digitale terrestre – Fase sperimentale o bufala tecnologica?

Marzo 2009.
Leggo regolarmente sia Eurosat sia il Sole 24 Ore con i meravigliosi inserti della Domenica e di Nova, premetto di essere a zero o quasi in fatto di tecnica e vorrei porvi un paio di domande sul Digitale terrestre. Come mai, dopo il definitivo passaggio al DTT in Sardegna, il decoder fatica ancora a ricevere alcuni canali (dicitura “Assenza di segnale”)? Ho provato a telefonare ai numeri verdi ma non ho mai avuto risposte esaurienti. Come mai il decoder sintonizza ogni volta un numero diverso di canali (96, 112, 124, 144) ma quelli nuovi sono solo dei doppioni, spesso senza segnale? In sostanza, siamo ancora in fase sperimentale oppure c’è qualcosa che non va nel DTT?
Primo P., Selargius (CA)

Secondo i dati comunicati dal Ministero delle Comunicazioni, in Sardegna lo switch-off è stato completato senza particolari intoppi anche se è fisiologico che una parte degli utenti abbia riscontrato qualche problema di ricezione dovuto al territorio (che rende difficoltosa la propagazione del segnale radiotelevisivo sia analogico che digitale), ai siti di trasmissione e agli impianti d’antenna non perfettamente funzionanti e, magari, orientati su altri ripetitori di segnale.

Bisogna poi considerare che la Sardegna è la prima regione italiana a compiere questo importante step tecnologico e che è necessario avere un po’ di pazienza prima che tutto funzioni perfettamente.

Ciò premesso, una volta appurato che la propria area sia coperta dai segnali DTT dei vari operatori nazionali (Mediaset, RAI, Telecom Italia) e locali, in caso di problemi è sufficiente contattare un antennista professionista e far controllare l’impianto.
A volte basta un cavo mal collegato, una presa non idonea, un’antenna leggermente spostata o una centralina starata per compromettere la ricezione del segnale digitale.

Qualora, invece, il segnale dei vari canali fosse troppo debole, bisogna segnalare il problema agli organi competenti e agli operatori televisivi in modo da attivare la procedura di controllo e, se possibile, di ripristino della corretta funzionalità.

Il problema del numero di canali “altalenante” durante le varie ricerche è dovuto a due fattori. In primo luogo, alcuni canali trasmettono solo in certi orari (es. emittenti con contenuti per adulti), rilevati dal decoder solo quando sono attivi.
In secondo luogo, può accadere che la propagazione del segnale risulti più favorevole in certi orari della giornata e che, di conseguenza, il decoder riesca a catturare più canali.

La presenza dei canali “fantasma”, spesso identificati da una sigla (es. Service 8), è dovuta invece a problemi di ricezione ed identificazione da parte del decoder che a volte non riesce a riconoscere lo stesso canale perché proveniente da un mux differente o perché utilizza commenti audio e servizi video aggiuntivi.

Il fenomeno si manifesta soprattutto con i tuner DTT integrati nei dispositivi USB (chiavette), negli zapper economici e in alcuni Tv. A volte, invece, il Tv o il decoder riescono a rilevare anche i segnali DVB-H, ovvero i canali televisivi destinati ai ricevitori portatili come il famoso “tivùfonino”, che utilizzano la stessa frequenza del Digitale terrestre ma con uno standard differente, e li inseriscono nell’elenco canali pur non essendo in grado di decodificarli.

Il DTT è una tecnologia che apporta sicuramente tanti vantaggi per gli utenti (qualità audio e, in alcuni casi, anche video, servizi interattivi, guida ai programmi, filtri programmazione - Parental Control, Alta Definizione) ma, almeno in questa prima fase, bisogna avere pazienza e sopportare qualche inevitabile intoppo.

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