Enigma – Dialogo aperto con tutti

Maggio 2011
C’era una volta il ricevitore digitale: bastava una o due Scart, un lettore di smartcard, un paio di slot Common Interface per entrare in un modo esclusivo, costellato da centinaia di canali Tv di qualità tale da fare impallidire l’attuale TV a LED e l’operatività di un firmware statico, non aggiornabile in alcun modo. Quella era l’età d’oro dei satelliti, offriva grosse soddisfazioni agli appassionati più per il risultato, calcolato in canali ricevibili, che per l’effettivo sfruttamento del ricevitore, messo a dura prova anche solo con la memorizzazione dei feed sintonizzati. Ma quelli erano anche gli anni in cui il computer iniziava la sua inesorabile ascesa e che in brevissimo tempo lo avrebbe portato a diventare il dominus tecnologico per eccellenza, entrando di prepotenza nelle case di milioni di persone. Proprio per questa vertiginosa espansione il personal computer è diventato giorno per giorno più potente e poco importa se su di hard disk da 1 TB una famiglia normale può memorizzare più di quanto accada in una vita e il processore sprigiona prestazioni che avrebbero fatto felice un’intera equipe di programmatori solamente qualche anno fa.

Ricevitore o PC? Sottili distinzioni
E proprio questa “spinta” nell’ambito del computer ha avuto ripercussioni enormi anche sul mercato che più ci interessa, quella dei ricevitori digitali: ecco attuarsi la famosa convergenza tra i due mondi, sino ad ora separati, convergenza che ha raggiunto il suo apice con l’ avvento dei ricevitori “Enigma-based”, dotati di sistema operativo Linux a governarne le prestazioni. La scelta di abbandonare la vecchia concezione di firmware proprietario, “customizzato” per un solo modello di ricevitore, ha motivazioni anche economiche: in questo modo il produttore può progettare un sistema concentrandosi specialmente sull’aspetto hardware, quindi implementare i driver relativi ai componenti del ricevitore, integrandoli in Enigma. Ricordiamo che i driver sono l’insieme di procedure software che permettono a un sistema operativo di pilotare un dispositivo hardware senza sapere come esso funzioni ma semplicemente dialogando attraverso un’interfaccia standard, nel nostro caso Linux. In questo modo, semplificando il discorso, si potranno avere decine di prodotti diversi come hardware ma funzionanti sotto un’unica piattaforma software ovvero la distribuzione di Linux per i ricevitori digitali Enigma. Una vera pacchia per i produttori che in questo modo risparmiano sullo sviluppo del software: un’occasione per i gruppi di sviluppo esterni impegnati a potenziare la versione base di Enigma sviluppando parti di codice aggiuntive. Una pacchia anche per gli utenti, non di rado calati nelle vesti di “beta tester” per il sistema acquistato. I ricevitori di questo tipo sono stati considerati per anni troppo complicati per un uso domestico (forse a ragione), mentre sono una vera manna per gli “smanettoni” del SAT proprio per la loro apertura verso il mondo del computer.

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