Beam sul banco di prova, ecco come funziona la nuova soundbar Sonos

Sonos Beam

Non c’è che dire: Sonos ha lavorato davvero di fino per realizzare un prodotto capace di affiancare in modo adeguato le due soundbar Playbar e Playbase, già da un po’ a listino. Infatti design, dotazione e prestazioni dell’ultima nata Beam, considerate le dimensioni decisamente ridotte (651×100×68,5 mm) e il prezzo di 449 euro, non hanno nulla da invidiare alle sorelle maggiori, che costano 799 euro.

Disponibile nei due tipici colori Sonos, bianco e nero, Beam è un concentrato di tecnologia. L’intento è fornire la migliore esperienza sonora possibile quando si guarda la Tv. Ma ha anche l’ambizione di rappresentare un ottimo dispositivo per l’ascolto della musica in streaming dal web o dalla rete casalinga oppure memorizzata su un dispositivo mobile. Come ci ha abituato Sonos, gli obiettivi che hanno guidato il progetto Beam sono di alto livello. Ma sono stati raggiunti? Ecco la nostra opinione.

La dotazione

Partiamo da design. Beam non solo è molto più piccola delle altre due soundbar Sonos, ma è anche più compatta di diversi altri prodotti simili. Tuttavia, i quasi 7 cm di altezza non la rendono adatta a collocarsi al di sotto di tutti i televisori e questo è un aspetto di cui si deve tenere conto nel caso si decidesse di acquistarla. In questo senso, va considerato anche che Beam è priva di telecomando e per gestirla sono presenti alcuni tasti a sfioramento nella parte superiore che sarebbe meglio non coprire con un televisore. Se serve, può anche essere installata a parete.

I comandi di Sonos Beam
Nella parte superiore di Sonos Beam sono visibili i comandi a sfioramento

La decisione di avere un’altezza di 68,5 mm è dovuta al fatto che sono stati collocato all’interno quattro woofer a gamma completa, che si occupano della riproduzione delle frequenze vocali intermedie e dei bassi, e un tweeter per riprodurre dialoghi chiari e definiti. Ogni altoparlante è comandato da un amplificatore digitale in casse D. Va sottolineato che, per avere bassi più profondi e caldi anche in uno spazio così limitato, Sonos ha deciso di dotare Beam di tre radiatori passivi.

L’installazione

Il processo di installazione è semplice: il collegamento con il televisore può essere effettuato tramite HDMI Arc o cavo ottico. Decisamente consigliata la prima opzione, che permette anche di avere sincronizzato il telecomando del Tv con la soundbar, in modo di usare un unico controllo per il volume. La procedura prevede pochi passaggi, tramite i quali viene anche attivato il collegamento alla rete locale (via Wi-Fi o Ethernet) così da abilitare la gestione della soundbar tramite app installata su smartphone o tablet. Viene anche offerta al possibilità di inserire le proprie credenziali per collegarsi direttamente ai servizi di streaming musicali sul web.

A Beam possono anche essere impartiti comandi vocali tramite gli assistenti personali di Amazon o Apple, non appena questi saranno disponibili anche in Italia. In questo senso, Sonos ha integrato in Beam cinque microfoni in grado di realizzare la cancellazione multicanale dell’eco. In pratica, tali microfoni permettono di impartire comandi alla soundbar con un tono normale di voce anche quando la si sta usando a volume alto.

Il suono

Veniamo quindi al suono: come suona Beam? Quando la si usa come complemento audio del Tv consente di dotare le immagini di un suono davvero di alta qualità. Ottima la ricostruzione tridimensionale della scena sonora. Sonos è riuscita a fare in modo che Beam posizioni l’audio esattamente a livello del Tv, con un’ottima separazione multicanale. A questo risultato contribuisce anche la funzione Trueplay che, in fase di installazione, analizza tutti i fattori acustici della stanza, inclusi dimensioni, disposizione, arredo e posizione degli speaker, e regola Sonos Beam in modo da ottenere il suono migliore possibile.

Connessioni Sonos Beam
Le poche connessioni cablate disponibili su Sonos Beam

A dispetto delle dimensioni, Beam riproduce quindi in modo davvero encomiabile l’audio di un film con una sorprendente riproduzione e collocazione spaziale degli effetti: sembra quasi di essere davanti a un sistema 5.1. Nonostante ciò, sono sicuramente i dialoghi il punto forte della soundbar. Sonos ha fatto l’impossibile per avere una riproduzione del parlato di prima qualità, che non è mai sovrastato dalle altre fonti sonore della scena. E, considerate le dimensioni di Beam, ha fatto davvero un ottimo lavoro. Se però si vuole di più di quanto offerto dalla riproduzione standard, tramite app si può impostare la funzione Miglioramento del parlato per non perdere davvero alcuna parola. Invece, tramite la Modalità Notte si possono amplificare i suoni deboli e ridurre quelli forti, in modo da guardare la TV anche la sera tardi senza svegliare tutto il caseggiato.

La musica

Se rapportate alle dimensioni, sono molto buone anche le prestazioni quando la soundbar è usata come puro riproduttore musicale. Ovviamente non ha le pretese rivaleggiare con un impianto hi-fi, ma nemmeno vuole farlo. Tuttavia, offre una buona separazione stereo e una riproduzione bilanciata dello spettro sonoro. La struttura fisica e la disposizione degli altoparlanti permettono un’ottima dispersione audio nell’ambiente e fanno di Beam un validissimo strumento per il tipico ascolto della musica “mentre si fa anche altro”. Può essere il complemento ideale se già si ha un sistema multiroom Sonos.

In definitiva, se consideriamo anche il prezzo di 449 euro, possiamo dire che con Beam Sonos ha centrato l’obiettivo. È un’ottima scelta per chi vuole affiancare al proprio Tv una validissima soundbar. Non raggiunge le prestazioni di Playbar e Playbase. Ma siamo sicuri saprà lo stesso soddisfare le esigenze di moltissimi utenti che non vogliono (e non hanno nemmeno la necessità) di spendere 350 euro in più.

Sarà in vendita dal 17 luglio prossimo.

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