sul boss della mafia italo-americana Lucky Luciano prodotta pensando soprattutto al mercato estero, mentre Mondo TV ha venduto i diritti di trasmissione televisiva e Internet sulla serie animata Drakers al canale free-tv e internet Minika. Ogni anno a Cannes si mette in movimento un giro di affari di decine di miliardi di euro tra accordi di co-produzione, acquisti, vendite, joint venture per nuovi progetti e l’acquisto di tecnologie avanzatissime. Inoltre, si fanno largo nuovi modelli di business e circolano analisi delle problematiche più pressanti per il mercato. Gli oltre tremila euro che ogni partecipante sborsa per l’accredito sono una cifra importante, ma ben spesa visto il programma. L’attenzione che questa edizione ha dedicato ai nuovi formati della Internet TV sono stati un’idea vincente. Gli short-video sono, infatti, un eccezionale laboratorio per il futuro della televisione perché mostrano dove va a finire l’audience e permettono di selezionare le migliori idee per investimenti su più grande scala, come le serie tv. D’altra parte le stime di mercato parlano chiaro, da oggi al 2017 si prevede una più che robusta crescita del consumo di video online (+247%). I vecchi broadcaster sono avvisati.

 

 

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