Centralino da palo Line@Tech NE-9361, salvaspazio e immune da disturbi

La miscelazione e l’amplificazione dei segnali VHF e UHF “catturati” dalle antenne può essere effettuata con diversi metodi e apparecchiature. La soluzione più “popolare” è la centrale da interno, alimentata dalla linea elettrica e solitamente posizionata nel sotto tetto oppure in una scatola stagna esterna insieme a partitori, divisori e altri componenti. Ci sono poi gli amplificatori da interno, installati direttamente in casa nelle vicinanze del televisore principale, che permettono di gestire una sola discesa per un singolo appartamento. Una terza soluzione, in pratica la via di mezzo tra le due precedenti, è il cosiddetto “centralino da palo”. Come si intuisce dal nome è stato progettato per essere fissato direttamente al palo che ospita le antenne, quindi in esterno, ma può essere tranquillamente posizionato altrove, anche nel sottotetto o in una scatola di derivazione al riparo dalle intemperie.

Compatto e telealimentato

Di norma, il centralino da palo è dotato di due, tre o quattro ingressi per altrettante antenne (VHF, UHF IV, UHF V, UHF IV+V, ecc.), una uscita per una o più prese utente e si “telealimenta”, cioè riceve la tensione di 12 volt necessaria al suo funzionamento, da un alimentatore collocato in un qualsiasi punto della linea di distribuzione, per esempio immediatamente dopo il centralino, alle uscite di un partitore/divisore oppure a una delle prese utente. Pur non garantendo la stessa versatilità e flessibilità di una centrale da interni, da preferire quando si utilizzano più antenne puntate in diverse direzioni o nelle distribuzioni più “complesse” (es.: condomini), il centralino da palo ha prestazioni comunque adeguate per molti impianti “base”, occupa meno spazio e non richiede la presenza di una presa elettrica, non sempre disponibile nel sotto tetto. Offre poi l’ulteriore vantaggio di poter essere posizionato a pochi centimetri dalle antenne così da ottimizzare l’amplificazione del segnale e ridurre il rumore nei casi più critici (ripetitori lontani, antenne con scarso guadagno, ecc.). Questo mese esaminiamo da vicino il centralino da palo NE-9361 di Line@Tech, brand dell’azienda veneziana Nord Est che i lettori di EuroSat hanno imparato a conoscere e apprezzare nel corso degli anni per l’affidabilità e l’eccellente rapporto qualità/prezzo dei suoi prodotti.

Doppio ingresso VHF e UHF con amplificazione fino a 35 dB

Così come gli altri modelli Line@Tech che abbiamo testato in passato, il centralino da palo NE-9361 è stato progettato e realizzato in Italia utilizzando componenti elettronici di alta qualità capaci di offrire prestazioni avanzate.

I due ingressi per le antenne VHF (banda III) e UHF (IV+V) subiscono un’amplificazione di 20 dB (VHF) e 35 dB (UHF) per ottenere in uscita un livello massimo di 114 dBµV.

L’NE-9361 supporta i segnali DVB-T e DVB-T2 con qualsiasi modulazione e compressione, dai tradizionali mux “T” a definizione standard ai futuri T2 in HD e Ultra HD con compressione H.264 e H.265 (HEVC).

L’alimentazione necessaria al funzionamento del centralino si può ottenere da un qualsiasi alimentatore stabilizzato in grado di erogare una tensione di 12 Vcc con una corrente di almeno 300-400 mA (210 mA l’assorbimento dichiarato dal produttore).

Attenuazione indipendente per i due ingressi

Gli ingressi VHF III e UHF sono dotati di trimmer separati per l’attenuazione del livello del segnale proveniente dalle due antenne fino a un massimo di 20 dB. Queste regolazioni permettono di eliminare o ridurre i frequenti disallineamenti che si verificano nelle due bande a causa delle diverse caratteristiche dei ripetitori e della loro posizione geografica (differente distanza rispetto al punto di ricezione). Se la ricezione di tutti i mux terrestri avviene solo in banda UHF, l’ingresso VHF deve essere attenuato al massimo e “chiuso” con l’apposito tappo F con resistenza da 75 ohm al fine di prevenire disturbi e interferenze.

Centralino da palo con filtro LTE integrato

La presenza delle torri LTE nelle vicinanze degli impianti di ricezione terrestre può comportare disturbi di ricezione sui canali DVB-T/T2 più “alti” della nuova banda UHF (es.: ch. 58, 59 e 60). Per ovviare al problema, è possibile installare appositi filtri lungo la linea di discesa oppure adottare centraline e amplificatori da palo immuni o resistenti alle emissioni LTE. Il centralino NE-9361, così come moltissimi altri prodotti Line@Tech per la ricezione e la distribuzione terrestre, è dotato di filtro passa-basso che attenua a monte gli “ex” canali UHF 61-69 (794-858 MHz), ora utilizzati dai servizi mobile broadband, lasciando passare tutti gli altri. In questo modo diventa superfluo (anche se consigliabile) utilizzare antenne di nuova generazione mentre l’installazione di ulteriori filtri, soprattutto quelli a norme CEI 100-7, deve essere valutata caso per caso.

Guscio resistente alle intemperie

I circuiti elettronici del centralino da palo NE-9361 sono ospitati all’interno di uno chassis in lamiera zincata che assicura una totale schermatura ai disturbi elettromagnetici. A sua volta, lo chassis è protetto da un robusto contenitore in ABS dotato di uno sportellino incernierato con chiusura a scatto e fori passacavo per evitare che acqua, umidità, polvere e sporcizia possano comprometterne le prestazioni e l’affidabilità. La staffa in dotazione necessaria a fissare il contenitore sullo stesso palo che ospita le antenne terrestri è dotata di bulloni e dadi a farfalla che non richiedono l’utilizzo di attrezzi (toolless) così da semplificare e velocizzare l’installazione. Nel kit sono presenti anche un cacciavite in plastica per i trimmer di regolazione dell’attenuazione e tre connettori F a vite. Questi ultimi, pur garantendo una buona tenuta meccanica ed elettrica, andrebbero sempre sostituiti dai connettori a crimpare, decisamente più affidabili e professionali.

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