Canone TV, chi paga e chi no

Tuner tv per tabletIn una nota tecnica esplicativa, il MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) ha chiarito la definizione di apparecchio televisivo ai fini dell’obbligo del pagamento del canone di abbonamento TV, da quest’anno inglobato nella bolletta elettrica.

 

La nota, scaricabile in formato PDF all’indirizzo http://www.mise.gov.it/images/stories/normativa/Nota_20_aprile_2016_definizione_apparecchiTV.pdf, definisce “apparecchi televisivi” tutti quelli in grado di ricevere, decodificare e visualizzare il segnale DTT o SAT direttamente (cioè con tuner interno) oppure tramite decoder o sintonizzatore esterno, quest’ultimo definito come “dispositivo interno o esterno idoneo ad operare nelle bande di frequenze destinate al servizio televisivi secondo almeno uno degli standard previsti nel sistema televisivo italiano”.

La nota chiarisce, inoltre, che PC, smartphone, tablet e tutti gli altri dispositivi sprovvisti di sintonizzatore DTT o SAT non vanno considerati apparecchi televisivi e quindi non sono tenuti al pagamento del canone.

In sostanza, chi possiede una qualunque scheda PC DTT/SAT oppure un dongle USB, Micro USB o Wi-Fi per la ricezione dei canali terrestri e/o satellitari su PC, tablet e smartphone è tenuto al pagamento del canone. Stessa cosa per chi ha acquistato un Box Android oppure un Mediaplayer con tuner DTT. Chi, invece, non possiede questi dispositivi ma riceve i canali digitali via Internet (IPTV, app, ecc.) è esentato dal pagamento.

Intanto, numerose sedi regionali della RAI (tra le quali Cosenza, Firenze, Perugia, Roma e Trieste) hanno segnalato la notizia del recapito di mail, apparentemente provenienti dalla stessa RAI, per il pagamento del canone ordinario e speciale. A questo riguardo la RAI raccomanda di non dare alcun seguito a quanto eventualmente richiesto nell’informativa, di non aprire l’eventuale allegato e di contattare in caso di dubbi i propri uffici territoriali, tutti e a completa disposizione per ogni chiarimento. L’azienda ha provveduto comunque a denunciare i fatti alla Polizia Postale.

www.rai.it

Pubblica i tuoi commenti