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Sotto la guida del giovane Thomas Panto, titolare di tre apprezzate Tv locali del Triveneto - Telenordest, Telealtoveneto e Antenna Tre - è partita infatti una nuova e costosa scommessa che probabilmente impegnerà l'imprenditore per diversi anni.
Il primo passo dell'operazione è stata la migrazione anticipata al digitale delle tre reti storiche, le quali dai primi mesi del 2009 trasmettono sul Digitale terrestre in Trentino Alto Adige e dallo scorso 30 luglio su quello del Veneto.
Parallelamente Thomas Panto ha aperto un cantiere per lavorare alla progressiva attivazione di un bouquet di sette canali tematici in digitale - tra i quali spicca anche un'emittente criptata, ossia a pagamento - interamente dedicati al Triveneto.
Una volta andato a regime, il progetto si avvarrà complessivamente di dieci i canali in Digitale terrestre offerti da T-Vision, nove dei quali in chiaro.
«Il cuore dove si sviluppa tutto - spiega Thomas Panto - è Antenna Tre Nordest, che attraverso un palinsesto più ricco di news, sarà più presente sul territorio, introducendo il concetto di breaking news permanente. Ma stiamo anche programmando investimenti per Telenordest, una voce importante specie nel Padovano e nel Vicentino».
Pronti al via
L'informazione è il “genere guida” intorno al quale ruota l'intero progetto dei canali digitali tematici, ma uno spazio importante lo avrà anche l'intrattenimento declinato in chiave locale.
Nel complesso si tratterà di un'offerta editoriale segmentata, rivolta a un pubblico eterogeneo.
Il primo di questi canali, partito lo scorso 21 settembre, si chiama Free, uno spazio quotidiano di sei ore che prevede diversi appuntamenti tra sport e news.
Free trasmette in Venezia Giulia - altra regione dove Panto intende anticipare il passaggio al Digitale terrestre rispetto alla scadenza prevista per fine 2010 - a differenza di tutti gli altri canali che, invece, verranno inseriti nei mux di Trentino e Veneto.
A metà ottobre è decollato anche Nordest Magazine, dedicato a alla rassegna stampa non-stop sui principali fatti di cronaca (leggera) del Triveneto, mentre a inizio 2010 sarà il turno di 24/7, un canale news in doppia lingua, italiano e inglese.
Poi a seguire verranno tutti gli altri, la rete d'informazione SetteNews dedicata interamente a Veneto, Friuli e Trentino, realizzata in collaborazione con le redazioni delle tre reti del Gruppo, l'emittente interattiva New sviluppata con la trevigiana H-Farm di Riccardo Donadon, la tivù a pagamento Duju dai contenuti sperimentali «che sarà tra le ultime cose che faremo - precisa Thomas Panto. - Ora possiamo solo anticipare che il concept è di derivazione Internet nel senso che puntiamo a costruire una community veneta tra la rete e la televisione con contenuti totalmente autoprodotti».
Infine Up Tv, un canale che ha l'obiettivo di diventare una sorta di status symbol del Nordest, con qualche spazio dedicato a contenuti criptati di genere adult.
Forti investimenti
Sul versante dell'investimento la cifra messa già sul piatto da Panto sfiora i tre milioni e mezzo di euro, che alla fine lieviteranno a sette.
Così divisi: due milioni e mezzo che diventeranno cinque solo per l'alta frequenza (antenne, tralicci, transponder e amplificatori finali) e due e mezzo per la “bassa”, cioè tutto quello che sta fra una telecamera e l'impianto trasmittente.
Altri 6-700 mila euro per i contenuti, in particolare per i prodotti di acquisto destinati al canale Up Tv, mentre tutto il resto verrà autoprodotto. Infine un milione di euro se ne andrà nell'apertura di nuove redazioni e nell'introduzione di nuove figure professionali.
Anche la piattaforma Internet sarà potenziata, mentre il satellite non sarà preso in considerazione.
«Faremo molta sperimentazione, svilupperemo contenuti in sinergia con altre catene televisive e venderemo le nostre produzioni. È una sfida stimolante» aggiunge l'editore di T-Vision, che oggi conta un centinaio fra dipendenti e collaboratori e un fatturato di circa dieci milioni di euro per l'anno 2008, mentre per quanto riguarda il 2009 si aspetta una flessione.
«Ritengo che il presidio del territorio alla fine dia i suoi frutti - conclude Thomas Panto - non dimentichiamo che la vita di ogni persona dipende più da ciò che accade in un raggio d'azione di 50 km che non dagli eventi lontani d'oltreoceano».


