Galileo, i primi due satelliti finiti nell’orbita sbagliata

Ottobre
Quasi tutte le fasi della missione di lancio dei satelliti Doresa e Milena avvenuta a Kourou il 22 agosto scorso, si sono svolte come da copione. Qualche tempo dopo la separazione dei satelliti, i dati di telemetria elaborati dalle stazioni di terra dell'ESA e del CNES hanno però mostrato che i due satelliti si trovavano in un'orbita ellittica a 26.200 km con inclinazione di 49,8° invece che circolare a 29.900 km con inclinazione di 55°. Sia lo stadio superiore Fregat che i due satelliti si trovano ora in condizioni stabili e in posizioni che escludono qualsiasi rischio di caduta a terra. Il propellente residuo del Fregat è stato scaricato e lo stadio è stato correttamente depressurizzato. Inoltre, su uno dei due satelliti è stata eseguita la procedura di apertura dei pannelli solari per permettere la ricarica delle batterie necessarie al funzionamento dei dispositivi elettronici.
I tecnici stanno ora studiando la possibilità di sfruttare i satelliti al meglio nonostante l'orbita di iniezione non nominale ed entro le limitate capacità di propulsione dei satelliti, ma un eventuale recupero, anche parziale, appare molto improbabile.
Il 1° settembre scorso, il commissario europeo Ferdinando Nelli Feroci, responsabile per l'Industria e l'Imprenditoria, ha incontrato il Direttore Generale dell'ESA, Jean Jacques Dordain, e l'Amministratore Delegato di Arianespace, Stephane Israel per fare il punto della situazione.
Arianespace ha istituito una commissione d'inchiesta indipendente che coinvolge un gruppo di esperti e la partecipazione della Commissione. L'indagine è stata istituita per fornire i dettagli e le cause inerenti l'anomalia della messa in orbita dei due satelliti, e anche al fine di individuare azioni concrete per risolvere il problema ed evitarlo nei lanci futuri.
Il fallimento della missione comporterà ritardi al programma Galileo che prevedeva, entro la fine dell'anno, il lancio di altri 8 satelliti.
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