Anno magico per la TV3D

Febbraio 2011. In tutte le varie mostre internazionali sul broadcasting succedutesi in questi ultimi due anni, come CES di Las Vegas, IFA di Berlino, IBC di Amsterdam fino al CEATEC di Tokyo, è stato possibile osservare riprese in 3D di eventi sportivi e di concerti. Inutile dire che tali dimostrazioni sono state la maggiore attrazione delle varie fiere. Infatti, nelle riprese di Calcio risulta piuttosto realistico vedere in primo piano i contrasti fra i giocatori e il pallone che entra in rete verso di noi. Qualcuno si è spinto a dire che vedere la TV in 3D è meglio che essere allo stadio; è come essere in prima fila in tutte le situazioni. Pressoché nessuno ha lamentato fastidio dall’indossare gli occhiali. Nella Formula Uno le vetture sembrano uscire dallo schermo. Nell’atletica le situazioni per apprezzare le riprese 3D sono ancora più numerose, come salto e corsa.
Nei concerti vedere Bono che canta sul palco e si avvicina rivolgendoci lo sguardo fa un certa impressione, sembra proprio di essere in prima fila al concerto degli U2.
Il gradimento che il pubblico ha mostrato verso le prime dimostrazioni di TV 3D è stato, a detta di molti, superiore a quello riscontrato per il passaggio dalla TV a definizione standard a quella HDTV. Per successo e popolarità il passaggio alla TV 3D sarebbe paragonabile alla transizione dalla TV in b/n a quella a colori. Nel cinema 3D molti spettatori hanno già avuto modo di vedere cartoni animati colossal con primi piani creati ad hoc per gli effetti 3D, con oggetti volanti che ci sfiorano, persone e animali che ci travolgono. La diffusione della TV 3D presso il pubblico potrebbe essere così vasta che fra soli 5 anni potremmo la fase attuale della Tv come “quella in cui vi era la Tv in Alta Definizione solo a due dimensioni”,  senza la profondità e l’effetto coinvolgente delle immagini tridimensionali.

Vivaci prospettive

Secondo le previsioni di mercato rilevate lo scorso settembre il ciclo di introduzione dei televisori 3D nelle case degli utenti in 4 anni raggiungerà una massa particolarmente significativa. Questo lasso di tempo è soprattutto legato alla limitata disponibilità di contenuti 3D, che per ora sono provenienti prevalentemente da dischi blu-ray 3D. Alla fine del 2010 vi saranno tre milioni di famiglie nel mondo dotate di TV 3D, pari all’1% del mercato totale. Nel 2014 la penetrazione dei TV 3D nelle famiglie raggiungerà circa un quarto delle famiglie in Giappone, Nord America ed Europa Occidentale. Per realizzare uno sviluppo significativo del mercato è fondamentale che nei prossimi cinque anni i broadcaster accelerino la produzione di contenuti 3D ed acquisiscano esperienza adeguata nella loro realizzazazione e distribuzione.

In USA. Un’indagine di mercato ha rilevato che dei 49 milioni di spettatori che in USA hanno già visto film 3D al cinema, il 40% preferisce la visione 3D rispetto a quella 2D e sarebbe interessato a vedere la TV 3D a casa propria, senza avere particolari preclusioni sull’impiego degli speciali occhiali.

In Europa. Secondo Ferdinand Kayser, CEO di SES ASTRA, “La previsione di 23.7 milioni di TV 3D nel 2015 è un numero realistico, considerando il maggiore interesse della gente per la 3D TV  rispetto a quello riscontrato 4 anni fa per l’HDTV alla sua partenza. ASTRA con 150 canali è leader nel numero di canali HDTV resi disponibili in Europa, tale numero è destinato a triplicare nel 2013. Oggi il prezzo di un televisore 3D è di poco superiore a quello di uno HD, vi sono ormai più di 35 diversi modelli sul mercato e qualche costruttore offre solo televisori HD predisposti per il 3D”. Secondo i dati presentati da GFK alla Consumer Electronic Conference, tenutasi a Monaco il 15 giugno scorso, i televisori LCD con supporto 3D stanno riscuotendo un discreto successo in Europa.
    Fino a maggio di quest’anno sono state vendute 25 mila unità, il dato in assoluto non è altissimo ma se si considera che praticamente non vi è ancora nulla sul mercato che giustifichi tale acquisto sono comprensibili i brindisi dei produttori. Nonostante la tecnologia 3D per l’Home Video sia ancora agli albori, praticamente tutti i player più importanti del settore hanno una proposta 3D nei modelli di televisore in catalogo, o l’avranno presto. La ricerca di GFK si conclude sostenendo che nei prossimi tempi i televisori 3D saranno parte integrante e indispensabile della produzione di elettronica di consumo.

Occhiali, per il momento indispensabili

I sistemi di TV 3D entrati sul mercato appartengono alla prima delle tre generazioni possibili per la tecnica di visione tridimensionale. La prima generazione Plano-stereoscopica, che prevede per la visione l’utilizzo degli occhiali, è destinata a rimanere sul mercato per alcuni lustri poiché le successive generazioni di TV 3D senza l’uso di occhiali richiedono ancora sviluppi tecnici piuttosto consistenti per potere entrare nel mercato di massa con adeguata qualità.

I broadcaster della TV satellitare e terrestre, avendo percepito il grosso appeal sul pubblico generato dal cinema 3D, scalpitano per iniziare la diffusione di programmi 3D,  approfittando soprattutto dei grossi appuntamenti sportivi. Anche la produzione di dischi per il video  propone sistemi per film 3D sui dischi Blu-ray. Tutto ciò ha spinto gli enti standardizzatori a definire regole e specifiche per il trasporto della TV 3D per assicurare la compatibilità fra i prodotti di diversi costruttori. Come normalmente accade, le industrie già in prima linea nelle dimostrazioni di soluzioni TV 3D hanno fatto da riferimento per il varo del nuovo standard.  Il 2010 ha visto la TV 3D stereoscopica consolidarsi su tutti i principali fronti, dalle tecniche di ripresa e produzione dei contenuti, alla trasmissione del segnale secondo standard ormai definiti fino alle tecniche di visualizzazione sui televisori 3D già in commercio. Vediamo in dettaglio lo stato dell’arte della TV 3D relativamente a  trasmissione del segnale, ripresa delle immagini stereoscopiche, televisori con occhiali attivi e passivi.

Generazioni a confronto

La ITU, International Telecommunications Union, ha una roadmap per lo sviluppo dello standard della TV 3D, che prevede tre successive generazioni (chiamate anche profili).

– La prima generazione riguarda la cosidetta televisione “Plano-stereoscopica” impiega due riprese Left e Right e la visione con speciali occhiali; la visione dell’oggetto rimane la stessa quando lo spettatore muove la testa. Gli occhiali stereoscopici, passivi o attivi, inviano allo spettatore riprese separate per l’occhio sinistro e destro che vengono combinate dal cervello creando l’effetto stereoscopico. La versione con occhiali passivi con lenti a polarizzazione circolare è utilizzata soprattutto nel cinema 3D, mentre è stata utilizzata nella TV solo in una prima fase, poiché richiede l’impiego di un costoso display con pannello polarizzatore. Gli occhiali stereoscopici attivi (shutter glasses) è utilizzata soprattutto nella TV domestica poiché si combina con un normale display, LCD o Plasma, e si sta introducendo in modo significativo, in virtù delle sue migliori prestazioni, anche nelle sale cinematografiche. Sono stati invece abbandonati gli occhiali a lenti anaglifiche con colori complementari poiché le immagini 3D risultanti presentano una gamma di colori molto modesta.

– La seconda generazione prevede la creazione di una “Visione multipla” con un set di ripresa composto da più videocamere. In tal modo si ricrea la situazione reale in cui, muovendo il capo, cambiano i particolari visibili dell’oggetto. La seconda generazione fa uso di display autostereoscopici che riproducono le diverse riprese e che non richiedono l’impiego di occhiali. Nonostante numerosi sviluppi in corso, i display autostereoscopici hanno ancora scarse prestazioni, insoddisfacente risoluzione dell’immagine, un limitato angolo di visione, il tutto completato da costi del display inaccessibili per il normale consumatore. Lo scarso mercato finora perseguito è soprattutto quello degli show room, per richiamare l’attenzione del pubblico con immagini 3D.

– La terza generazione prevede una “Visione naturale” come quella dell’occhio umano in cui la visione cambia spostandosi attorno all’oggetto; in tal caso il sistema 3D permette di registrare l’ampiezza, la frequenza e la fase delle onde luminose emesse dall’oggetto, meglio noto come sistema olografico. La terza generazione impiega immagini olografiche, richiede tecniche di ripresa e di presentazione piuttosto complesse, e sono necessarie capacità trasmissive notevolmente elevate. Potrebbe vedere sviluppi significativi solo fra qualche decennio.

Nella figura sono riassunte le tre generazioni di TV 3D,
con il dettaglio degli standard di trasmissione per la prima generazione con i tipi di display e relativi occhiali

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