Galileo, accordo UE-GSA e cause del “fuori orbita”

Dicembre
Secondo una nota di GSA, l'Agenzia Europea per i Sistemi di Navigazione Satellitare, la fase operativa sarà progressivamente implementata a partire dal 2014-2015, con la piena operatività prevista per il 2020. Si tratta del passo iniziale verso l'attivazione del sistema, che stabilisce una roadmap e i fondi a disposizione fino al 2021 per lo sviluppo dei servizi. GSA sarà responsabile della fornitura e del marketing dei servizi, della gestione, la manutenzione, l'implementazione, l'evoluzione e la protezione delle infrastrutture nello spazio e a terra, della ricerca e dello sviluppo di piattaforme per la ricezione con caratteristiche innovative nei differenti ambiti di applicazione. Inoltre si occuperà dello sviluppo delle generazioni future del sistema, della cooperazione con GNSS e di tutte le altre attività richieste per il corretto funzionamento del sistema. La Commissione europea manterrà la supervisione del programma mentre all'Agenzia spaziale europea sarà affidato il dispiegamento del sistema.
Nel frattempo, la commissione d'inchiesta indipendente chiamata a far luce sull'incidente dello scorso agosto che ha portato fuori orbita Doresa e Milena, i primi due satelliti della fase operativa FOC, ha fornito i propri risultati.
A portare i due satelliti in un'orbita ellittica a 26.200 km con inclinazione di 49,8° invece che circolare a 29.900 km con inclinazione di 55°, rendendoli di fatto inutilizzabili (anche se manca ancora la conferma ufficiale), è stato un errore tecnico. L'idrazina utilizzata come propellente per l'ultimo stadio del razzo Fregat si sarebbe congelata in volo, impedendo il corretto svolgimento delle ultime fasi della missione.
www.esa.int
www.gsa.europa.eu
www.arianespace.com

Pubblica i tuoi commenti