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Un pertugio lo trovi sempre
cavo minicoassiale
Un pertugio lo trovi sempre
Grazie ai minicoassiali possiamo oggi infilare un nuovo cavo Tv anche nelle tubazioni "impossibili", là dove un normale coassiale non passa. Diventa così più facile cablare il nostro appartamento per portare una presa Tv e Sat in ogni stanza dell'appartamento
Vincenzo Servodidio
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Aprile 2009. Quando nasce l'esigenza di aggiungere una presa Tv in camera da letto o nella stanza dei ragazzi può essere necessario infilare nuovi cavi coassiali nelle tubazioni esistenti, ma la cosa non è sempre facile per l'esiguità dello spazio a disposizione che porta, a volte, a rinunciare.

I costruttori di cavi coassiali, proprio per venire incontro a queste esigenze d'infilaggio in tubazioni stipate o comunque non adatte a ospitare un normale cavo coassiale, hanno ideato e messo sul mercato cavi coassiali di ridotte dimensioni che possono risolvere brillantemente il problema.

Prestazioni, quale livello?
I minicoassiali derivano dai loro modelli maggiori ossia i cavi coassiali di diametri esterni standard, tipicamente compresi tra 6 e 7 millimetri.
Questi connettori si presentano con un diametro esterno compreso tra 4 e 5 millimetri, con prestazioni inferiori ma ottimizzate per poter trasportare i segnali Tv con frequenze comprese tra 40 e 862 MHz ma anche quelli Sat caratterizzati da frequenze più elevate, comprese tra 950 e 2150 MHz.

I minicoassiali rappresentano un compromesso tra prestazioni e dimensioni e il loro impiego è limitato ai casi in cui sia impossibile utilizzare i normali cavi, ad esempio nelle canaline o tubazioni esistenti stipate, limitatamente a tratte di lunghezza contenuta.

Nella tabella 1 indichiamo le diverse prestazioni dei mini coassiali rispetto a quelle di un normale cavo da 6,6 mm facendo la media tra le caratteristiche dei cavi di alcuni tra i maggiori costruttori.
Da questa tabella si può ricavare l'attenuazione di tre tipi di cavi alle diverse frequenze che caratterizzano i segnali Tv che vi possono transitare. Sono state scelte le frequenze massime di ogni banda: 200 MHz per la banda VHF terrestre, 860 MHz per la banda UHF terrestre e 2150 MHz per la banda IF SAT.

I dati di questa tabella possono sembrare incomprensibili ad un comune utente televisivo, ma sono invece molto importanti per stabilire la lunghezza massima che un cavo possa raggiungere prima di danneggiare la qualità di un segnale televisivo.
Con i dati riportati nella tabella possiamo quindi calcolare le massime lunghezze di tratti di cavo da aggiungere nell'impianto domestico, come indicato nel paragrafo seguente.

Lunghezza, restiamo nei limiti
La lunghezza massima utilizzabile per un cavo coassiale con diametro esterno di 5 mm è inferiore a quella di un normale cavo da 6/7 mm.
Ciò è dovuto ad una maggiore resistenza elettrica, al passaggio dei segnali, introdotta dai conduttori o meglio dal conduttore interno, ovviamente più piccolo di sezione rispetto a quello di un normale cavo Tv.

Ecco un semplice procedimento matematico per calcolare quale può essere la massima lunghezza di un collegamento con minicoassiale.
È necessario conoscere il livello di segnale disponibile nel punto dal quale il cavo deve partire. Tipicamente, in applicazioni “domestiche” questi punti possono essere quelli indicati nella tabella 2 ovvero, l'uscita di un'antenna individuale Sat o Tv, l'uscita di un amplificatore Tv, l'uscita libera di un Multiswitch, una presa Tv o Sat esistente.

Nella tabella 2 mostriamo quale può essere la massima lunghezza possibile di un cavo da 5 mm (0,8 mm diametro conduttore interno) per questi casi tipici, partendo dai livelli di segnale normalmente disponibili al punto da cui deve partire un nuovo tratto di cavo.

Per calcolare da sé la lunghezza massima di un cavo coassiale “Lmax”, forniamo di seguito un semplice procedimento.
È indispensabile innanzi tutto conoscere l'attenuazione su 100 metri offerta dal cavo che si intende utilizzare “Ac” e i livelli del segnale disponibile “Sd” e di quello minimo che si può ancora sfruttare convenientemente alla fine del cavo “Su”.

Consigliamo di usare i seguenti valori di Su, in funzione del tipo di segnale: 53 dBµV per segnali SAT, 60 dBµV per segnali Tv terrestri analogici (Pal) e 50 dBµV per segnali Tv terrestri digitali (DTT).

La formula da applicare è la seguente:

Lmax = (Sd-Su) / (Ac/100)

Facciamo un esempio. Vogliamo sapere la lunghezza massima di un cavo Sat per portare il segnale da una presa esistente ad una seconda presa utilizzando un semplice divisore a due uscite.

Se il segnale disponibile Sd fornito dalla presa Sat esistente è di 65 dBµV, inserendo un divisore tale valore scende a 62 dBµV. Ammesso che il segnale minimo disponibile alla seconda presa è Su = 53 dBµV e si intenda utilizzare un cavo coassiale da 5 mm di diametro esterno con un'attenuazione tipica su 100 metri pari a Ac = 38 dB, possiamo procedere nel modo seguente:

Lmax = (62-53) / (38/100) = 23,6 metri


Meglio trattarli con cura
I minicoassiali sono realizzati con le stesse tecnologie costruttive dei modelli di diametro più grande ma sono più “fragili” soprattutto alla trazione.

Consigliamo nell'infilaggio dei cavi in tubazioni esistenti l'impiego di sostanze lubrificanti e, se è possibile, di adottare il sistema della doppia sonda, utilizzando una sonda “traente” e una “cedente” per superare eventuali punti difficili senza danneggiare il cavo là dove sia necessario ritirarlo un po' indietro.

Le norme prescrivono che i cavi coassiali vadano infilati in tubazioni separate rispetto ai cavi elettrici, tuttavia è ammessa la coesistenza nello stesso tubo se la guaina isolante del cavo “segnale” sopporta una tensione pari a quella più alta che può circolare nei conduttori di energia.

Per infilare un minicoassiale in un tubo dove sono già presenti fili elettrici è perciò consigliabile impiegare un cavo prodotto da un costruttore che dichiara la tensione di isolamento della guaina e che questa sia superiore a quella dei cavi elettrici che è tipicamente di 450/750 V.

Non dovremo installare, invece, la nuova presa Tv là dove è presente quella elettrica, a meno di impiegare componenti isolati adeguatamente.

Figura 1. Collegamento individuale con l'antenna parabolica. Lunghezza massima di un cavo da 5 mm considerando che un LNB possa fornire tipicamente un segnale di 75 dBµV a 2150 MHz.

Figura 2. Collegamento individuale da un'antenna Tv terrestre. In questo caso un cavo da 5 mm può essere molto più lungo rispetto a quello di una parabola in quanto offre minori perdite alle frequenze VHF e UHF rispetto a quelle IF Sat.

Figura 3. Collegamento diretto dall'uscita di un amplificatore o centralino Tv con 20 dB di guadagno tramite un derivatore con attenuazione di 22 dB. La lunghezza massima del cavo è di 72 metri per i canali VHF e 34 metri per quelli UHF.

Figura 4. Collegamento aggiuntivo da una presa Tv esistente ad una seconda presa mediante un divisore a due uscite(-3dB). Questo collegamento è realizzabile solo se i livelli forniti dalle prese sono sufficienti a sostenere le perdite offerte dal cavo aggiuntivo. Per i segnali Sat questo non è un collegamento che permette di ricevere in modo indipendente con i due decoder accesi contemporaneamente, tuttavia è utilizzabile per proseguire la visione di un programma satellitare da un'altra stanza, spegnendo il decoder principale e accendendo quello secondario.

Figura 5. Collegamento aggiuntivo da un'uscita libera di un multiswitch a 5 ingressi (Sat e Tv) derivatore di piano o radiale. Il maggiore livello fornito da un multiswitch permette di ottenere cavi aggiuntivi anche molto lunghi in grado di trasportare tutti i segnali Sat e Tv.
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