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Ambiziose prospettive
T-Vision
Ambiziose prospettive
Il Gruppo veneto T-Vision forte di tre importanti televisioni locali come Telenordest, Telealtoveneto e Antenna Tre, sbarca sul Digitale terrestre con un anno d’anticipo e un obiettivo dichiarato: andare in onda con un bouquet di dieci canali tematici per la fine del 2010
Mauro Scarpellini
Europarlamento24
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Dicembre 2009. Il Gruppo veneto T-Vision sta lavorando a una svolta digitale tutta scritta in maiuscolo.
Sotto la guida del giovane Thomas Panto, titolare di tre apprezzate Tv locali del Triveneto - Telenordest, Telealtoveneto e Antenna Tre - è partita infatti una nuova e costosa scommessa che probabilmente impegnerà l'imprenditore per diversi anni.

Il primo passo dell'operazione è stata la migrazione anticipata al digitale delle tre reti storiche, le quali dai primi mesi del 2009 trasmettono sul Digitale terrestre in Trentino Alto Adige e dallo scorso 30 luglio su quello del Veneto.

Parallelamente Thomas Panto ha aperto un cantiere per lavorare alla progressiva attivazione di un bouquet di sette canali tematici in digitale - tra i quali spicca anche un'emit­tente criptata, ossia a pagamen­to - interamente dedicati al Triveneto.

Una volta andato a regime, il progetto si avvarrà complessivamente di dieci i canali in Digitale terrestre offerti da T-Vision, nove dei quali in chiaro.

«Il cuore dove si sviluppa tutto
- spiega Thomas Panto - è Antenna Tre Nordest, che attraverso un palinsesto più ricco di news, sarà più presente sul territorio, introducendo il concetto di breaking news permanente. Ma stiamo anche programmando investi­menti per Telenordest, una vo­ce importante specie nel Padova­no e nel Vicentino».

Pronti al via
L'informazione è il “genere guida” intorno al quale ruota l'intero progetto dei canali digitali tematici, ma uno spazio importante lo avrà anche l'intratte­nimento declinato in chiave locale.
Nel complesso si tratterà di un'of­ferta editoriale segmentata, rivolta a un pubblico eterogeneo.

Il primo di questi canali, partito lo scorso 21 settembre, si chiama Free, uno spazio quotidiano di sei ore che prevede diversi appuntamenti tra sport e news.
Free trasmette in Venezia Giulia - altra regione dove Panto intende anticipare il passaggio al Digitale terrestre rispetto alla scadenza prevista per fine 2010 - a differenza di tutti gli altri canali che, invece, verranno inseriti nei mux di Trentino e Veneto.

A metà ottobre è decollato anche Nordest Magazine, dedicato a alla ras­segna stampa non-stop sui principali fatti di cronaca (leggera) del Triveneto, mentre a inizio 2010 sarà il turno di 24/7, un canale news in doppia lingua, italiano e inglese.

Poi a seguire verranno tutti gli altri, la rete d'informazione SetteNews dedicata interamente a Veneto, Friuli e Trentino, realizzata in collaborazione con le redazioni delle tre reti del Gruppo, l'emit­tente interattiva New sviluppata con la trevigiana H-Farm di Riccardo Donadon, la tivù a pagamento Duju dai contenu­ti sperimentali «che sarà tra le ultime cose che faremo - precisa Thomas Panto. - Ora possiamo solo anticipare che il concept è di derivazione Internet nel senso che puntiamo a costruire una community veneta tra la rete e la televisione con contenuti totalmente autoprodotti».

Infine Up Tv, un canale che ha l'obiettivo di diventare una sorta di status symbol del Nordest, con qualche spazio dedicato a contenuti criptati di genere adult.

Forti investimenti
Sul versante dell'investimento la cifra messa già sul piatto da Panto sfiora i tre milioni e mezzo di euro, che alla fine lieviteranno a sette.

Così divisi: due milioni e mezzo che di­venteranno cinque solo per l'al­ta frequenza (antenne, tralicci, transponder e amplificatori fi­nali) e due e mezzo per la “bas­sa”, cioè tutto quello che sta fra una telecamera e l'impianto tra­smittente.

Altri 6-700 mila euro per i contenuti, in particolare per i prodotti di acquisto destinati al canale Up Tv, mentre tutto il resto verrà autoprodotto. Infine un milione di euro se ne andrà nell'apertura di nuove redazioni e nell'introduzione di nuove figure professionali.

Anche la piattaforma Inter­net sarà potenziata, mentre il satellite non sarà preso in consi­derazione.
«Faremo molta speri­mentazione, svilupperemo con­tenuti in sinergia con altre cate­ne televisive e venderemo le no­stre produzioni. È una sfida sti­molante» aggiunge l'editore di T-Vision, che oggi conta un centinaio fra dipendenti e collaboratori e un fatturato di circa dieci milioni di euro per l'anno 2008, mentre per quanto riguarda il 2009 si aspetta una flessione.

«Ritengo che il presidio del territorio alla fine dia i suoi frutti - conclude Thomas Panto - non dimentichiamo che la vita di ogni persona dipende più da ciò che accade in un raggio d'azione di 50 km che non dagli eventi lontani d'oltreoceano».
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