Antitrust UE indaga su Sky, BSkyB e Canal+

Marzo 2014
Secondo il commissario alla concorrenza Joaquin Almunia (nella foto) la Commissione non intende chiedere alle major di contrattare una licenza unica per tutti gli Stati, né mettere in discussione il sistema di cessione delle licenze attualmente in atto. Tuttavia, desidera risolvere il problema dei cittadini europei che si abbonano ad una pay-tv in uno Stato e se si spostano in un altro, per lavoro o per vacanza, non possono accedere ai contenuti per cui pagano l’abbonamento. Molte pay-tv diffondono, infatti, contenuti anche via Internet (es. SkyGo) ma appena varcato il confine di stato l’accesso viene bloccato.
Almunia ha ricordato che l’indagine arriva dopo la sentenza della Corte di Giustizia UE del 2011 che diede ragione alla proprietaria di un pub inglese che utilizzava smart card di pay-tv greche per trasmettere le partite di Premier League nel proprio locale. In quell’occasione, la Premier League fece ricorso e perse. Almunia ha spiegato che da allora il Calcio si sta adeguando alla sentenza ma per i film la questione è ancora presente. Questi contenuti vengono ceduti alle pay-tv da Twentieth Century Fox, Warner Bros, Sony Pictures, Paramount e altre con licenze su base territoriale. Bruxelles, che nel 2012 ha già raccolto dati utili all’indagine, esaminerà se le licenze che garantiscono “assoluta protezione territoriale” ai contenuti costituiscano una violazione delle regole della concorrenza. La protezione territoriale, infatti, assicura che i film concessi con licenza dalle major americane vengano mostrati esclusivamente nello Stato membro in cui opera la pay-tv, sia via satellite sia via Internet. Tali film non sono pertanto disponibili fuori da quegli Stati, nemmeno dietro richiesta di potenziali abbonati in altri Paesi.

ec.europa.eu

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