Faccenda privata tra Mediaset e SKY?

Gennaio 2011. Il mercato televisivo italiano è ormai quasi tutto digitale. L'analogico sarà ancora presente, a fine 2010, in meno del 20% delle abitazioni italiane, mentre nel 2012 tutte le abitazioni saranno “all digital”. La piattaforma più diffusa è quella del Digitale terrestre, che, a fine 2010, coprirà oltre il 50% delle abitazioni, quota che salirà ad oltre 2/3 se riferita al solo mercato digitale.
It Media Consulting, l'istituto che studia i media fondato nel 1983 da Augusto Preta, ha svolto un'indagine sul futuro del mercato televisivo italiano nel prossimo triennio. Secondo quanto emerge la Tv digitale terrestre crescerà a un ritmo maggiore rispetto al satellite, mentre rimarrà ancora limitato l'impatto dell'IPTV, la Tv su Internet a banda larga, nonostante il suo tasso di crescita sia stimato come superiore a quello delle altre piattaforme. Va comunque detto che grazie anche ai nuovi modelli di offerta (ad esempio la Tv ibrida), l'IPTV si configura come una piattaforma dinamica.
Per quanto riguarda, invece, il mercato televisivo nel suo complesso l'indagine stima una crescita in termini di risorse del 3,4% nel prossimo triennio. Ciò vuol dire che dopo un periodo piuttosto sfavorevole a causa della crisi economica, il mercato della Tv si rimetterà in carreggiata. In particolare, la pubblicità torna a crescere a partire dal 2010 e per tutto il periodo considerato (2,8% annuo), mentre la pay-tv, che ha risentito meno degli effetti della crisi, continuerà a crescere più della media (5,6% annuo), grazie anche all'aumento dell'offerta a pagamento. Il risultato dell'andamento di queste due risorse principali è che la spesa delle famiglie (canone e pay tv) supererà quella delle imprese (pubblicità). In termini di quote, la pubblicità rimarrà la risorsa principale del mercato, pur crescendo a ritmi inferiori rispetto alla pay-tv e rimanendo costantemente al disotto del 50%.

Attori e ruoli in palcoscenico
Il mercato della Tv digitale mostra quindi un elevato dinamismo, anche se a ben guardare esso rimarrà caratterizzato da una forte concentrazione, con tre attori - RAI, SKY e Mediaset - che si divideranno oltre il 90% della torta. In particolare SKY e Mediaset continueranno a contendersi il primato, con quote pressoché analoghe. Mediaset si confermerà leader in questo 2010, mentre SKY, dopo un anno difficile in cui viene raggiunta e superata da Mediaset, si riprenderà a partire dal 2011. Il terzo attore, la RAI, diminuirà leggermente la propria quota di mercato. Infine, Telecom Italia nonostante i suoi sforzi rimarrà ancora un attore secondario nel nuovo mercato televisivo, non in grado di insidiare le quote dei tre attori principali. In termini di crescita, nel triennio considerato la RAI aumenterà i propri ricavi mediamente dell'1,9%, Mediaset del 5%, SKY del 3,4%, ma negli ultimi due anni la Tv di Stato crescerà almeno al livello di Mediaset. Il Biscione, a sua volta, rimarrà leader nel segmento della pubblicità con SKY dominante in quello della pay-tv. Pur riducendo la quota di mercato nel core business, la pay tv di Murdoch riprenderà a crescere in valori e abbonati, diventando protagonista di spicco anche nel mercato pubblicitario, grazie all'aumento dell'offerta in chiaro sul Digitale terrestre.

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