Aperti ad ogni evoluzione

Aprile 2009. Per realizzare un impianto centralizzato satellitare possiamo ricorrere a tecniche molto diverse da quelle normalmente adottate per i normali impianti Tv terrestri.

La più praticata è la tecnica di distribuzione multiswitch, differente dalle altre per l'impiego di “scatole di commutazione” e connessioni via cavo coassiale percorse da tensioni elettriche e più cavi per realizzare le linee di discesa dell'edificio.
Gli impianti multiswitch sono realizzabili attualmente in tre modi: radiale, cascata, derivazione.

I modelli attuali di multiswitch si possono invece classificare in due categorie: radiali e in cascata.
Grazie alle grandi potenzialità dei multiswitch sono realizzabili configurazioni d'impianto orientate sia a vecchi edifici dove è necessario adeguare il vecchio impianto alla Tv satellite sia a nuovi edifici dove è indispensabile prevedere dotazioni tecnologiche più evolute.

Nel primo caso si va verso la semplificazione dell'impianto cercando le soluzioni per superare il classico limite degli impianti multiswitch del dover necessariamente utilizzare almeno 4 cavi di discesa.
Nel secondo caso si va verso l'espansione delle possibili “commutazioni” con nuovi modelli di multiswitch per realizzare impianti con cui ricevere e distribuire i segnali da più satelliti utilizzando fino a 16 cavi di discesa.

A queste due grandi tendenze si aggiungono possibilità ibride, ad esempio combinando un centralino IF-IF ad un impianto con multiswitch in cascata per distribuire solamente i canali desiderati da più satelliti, senza aumentare il numero dei cavi di discesa, oppure realizzando reti miste con multiswitch radiali e in cascata per risolvere tutti i problemi di distribuzione in edifici dove sono previste numerose prese Tv per ogni piano, o dove gli appartamenti sono disposti in modo diverso e articolato da piano a piano.

La continua ricerca in questo campo porta a interessanti evoluzioni dei multiswitch, con nuove soluzioni già pronte e disponibili sul mercato altre in “cantiere” e altre ancora “immaginate” ma possibili.

Una nuova visione dell'impianto
Introducendo gli impianti con multiswitch in cascata sotto una nuova visione, scindendo il binomio “quattro cavi - un satellite” possiamo generare una serie di nuove configurazioni d'impianto in grado di rispondere meglio alle nuove esigenze di ricezione multisatellite.
Si utilizzano gli schemi di distribuzione conosciuti ma si assegnano i cavi di discesa a gruppi di canali riorganizzati secondo le varie esigenze.

Possono esserci impianti dove vengono riorganizzati solo i piani di polarizzazione, altri dove, con l'aiuto delle tecniche di trattamento dei segnali in 1ª IF si convertono e si filtrano i canali da distribuire selezionandoli tra quelli offerti da uno o più satelliti.

Così facendo si ottiene un impianto rinnovato e aggiornabile seguendo le future evoluzioni. La realizzazione pratica di questo impiego non convenzionale dei multiswitch vede oggi due diverse tendenze: la prima è quella di collegare in testa alla cascata un centralino di trattamento dei segnali IF, la seconda di introdurre nuovi multiswitch “versatili” programmabili per riorganizzare i piani di polarizzazione.

Nel primo caso (figura 3 - tutte le figure sono in fondo all'articolo) si ha solamente l'integrazione tra un classico impianto a multiswitch e un centralino IF-IF che converte e filtra i transponder italiani per fornirli su un solo cavo di discesa, lasciando gli i restanti tre cavi per altri canali provenienti da satelliti diversi.

Nel secondo caso (figura 2) l'idea è di sfruttare i 4 cavi di discesa assegnandoli ai piani di polarizzazione di due o tre satelliti opportunamente selezionati così da ottenere in totale quattro piani di polarizzazione distribuiti, non appartenenti allo stesso satellite.

Con un centralino IF in testa
Considerando l'impianto a quattro cavi di linea come il mezzo per poter trasferire agli utenti di un condominio i programmi trasmessi da 120 transponder satellitari, possiamo pensare ad una riorganizzazione dei canali distribuiti sfruttando la conversione IF-IF di singoli canali sparsi nella banda IF e filtrando i transponder adiacenti.

Combinando i canali convertiti con quelli filtrati si ottiene un nuovo spettro di frequenza nel quale sono inseriti solo i transponder selezionati.
Una soluzione di questo genere senza multiswitch (figura 6) permette ad esempio l'inserzione di un massimo di 30 transponder Sat in edifici dove le linee di discesa collegano le prese di utente.

Una soluzione analoga, tramite una linea di discesa con multiswitch in cascata, è rappresentata in figura 3 attraverso cui trasferire verso gli utenti un massimo di 120 transponder Sat.

Sistema molto versatile
Scegliendo accuratamente i quattro piani di polarizzazione da trasferire nell'impianto tra quelli forniti da più satelliti, da un lato si rinuncia ad alcuni canali ma dall'altro lato si acquisisce la possibilità di accesso a nuovi canali e soprattutto a quelli che diffondono i servizi multimediali da altre posizioni orbitali.

La rete di distribuzione a quattro cavi diventa perciò un veicolo per trasferire nell'impianto collettivo segnali selezionati dall'intera offerta satellitare e più vicini a bisogni degli utenti condominiali.

In pratica ogni multiswitch svolge il compito principale di “commutatore” per prelevare i segnali da uno dei cavi di discesa a scelta, secondo il comando impartito dal decoder satellitare. Ricordiamo che ogni decoder satellitare genera comandi di tensione (13/18 volt) e tono (22 kHz) per permettere la scelta tra i canali di differente polarizzazione (verticale o orizzontale) e banda (bassa o alta).

Ciò che cambia è l'associazione tra i comandi generati dai decoder e l'effettiva offerta di canali disponibili nell'impianto non più corrispondente ai piani di polarizzazione e alle bande di un solo satellite. Una configurazione di impianto “versatile” è rappresentata in figura 2.

Applicazioni e orientamenti diversi
Gli impianti realizzati con le due nuove tecniche, trattamento IF in testa e multiswitch versatili, trovano molteplici applicazioni. Grazie alla conversione e filtratura dei canali IF si possono realizzare impianti dove inserire in rete anche un solo canale trasmesso da una particolare posizione orbitale.

Il nuovo canale potrà essere inserito nel piano di polarizzazione di un altro satellite in sostituzione di un'altra emittente meno importante.
Possiamo anche fare in modo che vengano gestiti segnali provenienti da tre o quattro satelliti, mantenendo come limite massimo distribuibile quello di 120 transponder.

Tra le tecnologie che oggi permettono un'evoluzione concreta dei multiswitch troviamo da un lato il già conosciuto protocollo DiSEqC e dall'altro il nuovo sistema Sat Channel Router.
Con il protocollo DiSEqC ciò che possiamo già oggi realizzare (soprattutto in nuovi edifici) è un impianto multifeed con cui distribuire tutti i segnali trasmessi da quattro satelliti. Per questo tipo di impianti sono già disponibili sul mercato appositi multiswitch radiali e in cascata, dotati di 16 ingressi IF (4 per ogni LNB ovvero per ogni satellite).

Il sistema Sat Channel Router permette, invece, di realizzare schemi di distribuzione impossibili con gli attuali multiswitch ossia schemi che prevedono il collegamento in cascata di più prese Tv pur mantenendo l'indipendenza nel controllo, da parte dei decoder collegati, delle commutazioni destinate al multiswitch.

Un router per risolvere tutto
Tra i due diversi orientamenti appena descritti quello di aumentare il numero dei cavi di distribuzione per trasferire un più elevato numero di satelliti (multiswitch a 16 ingressi) può trovare applicazione negli edifici già esistenti soltanto procedendo all'installazione di nuove tubazioni e scatole di distribuzione di generose dimensioni sistemate ai diversi piani dell'edificio.

La possibilità invece di collegare più prese Tv in cascata (sistema Sat Channel Router) senza perdere l'indipendenza nel controllo del multiswitch genera una nuova serie di possibili schemi di distribuzione capaci di risolvere felicemente i problemi che sorgono negli edifici esistenti, dove già sono presenti prese Tv collegate in questo modo ed è difficile adeguare l'impianto alla Tv satellite (figure 4 e 5).

Figura 1. Configurazione tipica di un impianto con multiswitch in cascata. Ogni derivatore multiswitch a 4 cavi fornisce ai decoder collegati i segnali ricevuti da un solo satellite. Ogni decoder genera un comando appropriato per selezionare il cavo da cui “prelevare” il programma desiderato. Per un programma trasmesso in polarizzazione verticale sulla banda bassa, il decoder genera una tensione di 13 volt. Per ricevere invece un programma in banda verticale della banda alta, il decoder dovrà generare sia una tensione da 13 volt sia un tono da 22 kHz.

Figura 2. Un multiswitch può gestire i comandi generati dai decoder associandoli anche a più satelliti. Ad esempio, si possono distribuire segnali da due satelliti se si accetta di distribuire solo una parte dell'intera offerta di canali provenienti da entrambi.

Figura 3. Sfruttando un centralino IF collegato in testa ad un impianto multicavo possiamo riorganizzare fino a trenta canali IF per ogni cavo di discesa. In questo modo possiamo, ad esempio, raggruppare tutti i canali italiani su un solo cavo di discesa lasciando gli altri tre per altri canali ricevuti da uno o più satelliti.

Figura 4. Con la tecnologia Sat Channel Router possiamo collegare più decoder Sat in cascata su un singolo cavo. Questa soluzione permetterebbe di adeguare alla Tv satellite anche gli impianti Tv esistenti con le linee di discesa monocavo e prese in cascata.

Figura 5. Una possibile applicazione evolutiva del sistema Sat Channel Router consente la distribuzione di segnali Sat ricevuti da ben 4 diversi satelliti sfruttando tutti i comandi previsti dal sistema Sat Channel Router.

Figura 6. Senza multiswitch la distribuzione dei segnali Sat può essere attuata attraverso impianti con prese in cascata e tramite la tecnica di conversione IF-IF. L'unico limite è il numero massimo di 30 transponder, pari ad un quarto di quelli attivi in una posizione satellitare.

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