Enigma connection

Settembre 2011
Ci siamo spesso chiesti il motivo del successo di un determinato ricevitore o di un modello analogo, così come, generalizzando il discorso, di una trasmissione televisiva, di una canzone e così via. Nonostante, a volte, sfugga la ragione dell’improvvisa popolarità di un prodotto, un esame più attento porta quasi sempre alle “vere” motivazioni: a volte è il prezzo, spesso le prestazioni, non di rado l’impatto estetico e molte, numerosissime volte l’efficace mix di più elementi

Il mondo dei ricevitori Enigma-based e più in generale dei Linux-embedded, risponde alle stesse regole di qualunque altro microcosmo commerciale e scavando a fondo si può risalire a una complessa rete di motivazioni tecnico-commerciali ed anche di costume che fanno di Enigma il fenomeno del momento nel mondo del SAT hobbistico.
Fino a pochi anni fa non esistevano ricevitori provvisti di sistema operativo, ma oggi presenti in gran numero sul mercato, sembra non se ne possa più fare a meno: ed è un fenomeno in crescita con l’uscita continua di nuovi modelli sempre più performanti e con dotazioni hardware, impensabili sui ricevitori digitali. Perché questo successo? Molte volte abbiamo cercato di comprendere il fenomeno menzionando, secondo i casi, il sistema operativo Linux-based, la dotazione hardware raffrontabile a quella di un computer, le prestazioni superiori, la flessibilità del sistema e, non ultimo, la pirateria intesa come sfruttamento del proprio abbonamento su un ricevitore non omologato dal provider. Senza dubbio tutte queste caratteristiche hanno contribuito congiuntamente al successo di questa tipologia di ricevitori, ma non sono senza dubbio le sole.

Connettività, un passo più avanti
La connettività è la capacità d’intercomunicazione tra sistemi diversi per lo scambio d’informazioni ed è il concetto principe  che supporta e alimenta i sistemi Enigma, vero specchio dei tempi moderni. Tutto ciò che ci circonda è connesso, e tutti noi giornalmente ricerchiamo nuovi legami tecnologici per rafforzare la nostra personale rete vitale: il cellulare, apparecchio principe in termini di connettività, oltre che per le “normali” comunicazioni è utilizzato per navigare in Internet, presidiare la casa collegandosi con il sistema di antifurto e scambiare dati con ogni “device” in grado di inviarne. E nella tranquillità della nostra casa ecco che il telecomando della televisione, sino a pochi anni fa relegato al semplice compito di cambiare canale, è chiamato a pilotare almeno cinque apparati distinti. Tutti i nostri strumenti tecnologici d’uso comune, dal Blu-ray player al maxi TV LCD, dal PC portatile ai ricevitori digitali, oggi sono tutti connessi in rete: in particolare i ricevitori digitali moderni, figli dei personal computer, da cui hanno ereditato le dotazioni hardware e tutte le interfacce possibili. Nei nostri test siamo soliti dare molta importanza alle potenzialità di connessione di ogni apparecchio provato, rispondendo così alle crescenti esigenze dei lettori, sempre più interessati alle dinamiche di comunicazione a tutto campo. Tant’è che anche un economico ricevitore digitale di fascia media oggi è provvisto di connessioni SATA, eSATA, USB ed Ethernet, in aggiunta a quelle più tipiche dell’audio/video: Scart, HDMI, Component, Cinch e S/PDIF.

Linux, al centro degli eventi
Ci troviamo quindi in un momento in cui la crescita del mercato del computer ha provocato una sensibile riduzione di prezzo dell’hardware, dovuto agli eccessi di produzione e che, per le note leggi di mercato, “devono” trovare una sistemazione anche su altri apparati tecnologici. Un esempio evidente arriva dalle unità disco, gli hard-disk: meno di 20 anni fa per avere 500MB erano necessarie torrette di dischi in camere bianche, ora si acquistano unità di “storage” da 2 TeraByte a prezzi irrisori. Gli hard disk sono ovunque, dal televisore di casa alle consolle per i giochi e naturalmente negli apparecchi di recording dei nostri ricevitori digitali.
Il nodo della questione sta nel fatto che tutta questa tecnologia, a volte anche ridondante in un ricevitore, va gestita con metodi diversi rispetto al solito firmware, cioé con un sistema operativo vero e proprio. Detto questo, il passo verso Linux appare ancora più logico e necessario: provate ad immaginare i prezzi di un decoder con Windows-embedded e capirete subito il motivo. Linux è “open-source” e non è legato al pagamento di royalties: i programmatori Linux sono abituati a scriversi da sé i driver per gli apparecchi che collegano al proprio PC e, proprio per la natura “open” del progetto, sono anche abituati a lavorare in gruppo sullo stesso progetto e con un certo ordine.
L’esistenza di ricevitori fortemente dotati dal lato hardware incontrandosi con un progetto open-source ha dato il via al fenomeno dei ricevitori Linux-embedded: è realistico pensare che qualunque altro sistema operativo di pari caratteristiche fosse stato adottato, il successo sarebbe stato egualmente certo.  L’importante era cogliere l’attimo e gestire la connettività permessa dall’hardware senza gravare sui costi di produzione. Nel prossimo futuro pare certo che si assisterà all’avvento di Android sui ricevitori digitali e quindi le teorie qui esposte saranno maggiormente verificabili, ma è indubbio che il grande vantaggio del sistema Linux sia stato quello di aver risposto in tempi più rapidi alle esigenze attuali, e non per essere in assoluto il migliore utilizzabile su un ricevitore.
In ogni caso, grazie a Linux la connettività tanto agognata sui ricevitori Enigma può essere liberamente espressa grazie alle porte USB ma soprattutto alla presa LAN, connessione quasi del tutto assente sui ricevitori normali e che, anche quando presente, non viene sfruttata al meglio.

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