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Dicembre 2009. È la nuova frontiera della pirateria satellitare. Il card sharing è la condivisione di una card all'interno di una rete con struttura client-server: il ricevitore con la card inserita nello slot si configura come server e gli altri ricevitori come clients. Semplificando al massimo il funzionamento di un sistema di decodifica possiamo dire che il ricevitore invia continue richieste alla card: la validità delle risposte produce la decodifica del segnale e la visione del canale.
Nello share le richieste che un ricevitore client invia alla card, non presente in locale, vengono inviate tramite rete al server, la cui card risponde come se la richiesta fosse fatta dal server stesso.
Gli emulatori si occupano della gestione del traffico di rete e dei protocolli affinché tutto funzioni senza interruzioni.
La vera minaccia dello sharing è che clients e server non devono necessariamente stare sulla stessa rete, quindi se il mio ricevitore fa da server posso permettere a client remoti di condividere le mie cards, tramite Internet, aumentando esponenzialmente il numero di persone collegate e, di conseguenza, procurando un danno al provider.
Ultimamente questa pratica ha assunto proporzioni molto ampie, tanto da assistere ad un vero e proprio dilagare di questa nuova forma di pirateria.
Siti Internet che vendono i “settaggi” necessari a configurare il proprio ricevitore per poter accedere alla condivisione on line di migliaia di card dei più svariati provider, produttori che commercializzano ricevitori già configurati per lo scopo per gli utenti più inesperti, con tanto di manualistica e filmati per le spiegazioni sul proprio sito.
Addirittura si sussurra di un decoder dual-tuner con uno dedicato esclusivamente a scaricare via satellite i dati necessari per lo sharing, su di un transponder predefinito e cambiato quando necessario.
Come capita spesso, ciò che è stato inizialmente progettato per un nobile scopo (usufruire del proprio ricevitore per la visione di qualsiasi abbonamento, ossia l'emulatore) ora è utilizzato a scopo di lucro.
Il danno per i provider satellitari è grande, ma altrettanto grande è anche il rammarico per chi faceva uso di questi sistemi, in regola con il proprio abbonamento e in casa propria, costretto oggi a non poter più utilizzare il proprio ricevitore, a sua volta regolarmente acquistato.


