Canali e satelliti, aggiungiamoli a volontà

Una nuova esigenza sta prendendo piede negli edifici nei quali la multietnicità dei condomini richiede un intervento all’impianto Sat per includere canali e servizi trasmessi da più satelliti. Vediamo alcune possibili soluzioni tenendo conto dei limiti del sistema di ricezione TV già presente nello stabile.

 

Partendo da un piccolo impianto centralizzato Sat già esistente, adatto a distribuire i segnali TV nel formato in 1ªIF, tipicamente fornito dall’LNB montato sull’antenna parabolica condominiale, per aggiungere canali provenienti da altri satelliti, si possono adottare sostanzialmente due possibili soluzioni d’impianto differenti tra loro per il numero di cavi da impiegare nella linea di discesa.
Si possono ottenere soluzioni “ibride” oppure “complete”.
Nel primo caso si sfruttano i cavi esistenti riorganizzando i segnali da distribuire, nel secondo caso si aggiungono i cavi necessari per distribuire tutti i segnali ricevuti da un secondo satellite (4 cavi in più, 8 totali) potendo arrivare fino a 4 satelliti (12 cavi in più, 16 totali).
La scelta di una o l’altra soluzione dipende dalle tubazioni di linea incassate. La soluzione ibrida nasce, infatti, dall’impossibilità di poter aggiungere i cavi necessari. In questo caso si distribuisce una selezione di canali da più di due satelliti usando meno cavi di quelli effettivamente necessari, sapendo che possono starci trenta transponder per ogni cavo.

L’impianto base
L’impianto di partenza che già distribuisce i segnali provenienti da un satellite può presentare due configurazioni tipiche più una terza meno frequente. La prima, rappresentata in figura 1 si riferisce a uno schema di distribuzione “radiale” con un centralino multiswitch. Nell’esempio si utilizza un LNB a quattro uscite (con bande e polarizzazioni separate) e un multiswitch a cinque ingressi, di cui quattro per i segnali satellitari e uno per quelli terrestri. Va ricordato che tutti i segnali SAT ricevuti dall’antenna sono talmente numerosi da essere suddivisi su 4 diversi cavi gestiti poi da un centralino per renderli disponibili tutti contemporaneamente a tutti gli utenti, per non subire condizionamenti nella scelta del canale da seguire. Ogni utente collegato avrà un singolo cavo indipendente che raggiunge direttamente il centralino. A ogni presa d’utente giungono sia i segnali TV satellite sia quelli TV terrestri.
La seconda soluzione è rappresentata in figura 2 nella quale ci sono più multiswitch collocati ai piani e collegati in cascata lungo la linea di discesa. Si tratta di uno schema classico adottabile in tutti quegli edifici dove esistano tubazioni sufficienti a far passare i cinque cavi della linea di discesa.
I collegamenti d’utente sono monocavo e quindi nel caso di adeguamento di impianto esistente non si modifica lo schema di distribuzione degli utenti. Un impianto di tale genere di solito offre una discreta economicità con funzionalità garantita da 4 fino a circa 100 prese di utente.
Può esserci una possibile terza configurazione, rappresentata in figura 3 nella quale la linea di discesa è totalmente passiva con un derivatore a ogni piano e un multiswitch d’utente collocato presso l’unità abitativa. Questa configurazione permette di portare ad ogni utente il numero di prese desiderato, di numero anche elevato, senza interferire con il resto dell’impianto.

Ampliare il sistema
La prima possibilità evolutiva da prevedere è quella di permettere a tutti i decoder Sat collegati all’impianto di ricevere i segnali da un secondo satellite. Il primo esempio riguarda l’evoluzione possibile dell’impianto di figura 1 trasformato come appare nella figura 4. E’ indispensabile in questo caso l’aggiunta di un LNB in più da montare sulla stessa antenna, aggiungendo un apposito supporto dual-feed o, in alternativa, una seconda antenna completa di LNB. Il centralino a multiswitch dovrà essere del tipo con 9 ingressi di cui 8 per il satellite e uno per la TV terrestre. Il multiswitch può disporre, secondo i modelli, di quattro o più uscite in funzione del numero di utenti da servire. In ogni alloggio e quindi per lo stesso utente, si possono anche avere più cavi per collegare più prese e quindi più decoder satellite.
Adattare gli schemi in cascata (figura 2) e in derivazione (figura 3), invece, implica l’aggiunta di altri quattro cavi nella linea di discesa. Una possibile alternativa è rappresentata da una selezione di transponder da due satelliti applicati ai cavi disponibili nella linea di discesa come rappresentato nelle figure 5 e 6.

Più di due satelliti
Il continuo arricchimento dell’offerta di canali satellitari e la nascita di nuovi servizi multimediali che sfruttano posizioni orbitali diverse da quelle dove sono ricevibili i programmi TV più conosciuti, rende necessaria un’ulteriore evoluzione degli impianti. I nuovi canali e servizi solitamente fanno uso di pochi transponder che si possono facilmente aggiungere a qualunque impianto esistente. Si tratta di selezionare i canali, individuarne la frequenza e inserirli nella banda IF distribuita nell’impianto. Per fare ciò si può utilizzare un doppio filtro o un convertitore di frequenza al fine di fare posto tra i canali distribuiti a uno o due nuovi canali. La tecnica utilizzata è quella già vista nelle figure 5 e figura 6 dove un’apposita apparecchiatura elimina alcuni canali meno importanti da un satellite per lasciare spazio a quelli nuovi. Con la stessa tecnica possiamo includere eventuali altri canali televisivi provenienti da altri satelliti. Negli edifici dove le tubazioni di discesa esistenti lo consentono, possiamo invece allestire un impianto in cascata a 17 cavi, dei quali 16 sono quelli relativi a ben quattro satelliti e l’ultimo è quello che distribuisce i segnali TV terrestri. In figura 7 si può osservare lo schema.

Adattamento sempre possibile
Adattare un impianto Sat esistente è sempre possibile anche se a volte sono necessari dei compromessi. Là dove sono presenti tubazioni capienti si possono adottate nuove configurazioni più “performanti” aggiungendo tutti i cavi necessari, diversamente sono necessari stratagemmi che anche se non portano a risultati ottimali possono sopperire alle esigenze più comuni per aggiungere solo alcuni transponder da altri satelliti. E’ importante però rivolgersi a un installatore specializzato in grado di adottare le soluzioni più adatte all’edificio considerato e alle esigenze dei suoi inquilini.

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