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Via le parabole dai balconi!
impianto sat
Via le parabole dai balconi!
Alcuni comuni italiani, nell'intento di conservare l'aspetto estetico delle vie e dei palazzi, hanno attuato un regolamento per sollecitare in tempi brevi il trasferimento di tutte le parabole sul tetto. Vediamo quali sono le tecniche per trasformare gli impianti e come procedere nei casi specifici
Vincenzo Servodidio
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Marzo 2009. I sistemi per realizzare un impianto satellitare centralizzato sono molteplici ma quelli più efficaci sono realizzati con la tecnica multiswitch. Il motivo di ciò si basa sul fatto che i multiswitch garantiscono, sostanzialmente, lo stesso servizio offerto da un impianto individuale e sono flessibili al punto da crescere nel tempo per espandere la ricezione a più satelliti e aggiungere facilmente le prese Tv in ogni appartamento, realizzando configurazioni che si adattano a qualunque tipo di edificio.

In alternativa ai multiswitch, negli stabili dove sono presenti problematiche di distribuzione complesse (passaggio di ulteriori cavi, allestimento di nuovi canaline o tubazioni, allargamento delle scatole di piano) possiamo ricorrere ad impianti IF-IF accettandone i limiti funzionali e che consistono essenzialmente nell'impossibilità di trasferire verso gli utenti tutti i canali ricevibili bensì soltanto una parte: approssimativamente un quarto dell'intera offerta ricevibile da una posizione orbitale.

Figura 0. Sono diverse le soluzioni alternative all'installazione dell'antenna sui balconi. Quella più semplice, per edifici piccoli e medi (i più diffusi) è di portare i cavi dall'esterno utilizzando lo stesso foro (nella parete) occupato dal cavo coassiale dell'antenna individuale.
Per salvaguardare l'estetica i cavi potranno essere posati in modo ordinato, seguendo un percorso mimetizzato tra i particolari architettonici dell'edificio.


Soluzioni flessibili
Un impianto con multiswitch vanta caratteristiche tali da renderlo preferibile ad altre soluzioni. La prima è l'assoluta “trasparenza” tra i canali ricevibili dall'antenna parabolica e i canali effettivamente distribuiti nell'impianto.

Con il termine “trasparenza” intendiamo la perfetta corrispondenza (come frequenza di trasmissione e quantità di canali) tra i canali presenti sul satellite verso cui è puntata l'antenna parabolica condominiale e i canali forniti dalle prese Tv dell'impianto centralizzato.

La seconda caratteristica è l'espandibilità nel tempo. Per intenderci, un impianto a multiswitch può progressivamente evolversi per aggiungere, ad esempio, i canali ricevuti da un secondo satellite o per collegare più prese Tv rispetto a quelle presenti in origine.

Possiamo perciò dire che l'impianto a multiswitch, qualunque configurazione esso assuma, rappresenta una “soluzione flessibile” per realizzare un impianto centralizzato Sat, sia nella trasformazione degli impianti individuali esistenti sia nella realizzazione di impianti condominiali ex novo sia nella potenziale capacità di evoluzione dell'intero sistema di ricezione.

Da singolo a collettivo
La base di partenza per trasformare tutti gli impianti individuali di un condominio in un unico sistema collettivo è la scelta del modo con cui si possono fare gli allacciamenti degli utenti.
La soluzione più semplice sarebbe quella di permettere il passaggio di cavi di discesa sulla facciata del condominio, individuando i percorsi che meglio si confondono con i particolari architettonici.

In questo caso (figura 1A) la trasformazione diventa davvero semplice in quanto tutti i cavi di utente possono raggiungere il sottotetto dell'edificio permettendo di usare un unico centralino MSW radiale (figura 1B) o una combinazione di più MSW radiali (figura 1C).

Figura 1. In fase di realizzazione si possono adottare due possibili schemi in funzione della lunghezza dei cavi e della disposizione degli alloggi. A partire dalle antenne individuali (A) si passa ad un sistema con un solo multiswitch (B) oppure a due multiswitch connessi alla stessa antenna (C).

Nel caso di divieti condominiali od ostacoli nella posa di cavi di discesa in facciata, si dovrà ricorrere al collegamento interno che presenta due grandi problematiche installative: la localizzazione di tubazioni incassate praticabili per l'infilaggio dei cavi, l'individuazione di percorsi alternativi esteticamente compatibili.

Qui si entra in un campo minato dalle diverse esigenze delle persone che abitano il condominio.
Potremo incontrare chi non ha problemi ad accettare un passaggio di cavi fissati sul battiscopa o chi, invece, di cavi esterni proprio non ne vuol sapere e richiede l'esclusivo uso delle tubazioni incassate.
In questo secondo caso si possono adottare stratagemmi come l'impiego di cavi coassiali di ridotto diametro esterno, oppure passare direttamente alle opere murarie necessarie per incassare nuove tubazioni o posare nuove canaline.

Qualunque sia il modo con cui eseguire i collegamenti, incassati o a vista, la rete di distribuzione può essere realizzata in due modi: radiale (figura 2) o in cascata (figura 3).
Potendo utilizzare percorsi esterni il sistema più semplice è quello radiale, in cui ogni utente si collega direttamente ai multiswitch.

Per l'impiego di tubazioni incassate è invece più conveniente far uso di multiswitch in cascata efficaci nel ridurre notevolmente il numero di cavi necessari per realizzare la linea di discesa: bastano 4 cavi per collegare decine e decine di utenti.

Figura 2. Sistema di distribuzione radiale: ogni presa d'utente deve disporre di un cavo indipendente che raggiunge il sottotetto. In questo modo possiamo distribuire nello stesso cavo anche i segnali Tv terrestri.

Figura 3. Sistema di distribuzione in cascata: si realizza una linea di discesa multicavo e, ai piani, si collegano i cavi d'utente a multiswitch per il passaggio dei segnali verso i piani sottostanti.

L'impianto rifatto
Poter realizzare un impianto ex novo soprattutto in edifici di recente costruzione ma anche in stabili oggetto di ristrutturazione permette di predisporre tutte le tubazioni necessarie al fine di ottenere la massima funzionalità ed espandibilità dal sistema di ricezione televisiva.

Sono necessarie tubazioni aggiuntive e scatole di dimensioni generose per far crescere l'impianto in fasi successive. Ricordiamo che le possibili evoluzioni dell'impianto sono la ricezione di più satelliti e l'aggiunta di prese Tv in ogni stanza.

Per avere una predisposizione “flessibile” è necessario impostare l'impianto in modo da permettere la discesa di almeno 17 cavi d'antenna nella linea principale e un cavo indipendente per ogni presa del piano (figura 4).

Così facendo si possono distribuire tutti i canali provenienti da quattro satelliti, potendo soddisfare anche le esigenze di eventuali inquilini stranieri, interessati ai programmi dei rispettivi paesi d'origine trasmessi da satelliti differenti dai nostri.

Figura 4. Realizzando un impianto o una predisposizione in un edificio nuovo o in corso di ristrutturazione è meglio prevedere tubazioni incassate e scatole di piano idonee a contenere fino a 17 cavi di discesa e multiswitch derivatori a 17 cavi di generose dimensioni. In questo modo possiamo distribuire i segnali ricevuti da quattro satelliti accontentando anche i cittadini stranieri interessati a ricevere programmi diversi dai nostri.

Crescita graduale
Non sono rari gli stabili in cui soltanto pochi condomini sono interessati alla Tv satellite: in questi casi per realizzare ugualmente l'impianto satellitare, facendolo crescere gradualmente man mano che gli utenti esprimano la voglia di collegarsi, si può proporre un'altra forma di evoluzione flessibile del sistema, di tipo radiale (figura 5).
Con questa soluzione bastano pochi utenti condominiali per partire.

Figura 5. La soluzione illustrata favorisce la crescita dell'impianto in proporzione al numero degli utenti interessati. Si tratta di un impianto collettivo realizzato ex-novo con antenna, LNB a quattro uscite e un piccolo multiswitch a quattro uscite collocato nel sottotetto. Il caso più semplice è quello in cui un solo condomino si vuole allacciare alla parabolica centralizzata (A). Se in un secondo tempo si aggiunge un secondo inquilino questo sarà collegato ad un'uscita libera del primo multiswitch (B). All'aumento del numero di condomini interessati alla ricezione sat si installeranno nuovi cavi collegati alle uscite libere del primo multiswitch e al completamento verrà aggiunto un secondo multiswitch (C). Si procede così fino all'ultimo utente dell'intero edificio.

L'impianto si realizza con un'antenna parabolica installata sul tetto dotata dei relativi sistemi di sostegno, un LNB universale a quattro uscite a bande separate, un primo multiswitch compatto a 4 uscite e i cavi coassiali necessari al collegamento.

Se altri utenti del condominio, in un secondo tempo, volessero allacciarsi all'impianto, pagheranno la loro quota trovandosi una parte di lavoro già fatto: basterà infatti collegare il rispettivo cavo ad un'uscita libera del primo multiswitch o semplicemente aggiungerne un secondo più compatto.

Tutto nuovo
Consideriamo un ultimo caso in cui tutti i condomini manifestino l'interesse di passare alla Tv satellite e dove nessuno di essi possegga già il decoder.
In questi casi, dovendo dotare ogni inquilino di un ricevitore e adottare una soluzione flessibile dell'impianto per la distribuzione dei segnali ai piani di tipo radiale, è consigliabile ricorrere alla tecnologia Sat Channel Router (SCR).

Questa tecnologia richiede multiswitch e decoder compatibili perché tra di essi deve instaurarsi un dialogo secondo il protocollo di comunicazione SCR.
I vantaggi che si ottengono con questo sistema riguardano la possibilità d'installare più prese satellitari per ogni utente, impiegando un solo cavo d'utente e quindi semplificando il cablaggio negli edifici esistenti.

La soluzione tipica è riportata in figura 6 ed è basata su un principio: i decoder connessi allo stesso cavo devono appartenere al medesimo utente.

Sono tecnicamente possibili anche configurazioni dove un solo multiswitch SCR possa servire utenti diversi, ma si tende ad evitare questa configurazione per possibili conflitti di natura funzionale e contenziosi dovuti alla condivisione del protocollo SCR.
Senza entrare troppo nel merito di questa questione ci schieriamo a favore degli impianti SCR ma avendo cura di collegare ogni utente ad un cavo di distribuzione diverso.

Figura 6. Nelle condizioni essenziali indicate nel testo possiamo realizzare impianti ex novo con la tecnologia SCR e collegare così, tramite un solo cavo di utente, fino a quattro prese per ogni appartamento. All'interno degli alloggi possiamo adottare diversi schemi di distribuzione a secondo delle necessità.

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