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Cerca i satelliti  con l’iPhone
puntare la parabola
Cerca i satelliti con l’iPhone
Quante volte avremmo voluto dare un seguito pratico alle nostre nozioni satellitari ma abbiamo desistito per la mancanza di nozioni e degli strumenti necessari: la tecnologia oggi può aiutarci molto, consentendo facile accesso ad operazioni un tempo complesse, come puntare un’antenna sat
Fulvio Lesca

Europarlamento24 EPeople

Con il supporto del Parlamento europeo
Il progetto è stato cofinanziato dall'Unione Europea nel contesto del programma di sovvenzione del Parlamento Europeo per la comunicazione. Il Parlamento Europeo non ha partecipato alla sua preparazione e in nessun caso è responsabile o vincolato per le informazioni contenute e le opinioni espresse nel contesto del progetto.
In accordo con la legge vigente, gli unici responsabili sono gli autori, le persone intervistate, gli editori o i soggetti di trasmissione. Il Parlamento Europeo non può essere ritenuto responsabile per gli eventuali danni diretti o indiretti che possono scaturire dall'implementazione del progetto.
Aprile 2011. Abbiamo trattato l’argomento installazione di parabole  molte volte perchè è affascinante poter intervenire direttamente in una delle operazioni più importanti per gli appassionati di Tv Sat, e poter gustare il frutto del nostro lavoro sapendo che ciò è possibile grazie alle nozioni acquisite con le letture e gli studi.  Naturalmente un “hobby”, per definizione, non è paragonabile ad una professione e quindi qualunque operazione va eseguita con la consapevolezza che un certo livello qualitativo lo può garantire solamente un installatore professionista. Infatti, anche in semplici installazioni come  quella che ci accingiamo a tentare, sono necessarie nozioni che a livello amatoriale si tendono a tralasciare, come le caratteristiche del cavo coassiale, il comportamento  in condizioni climatiche avverse, durata nel tempo dell’installazione e via discorrendo. Perciò, il nostro scopo è di utilizzare strumenti non professionali, tecnologie leggermente ibride e tutto il materiale a nostra disposizione per portare a termine una semplice installazione senza alcuna presunzione di trasformarci in installatori: un esercizio pratico che ci aiuta ad applicare nozioni delle quali il più delle volte abbiamo solo parlato.

Armiamoci e partiamo
Per prima cosa prepariamo un piano operativo, cerchiamo cioè di porci alcuni obiettivi precisi, pianificando quanto serve per il loro raggiungimento: lo scopo è puntare una parabola su HotBird, 13° Est e verificarne la correttezza dell’orientamento, senza ricorrere a strumenti professionali. Il primo passo da compiere in tali situazioni sarebbe di verificare il footprint del satellite di nostro interesse, ovvero la sua area di copertura, al fine di rilevare la potenza di trasmissione e, di conseguenza, il diametro della parabola: ma trattandosi di un satellite ampiamente dedicato alle trasmissioni europee tale passo è superfluo. La potenza del segnale irradiato è alta e qualunque diametro dell’antenna può fare al caso nostro anche se è sempre meglio, ove possibile, non risparmiare sul diametro perché condizioni climatiche particolarmente avverse possono avere effetti negativi sulle parabole più piccole. Una volta stabilito il diametro da noi voluto, dobbiamo scegliere l’LNB, ossia il principale artefice della ricezione dei segnali satellitari e del loro invio al decoder, per la corretta visione sul televisore: anche in questo caso la scelta di Hot Bird ci aiuta in quanto qualunque LNB di marca sul mercato svolgerà il suo compito senza problemi. Con le nozioni di base necessarie e il materiale indispensabile al nostro lavoro dobbiamo compiere un ultimo passo: cosa utilizzare per il corretto puntamento?

Puntiamo la parabola
Come sappiamo i satelliti si trovano nell’orbita geostazionaria a 36.000 Km di distanza dalla Terra, in una zona perpendicolare all’equatore e che la direzione in cui puntare la parabola è data da un valore detto azimuth, espresso in gradi. L’altro valore fondamentale da considerare per trovare il satellite è costituito dall’elevazione che varia a seconda del satellite. Due semplici regolazioni, quindi, che possono essere eseguite in svariati modi. Innanzitutto è necessario rilevare i due valori fondamentali, quindi effettuare il puntamento e, per ultimo, verificarne la correttezza.
Il reperimento dei valori può essere fatto in vari modi, il più intrigante senza dubbio è quello indicato nel box a lato, dedicato alle applicazione dell’iPhone, ossia lasciare che il “telefonino” rilevi la nostra posizione grazie al GPS e calcoli i valori in base alla posizione del satellite di nostro interesse. A questo punto, valori alla mano, procederemo a puntare la parabola e a regolarne l’elevazione utilizzando una semplice bussola oppure, sempre grazie alle nuove tecnologie, utilizzando l’iPhone come puntasat: operazione permessa grazie alle nuove tecniche di “augmented reality” delle quali parliamo a parte. Sembrerebbero operazioni semplicissime (e in parte lo sono) se non dovessero scontrarsi con lo scoglio della verifica sul campo, ovvero della misurazione del segnale che arriva dal satellite puntato: misurazione utile per apportare piccole correzioni dei valori e ottenere una migliore ricezione.

La verifica
Per la verifica ci serviremo di un ricevitore digitale, nel nostro caso un Enigma-Embedded provvisto di un’ottima gestione della ricerca dei canali e con riscontro visivo tramite barre. Chiariamo subito, per non far storcere il naso ai puristi, che questo metodo è comodo e alla portata di tutti ma non è certamente il migliore e, se possibile, da evitare. Questo perchè il segnale in entrata che viene trasformato in barre di segnale dal firmware, cambia al variare del posizionamento dell’antenna, ma il ricevitore si dimostra lento ad interpretare queste variazioni, per cui una piccola rotazione del disco, ad esempio, finisce col ripercuotersi “visivamente” sul ricevitore solo dopo qualche secondo. Un altro motivo per non impiegare un ricevitore per il puntamento è che ben di rado si ha la possibilità di avere il ricevitore e un Tv vicino alla parabola. Diverso è il caso dei misuratori di campo professionali, strumenti specifici, costruiti allo scopo di rispondere in tempo reale alle fluttuazioni del segnale in entrata, peccato che il loro costo sia, appunto, per i professionisti del settore e al di fuori della portata di un appassionato. Un intelligente compromesso è dato dai misuratori di campo non professionali, rivolti proprio ad un pubblico con meno esigenze ma pur sempre in grado di rispondere a certi requisiti. Questi apparati, oltre a calcolare i valori di azimuth ed elevazione di qualunque satellite partendo dalla posizione geografica, permettono il puntamento della parabola grazie a feedback sonori quali il “beep” che cresce di intensità con l’avvicinarsi al puntamento ottimale, e visivi, come la barra di segnale di un singolo transponder oppure dello spettro delle frequenze: funzione utile per verificare se il puntamento eseguito è bilanciato. Nel box dedicato presentiamo lo SmartMeter, ma il mercato di questi dispositivi è in costante crescita, grazie alle innovazioni tecnologiche che avanzano: la possibilità di avere a disposizione un display su cui verificare anche visivamente la qualità della ricezione è assolutamente comodo. Sul mercato troviamo anche piccoli misuratori di campo capaci di gestire anche i segnali del Digitale terrestre: veri e propri “gioiellini” capaci di sfiorare le prestazioni degli strumenti professionali, almeno nei compiti puramente hobbistici.

Soddifatti o rimborsati
Il metodo di puntamento lavora per approssimazioni successive, ovvero si raggiunge un certo livello di segnale legato ad un determinato puntamento, lo si memorizza (classica tacca sul palo dell’antenna) e si procede al miglioramento del segnale raggiunto, dove questo sia possibile. Che si lavori con  un misuratore di campo professionale o meno e che si abbia a disposizione soltanto il ricevitore per  verificare i segnali, che si punti l’antenna con l’iPhone o con la bussola, ciò non cambia la metodologia da seguire che va rispettata con scrupolo e senza fretta.
Capita di essere sicuri di aver puntato il satellite giusto, con tanto di conforto dal misuratore di campo, per poi accorgersi di essere fuori puntamento di qualche grado e che i transponder ricevuti sono semplicemente sulla stessa frequenza di quello impostato per la ricerca: una situazione quasi comica ma utile per fare esperienza sul campo. Un vero appassionato di satellite quasi mai è completamente soddisfatto del proprio lavoro, e ciò lo porta a continue, piccole modifiche allo scopo di migliorare il proprio impianto. Proprio per questo aspetto inquietante è consigliabile disporre di un’apposita parabola per i propri esperimenti, su cui effettuare test, misurazioni e quant’altro sia necessario, senza correre il rischio di devastare i fragili equilibri di una normale famiglia, mettendo fuori uso l’impianto di ricezione.

Realtà aumentata
La realtà aumentata o per meglio dire meglio “augmented reality”, è la sovrapposizione di livelli informativi quali elementi multimediali e dati geolocalizzati, all’esperienza reale di tutti i giorni: questi elementi possono essere aggiunti attraverso un apparecchio mobile, come un telefonino di ultima generazione e con l’uso di un PC dotato di webcam, con dispositivi di visione, ascolto  e manipolazione che aggiungono informazioni multimediali alla realtà percepita con i nostri sensi. I telefonini come l’iPhone sono dotati di GPS per il posizionamento e di bussola e permettono la visualizzazione di un flusso video in tempo reale, oltre che di un collegamento internet per ricevere i dati on line. Grazie a questa dotazione hardware il telefonino inquadra in tempo reale la realtà, alla quale vengono sovrapposti i livelli di contenuto. Ben superiori le possibilità offerte dai personal computer: disegni stilizzati in bianco e nero mostrati alla webcam, vengono riconosciuti dal PC. A questi vengono sovrapposti in tempo reale i contenuti multimediali (video, audio, oggetti 3D, ecc). Grazie allo sviluppo tecnologico le applicazioni di “augmented reality” sono in costante crescita: con l’applicazione Layar possiamo visualizzare le risorse di tutti i comuni d’Italia del sito www.gjm.it  utilizzando uno smartphone Android oppure un iPhone. Sarà sufficiente puntare il cellulare nell’ambiente circostante e in tempo reale sullo schermo verrà visualizzata l’immagine inquadrata, con sovrapposte le icone che indicano la presenza delle risorse locali disponibili.

Magico iPhone
Tempo di acquisti virtuali all’AppleStore: di seguito la descrizione di alcune applicazioni molto utili per un appassionato del Sat, applicazioni che consentono di utilizzare il gioiellino di casa Apple non solo per ricavare i dati relativi al puntamento, ma anche - grazie a tecniche di “augmented reality”- di portare a termine il puntamento vero e proprio

Isat
Ecco un’applicazione completamente gratuita per calcolare velocemente sia l’Azimuth sia l’Elevazione dei satelliti memorizzati, sempre in base alla propria posizione geografica. Purtroppo, la lista dei satelliti pre-memorizzata è piuttosto datata (2007) e non è possibile intervenire sul database aggiungendone di nuovi, così come non è possibile puntare il satellite desiderato con il telefonino direttamente dall’applicazione.

DishLoc
Senza dubbio una delle migliori applicazioni disponibili, sia per la completezza del database interno sia per i mezzi offerti all’operatore. Molto semplice e utile la gestione di tre liste di favoriti nelle quali possiamo sistemare i satelliti di nostro interesse, per evitare la visualizzazione di satelliti non ricevibili dalle nostre coordinate o non relative a trasmissioni Tv. Naturalmente la posizione può essere rilevata automaticamente via GPS oppure inserita manualmente, e questo determina il ricalcolo dei dati salienti. Per il puntamento dell’antenna possiamo usufruire di due metodologie, la prima sfrutta la visione stile “googlemaps” creando una mappa sulla quale si può posizionare l’antenna e mostra, grazie a linee rosse, la direzione del satellite scelto. Questo metodo è utile per evidenziare eventuali impedimenti alla ricezione e a dare un riferimento geografico al puntamento.
Il secondo metodo attinge a piene mani alla tecnologia “augmented reality” e sovraimpone sulla videata generata dalla fotocamera dell’iPhone la fascia di Clarke completa dei satelliti selezionati. Davvero un’applicazione da tenere in considerazione per versatilità e completezza: il prezzo è di 10,99 Euro.

Easysat
Easysat contiene un database di 173 satelliti: grazie al sistema di posizionamento integrato dell’iPhone questa utility è in grado di calcolare Azimuth, elevazione e Skew di ogni satellite selezionato in base alla posizione corrente dell’utilizzatore. Il satellite di nostro interesse può essere selezionato da una lista a scorrimento oppure con un doppio click su una Fascia di Clarke virtuale in sovrimpressione sullo schermo. La versione iPhone 3GS e iPhone 4 sfrutta la bussola integrata, permettendo di puntare il telefonino verso il satellite desiderato e rilevare la precisione del puntamento, grazie alla segnalazione ottenuta attraverso una serie di “freccine” sullo schermo. Basterà quindi puntare l’antenna nella stessa direzione e il più è fatto. Una buona applicazione al costo irrisorio di 3,99 euro, reperibile on line sul sito AppleStore.

DishPointer AR Pro
Applicazione simile alla precedente con una ottima gestione della lista dei satelliti, sulla quale sono permesse le classiche operazioni di editing, inserimento e cancellazione. Una volta selezionata la metodologia di utilizzo del telefonino (Bussola interna, bussola manuale o satellite) interviene la parte di augmented reality che posiziona una fascia di Clarke virtuale sulla videata dell’iPhone permettendo un puntamento accurato.


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