Decoder – Suggerimenti per i decoder di prossima generazione

Sono un vostro abbonato e seguo sempre con interesse la rivista. Vorrei dare alcuni suggerimenti ai produttori di componenti elettronici e agli sviluppatori di decoder.
In passato, i display utilizzavano LED di colore rosso, a mio parere sufficientemente luminosi e privi di fenomeni di disturbo. Da alcuni anni, invece, si utilizzano per le radiosveglie e i decoder display a LED di colore verde, giallo e blu che emettono un fastidioso bagliore. Per attenuare questa eccessiva luminosità, senza rinunciare alla loro funzione, suggerirei di produrre rotoli di nastro adesivo ombrato, ad esempio di colore verde scuro, da incollare davanti a questi display.
Riguardo ai decoder, invece, mi piacerebbe che i futuri modelli permettessero non solo la ricerca manuale ed automatica ma anche quella “manuale programmata”, capace di sintonizzare solo le frequenze ai quali il telespettatore è interessato ed evitare tutte le altre. Ad esempio, se abito a Roma e voglio memorizzare sul mio decoder solamente i canali dei mux RAI, Mediaset e La7, programmerò questa ricerca per esaminare solo i canali VHF e UHF utilizzati da questi mux.
In questo modo, al termine della scansione il telespettatore non sarà costretto a cancellare con il telecomando i canali superflui e non dovrà sintonizzare manualmente ogni singolo mux.

Alessio P.

Concordiamo con Lei sul fatto che i display di molti decoder, soprattutto quelli con LED di colore blu, risultano eccessivamente luminosi recando disturbo soprattutto se l’apparecchio è installato in camera da letto. L’applicazione di un filtro oscurante potrebbe risolvere il problema ma, secondo noi, si potrebbe intervenire “a monte”, sul sistema di illuminazione dei LED. Con una semplice modifica software e hardware si potrebbe regolare la luminosità dei LED su tre o più livelli, come già accade per alcuni lettori Blu-ray e sistemi Home Theater dotati di display elettroluminescenti. A differenza del filtro oscurante, questa soluzione consentirebbe anche di ridurre i consumi energetici. Al posto dei LED, i display impiegati negli apparecchi più costosi potrebbero anche impiegare moduli LCD monocromatici con un sistema di retroilluminazione regolabile manualmente o automaticamente attraverso un sensore di luce ambientale.
Non condividiamo, invece, l’introduzione di una terza modalità di ricerca. Così facendo, infatti, il telespettatore sarebbe costretto a modificare il database delle frequenze preferite tutte le volte che una emittente cambia mux oppure lo stesso mux cambia frequenza. Secondo noi, invece, sarebbe meglio rendere più semplice ed intuitiva la procedura di creazione delle liste preferite ove copiare le emittenti più seguite, oppure prevedere soluzioni alternative come la “ricerca di rete”. Questa funzione è già presente nei decoder satellitari e permette di estendere la ricerca manuale di una singola frequenza anche a quelle utilizzate dallo stesso mux o bouquet. Dal momento che le “coordinate” della rete vengono costantemente aggiornate ed inviate in tempo reale dal broadcaster al decoder, eventuali cambi di frequenza o mux verrebbero automaticamente corretti.

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