Così è… anzi sarà, se vi pare

Aprile 2009. Il Terzo Rapporto sulla Tv Digitale Terrestre in Europa include anche le “previsioni” di Piero De Chiara - ex presidente di DGTVi e oggi responsabile del Progetto Nazionale Switch-Off di Telecom Italia - su quello che, nel nostro Continente, potrebbe essere il futuro orizzonte “in pollici”.

Nei prossimi anni e per un lungo periodo, più della metà degli europei guarderà la Tv in Digitale terrestre, con una quota ancora più forte sui secondi e terzi televisori. Ciò non significa che la Tv Satellite (il comparto più maturo tra i sistemi di diffusione digitale) e anche l'IPTV non avranno un ruolo rilevante, sebbene la Tv su protocollo IP cresca più lentamente di quanto in molti avevano annunciato.

Le sovrapposizioni sulla stessa famiglia e persino sullo stesso schermo delle diverse piattaforme numeriche saranno notevoli. Nel condominio del futuro i programmi arriveranno da tutte le parti, e il telespettatore non si porrà più il problema di scegliere una rete di distribuzione, bensì disporrà di una guida ai programmi, tramite la quale selezionerà dai vari media i contenuti televisivi voluti.
La ripartizione degli ascolti seguirà logiche simili in tutta Europa.

I grandi canali generalisti che hanno dominato l'epoca analogica continueranno a catturare la maggior parte del tempo dei telespettatori, ma ridurranno la loro audience. I punti persi dai generalisti andranno a vantaggio prima delle programmazioni a pagamento, e poi dei nuovi canali digitali gratuiti, che dovranno essere meno di nicchia.

Ciò spiega il successo arriso ai canali mini-generalisti (o semi-generalisti), che in Europa, dal 2005 al 2008, hanno praticamente raddoppiato il loro numero e che si concentrano su non più di 3 o 4 specificità editoriali prevalenti, “parlando” con una maggiore innovazione di linguaggio. I mini-generalisti, per ora, battono i tematici.
Ciò però non significa che non sarà possibile conquistare ascolti e risorse sufficienti sfruttando canali a tema dedicati ai bambini, agli appassionati di documentari, o ai fans di film e fiction.

Per le Tv locali, poi, la sfida consisterà nel creare nuovi contenuti, capaci di rafforzare il legame con il territorio, coprendo specifiche “nicchie”, che rappresentano da sempre la ricchezza e il tratto distintivo delle imprese televisive di zona.

Il tutto, caratterizzato già da ora da due positive novità, che hanno preso l'avvio proprio dal nostro Paese.
La prima si riferisce al fatto che la Pay-Tv non costituisce più soltanto un appannaggio delle piattaforme satellitari.
La seconda è che la stessa televisione a pagamento non è più, e sarà sempre meno, un monopolio.

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