Condannati a dialogare

Marzo 2009. Perché allora c’è chi pensa che Infront possa fare non poca fatica a mettere assieme dei pacchetti appetibili superando, magari, il miliardo di raccolta?

Perché il sistema competitivo italiano, al contrario di quello inglese, farà fatica a esprimere soggetti in reale concorrenza sui diritti relativi a ciascuna delle finestre di sfruttamento possibili.

Chi potrà competere con SKY sui diritti destinati alla pay satellitare? E chi con Mediaset su quelli omologhi del Digitale terrestre? Chi, se non la RAI, potrà pensare di comprare il Calcio in chiaro? Quale soggetto diverso da Telecom potrà veicolare i diritti della Iptv?

I giochi, in ciascuno di questi ambiti, paiono fatti ancora prima di cominciare e così finisce per apparire poco credibile che il meccanismo dell’asta possa valorizzare il patrimonio di diritti in carico a Infront.

Altrettanto improbabile appare la prospettiva che qualcuno dei player possa pensare di pagare da solo tutta la bolletta del Calcio. Mediaset è una società quotata, News Corp. è reduce da una trimestrale difficile; è impensabile, poi, che spunti fuori un terzo incomodo.

Così è lecito immaginare che, sul pacchetto di diritti più strategico, quello che potrebbe decidere chi vince e chi perde la guerra delle Tv, la decisione su quanto toccherà pagare a ciascuno dei broadcaster non potrà non avere valenze politiche. E non potrà prescindere da un accordo complessivo a tavolino tra tutti gli attuali belligeranti…

Pubblica i tuoi commenti