Desktop Tv. Quali scenari si prospettano?

Febbraio 2009. Secondo i dati presentati a fine 2008 a Milano dall'Osservatorio New Tv della School of Management del Politecnico di Milano le Desktop Tv, ovvero tutte quelle forme di televisione o trasmissione audio-video tramite protocollo Internet visibili da un computer, rappresentano un terreno fertile per le maggiori sperimentazioni sia in termini di palinsesti sia di produzione sia di modalità di erogazione all'utente.

Le Desktop Tv vantano un turn over piuttosto elevato: a fronte di una natalità di circa il 40%, la mortalità è del 20%.
La reale crescita in termini di fatturato pubblicitario è piuttosto debole ma è anche vero che nello scorso anno (2008) il numero dei canali disponibili è aumentato: la Web Tv passa infatti da 476 a 633 canali (di cui quelli on demand crescono dal 64 al 71%) per un aumento numerico complessivo del 33%, a dimostrazione del forte fermento che esiste in questo segmento.

Esigenze e abitudini on demand
L'ambiente Web è piuttosto allenato a frequenti variazioni (soprattutto nel mondo e-commerce), ma il panorama complessivo sembra dirigersi verso un cambiamento positivo visto che i canali on demand pesano sempre più e quelli a flusso trasposti da altre piattaforme televisive si riducono, mentre aumentano le Web Tv sviluppate da imprese e pubbliche amministrazioni con l'obiettivo di potenziare e rendere più veloce ed efficiente la comunicazione.

Nel breve periodo è ancora difficile prevedere una significativa crescita dei fatturati; secondo la School of Management su cento direttori marketing il 65% non ha ancora incluso le Web Tv nel piano media pubblicitario e l'1% non intende farlo in un futuro vicino, mentre il 55% è ancora incerto.

I motivi che per il momento ancora ostacolano gli investimenti pubblicitari nelle Web Tv sono la scarsa conoscenza delle opportunità ed i ritorni delle piattaforme, la mancanza di un'audience significativa, la limitata efficacia percepita e la carenza di competenze interne adeguate.

I principali trend del fenomeno
Secondo quanto riportato dal rapporto fornito dall'Osservatorio New Tv della School of Management del Politecnico di Milano, i principali trend delle Web Tv su cui è interessante osservare l'andamento sono sostanzialmente due.

I fenomeni in atto rivelano che la Web Tv non possa ancora essere considerata come un mercato specifico, isolabile dagli altri fenomeni che fanno parte del mondo Internet, quanto invece una componente dell'offerta Web.

Ciò significa meno spazio per operatori “Puri”, le Web Tv start-up nate e operanti unicamente in questo mercato, senza una particolare solidità economica e know-how televisivo/editoriale specifico, ovvero progetti davanti a non poche difficoltà nel far “quadrare i conti” e che tentano quindi la strada B2b.

Maggior spazio dunque per gli editori, sia tradizionali sia Web, capaci di elaborare una strategia multicanale e che punteranno sul video per potenziare la comunicazione e l'interazione con i propri utenti.

Forte spinta alla sperimentazione
Il secondo trend evidenziato dall'Osservatorio riguarda la grande volontà di sperimentazione, innanzi tutto come modalità di strutturazione e articolazione dei contenuti video poiché il concetto di palinsesto viene completamente stravolto e sostituito dall'idea di format (strumenti come gli iperlink, i tag, i related item rendono dinamica la programmazione comunque presidiata dall'editore ma che cambia in base alle preferenze dello spettatore/utente).

La sperimentazione si ha, inoltre, in termini di produzione e programmazione dei contenuti poiché, oltre agli editori tradizionali, anche attori più semplici e non professionali possono operare e quindi contribuire direttamente al palinsesto attraverso la messa in onda dei propri contenuti.

La sperimentazione si basa poi sulla modalità di erogazione dei contenuti e gestione dell'interfaccia utente. Il Web permette in generale di fruire dei contentuti che il broadcaster mette a disposizione con modalità innovative: fruizione di palinsesti a flusso anche in modalità on demand, ovvero all'interno della programmazione proposta l'utente ha la facoltà di selezionare i contenuti preferiti, proprio come avviene nelle normali Tv.

Il potenziale è dato dalla possibilità in più che ha lo spettatore di creare propri palinsesti attraverso playlist personalizzate, esprimendo le proprie preferenze o feedback/commenti e voti sui contenuti video proposti.

Fra i casi analizzati del mondo delle Web Tv dall'Osservatorio, emergono molti italiani del calibro di c6.tv, Glomera, K-Soft, Libero Video, MSN, NonSoloAnima.Tv, RAI, RCS, Sharemedia, Streamit, Tiscali Video, TVBLOG e YouTube.

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