È tutto pronto… Muoviamoci!

Settembre 2011
L’installazione di un piccolo impianto motorizzato è un’operazione che si può portare a termine con poca spesa, qualche nozione tecnica e molta pazienza: contrariamente a quanto avveniva anni fa il diametro delle parabole necessario per ricevere i canali irradiati dai satelliti è diminuito drasticamente, grazie alle maggiori potenze di trasmissione. Se una volta il più piccolo degli impianti motorizzati montava per lo meno un diametro di antenna di 180 cm ora si possono raggiungere risultati interessanti con diametri anche inferiori a 120 cm. Questo fattore ha aiutato la penetrazione sul mercato dei cosiddetti “rotori d’antenna”, ossia piccoli motori che, girando, sono in grado di mantenere allineata all’arco polare la parabola su di essi ancorata. La limitazione di questi prodotti sta nelle dimensioni massime della parabola che pilotano, quasi sempre sotto i 120 cm, ma la semplicità d’installazione e il costo molto contenuto contribuiscono a invogliare gli appassionati a tentare l’avventura del motorizzato.

Puntamento e visibilità dei satelliti
La prima cosa da verificare prima di decidere se montare un impianto motorizzato è la visibilità dei satelliti dal punto d’installazione: quando puntiamo una parabola su di un satellite dobbiamo tenere d’occhio essenzialmente due valori, azimuth  e declinazione, valori che variano a seconda della nostra posizione e del satellite che intendiamo ricevere. E’ facile intuire come questi valori su di un impianto motorizzato varino in continuazione con lo spostamento lungo l’arco polare: un metodo magari poco scientifico ma senza dubbio efficace per verificare se la posizione del nostro impianto è ottimale, si serve del sole. Infatti il sole sorge a Est e tramonta ad Ovest seguendo, durante la giornata, un tragitto che altro non è che la cosiddetta Fascia di Clarke, la porzione di cielo sulla quale sono posizionati i satelliti geostazionari per le telecomunicazioni. Se in ogni ora della giornata riusciamo a vedere il sole dalla postazione dove si intende installare la parabola significa che il nostro impianto potrà puntare tutti i satelliti ricevibili. La possibilità di puntare ogni satellite non ci assicura la ricezione di tutte le trasmissioni irradiate, specie con una parabola di piccolo diametro come quelle utilizzate con i rotori che stiamo per prendere in considerazione. La possibilità di sintonizzare le frequenze trasmesse da un satellite dipende, oltre che dalla bontà del puntamento, anche da altri importanti fattori quali il diametro della parabola, il footprint e la qualità dell’LNB.

Copertura dei footprint
I footprint sono le aree terrestri nelle quali i transponder offrono copertura con una determinata potenza: potenza che determina appunto la dimensione minima dell’antenna per la ricezione.  Accettati i limiti del nostro impianto e verificata la bontà della scelta della posizione, la difficoltà maggiore nell’installazione di un impianto motorizzato sta proprio nel puntamento della parabola, operazione sostanzialmente identica qualsivoglia rotore andremo ad utilizzare. Supponendo, come al solito, di avere a disposizione un palo perfettamente a piombo e di diametro corretto per la nostra installazione, procediamo a fissare il rotore al palo, allineando il rotore in direzione Sud aiutandoci con una bussola, e quindi a regolare l’inclinazione del rotore, utilizzando la scala graduata, con il valore ricavato dal manuale del rotore che tiene conto della latitudine.
A questo punto possiamo stringere tutte le viti di fissaggio e il nostro rotore sarà installato sul palo. Fissiamo ora la parabola al perno del rotore facendo attenzione ad allinearlo con l’asse della parabola, aiutandosi con la tacca apposita sul rotore stesso:  a questo punto dobbiamo regolare l’inclinazione della parabola con il valore di elevazione ricavato dal manuale. La necessità di regolare due volte l’inclinazione, una relativamente al rotore e l’altra per la parabola è proprio dovuta al fatto che l’angolo tra la parabola e il terreno è formato dalla somma dei due angoli del rotore con il palo e della parabola con il rotore.
Una volta eseguita l’operazione di puntamento, in base ai risultati ottenuti in termini di qualità e potenza del segnale ricevuto, ricavabili da un misuratore di campo o dall’impianto collegato si passa, se necessario, alla fase di puntamento fine per correggere gli errori di allineamento del movimento del rotore con l’arco polare, fase approfondita nel box dedicato.

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