HDTV profilo tutto italiano

Febbraio 2009. Tra sistemi video a risoluzione 720p, 1080i, 1080p, 2K, 4K e persino 8K (il nuovo formato Super Hi-Vision Tv sviluppato in Giappone), il mondo dell'Alta Definizione sta vivendo momenti davvero di grande fermento.

Uno di questi è stato il Convegno 2008 promosso da HD Forum Italia, associazione che riunisce 18 aziende e organismi di primo piano del settore, tra cui RAI, Mediaset, Eutelsat, SKY Italia, T.I.Media, Sony e Fracarro, operando attivamente per la promozione e lo sviluppo armonico dell'HD nel nostro Paese.

Intitolato “L'Alta Definizione: verso un servizio fruibile su tutte le piattaforme di diffusione” e svoltasi il 20 novembre scorso a Roma, presso la Sala degli Arazzi del Centro RAI di Viale Mazzini, il convegno è stato animato da una quindicina di qualificati operatori del settore appartenenti a vario titolo alla diversificata filiera dell'audiovisivo nazionale.

In apertura, Benito Manlio Mari, presidente di HD Forum Italia, ha precisato che l'evento era stato promosso innanzitutto per presentare il Volume 1 della HD-Book Collection.
Quest'ultima è una serie coordinata di volumi strutturati appunto per iniziativa di HD Forum Italia, e rispettivamente dedicati: al Digitale Terrestre (Vol.1), al Satellite (Vol.2), all'IPTV (Vol.3) e al cosiddetto “Packaged Media” (Vol.4), ovvero al confezionamento di contenuti per supporti BluRay, digital media, e simili. I Volumi 2, 3 e 4 saranno oggetto di progressive presentazioni future.

«L'HD-Book Volume 1 che oggi sottoponiamo all'attenzione - ha evidenziato Mari - è stato realizzato in collaborazione con l'associazione DGTVi e risulta ideato per il mondo dell'industria. Tra poco tempo, presenteremo anche un volume complementare, intitolato “Guida all'Alta Definizione”, sviluppato insieme al Comitato Elettrotecnico Italiano e concepito per gli utenti desiderosi di scegliere e utilizzare al meglio gli apparati domestici HDTV».

L'intero mercato in cifre
Il presidente dell'HD Forum Italia ha così commentato una serie di dati, dai quali è stato possibile evincere che nel nostro Paese, a fine settembre 2008:

- il totale dei ricevitori televisivi HD Ready commercializzati ammontava a 9.4 milioni, con un conseguente declino delle vendite di apparecchi in 4:3 ed un evidente aumento della penetrazione dei Tv color 16:9;

- le famiglie dotate di accesso alla DTT erano più di 6.9 milioni (stima Makno), con un incremento di oltre 359 mila unità rispetto al mese di agosto. Considerando però anche le abitazioni dotate di più di un Tv color digitale, le vendite di ricevitori DTT avevano superato la soglia dei 10 milioni di pezzi (stima GFK), con un + 2.8 milioni di apparecchi commercializzati rispetto al gennaio 2008;

- dei 4.6 milioni di abbonati SKY, circa 100.000 avevano scelto di ricevere anche l'HD;

- Fastweb a Alice TV contavano per le loro offerte IPTV rispettivamente più di 300mila e più di 220mila clienti, mentre i relativi set-top-box, tutti a tecnologia ibrida IPTV/DTT, sono pronti a decodificare anche i segnali in “Alta”.

E da Benito Manlio Mari arriviamo a Luigi Rocchi, direttore Strategie Tecnologiche RAI. Il quale ha effettuato un lungo “volo pindarico” tra una serie di sistemi, apparati, soluzioni e applicazioni “High”, soffermandosi in particolare sulla tecnologia OLED (Organic Light-Emitting Diode, ovvero diodo organico ad emissione di luce).

Una tecnologia oggi utilizzata per la creazione di una nuovissima generazione di display ultra-flat che, sebbene caratterizzati ancora da diagonali piuttosto limitate, appaiono, in un futuro a medio termine, molto adatti a restituire in pieno lo splendore delle immagini HD, richiedendo peraltro spazi davvero minimi in profondità.

A proposito di schermi piatti, Rocchi ha mostrato altresì - slide alla mano... anzi, alla lavagna elettronica - come, dal 2004 ad oggi, la diffusione nazionale degli FDP (Flat Display Panel, al Plasma o LCD) sia esponenzialmente lievitata a discapito dei CRT (televisori a tubo catodico), e come questo trend si prospetti ancora in fase di decisa crescita da qui al 2012 (vedi grafico).

Arlecchino pioniere in “Alta”
A questo punto, nell'ambito del convegno capitolino, è stata la volta di un “intervallo”, durante il quale Giuliano Montaldo ha rievocato i tempi (1982) in cui aveva curato la regia del cortometraggio Arlecchino a Venezia, prodotto dalla RAI sfruttando anche la bravura del direttore della fotografia Vittorio Storaro, insignito ben tre volte del prestigioso Premio Oscar.

Di Arlecchino a Venezia, nel corso della conferenza, abbiamo avuto occasione di ammirare sia un backstage d'epoca (girato in SD e in cui era possibile vedere all'opera, nella Città della Laguna, Montaldo e Storaro) sia una copia - ritrovata fortunosamente - dello stesso documentario, realizzato secondo il pionieristico standard HD analogico giapponese Hi-Vision.

«Con Arlecchino - ha puntualizzato Montaldo - volevamo testare il formato in “Alta” anche e soprattutto per il Cinema, verificando, ad esempio, se questa nuova tecnologia avrebbe retto l'impatto con l'esterno, in una città come Venezia che, specie in inverno, presenta condizioni climatiche disagiate. L'esperimento è stato semplicemente fantastico! Tutti abbiamo avvertito che stava accadendo qualcosa di davvero importante nella storia della Tv e del Grande Schermo».

Al termine dell'intervento di Giuliano Montaldo ha avuto inizio una vivace tavola rotonda, moderata da Marco Mele, giornalista de Il Sole 24 Ore. Andrea Ambrogetti, presidente di DGTVi, nel prendere la parola per primo, ha detto che in Sardegna (dove il 31 ottobre scorso è stato completato lo switch-off analogico), il 94% delle famiglie è oggi abilitato a ricevere il Digitale Terrestre.

«Verso fine 2009 - ha proseguito Ambrogetti - lo switch off totale riguarderà il 35% delle unità familiari italiane, e in questo contesto l'Alta Definizione rappresenta di certo un driver strategico di sviluppo. Di conseguenza, uno degli obiettivi dell'HD-Book sarà anche quello di istituire un bollino che certifichi in dettaglio agli utenti italiani le precise funzionalità e le “caratteristiche DOC” dei ricevitori HD-DTT: pertanto, noi di DGTVi, insieme ad HD Forum, chiediamo all'industria e ai costruttori di apparati destinati al mercato nazionale di recepire correttamente - entro un lasso di tempo di 15 mesi - i nuovi requisiti indicati dall'HD-Book DTT Volume 1».

Prodotti e specifiche su misura
Roberto Bedani, segretario generale ANIE (la federazione nazionale delle imprese elettrotecniche ed elettroniche), ha assicurato che il comparto industriale è pronto a rispondere allo sforzo richiesto, immettendo in commercio apparati specifici caratterizzati dal “profilo italiano” suggerito dal Volume 1 dell'HD-Book.

«Questo sforzo però - ha argomentato Bedani - non appare del tutto facile, dal momento che il mercato italiano, pur disponendo di una vasta base installata di apparecchi televisivi ad Alta Definizione, non trova ancora una rispondenza concreta nell'offerta di contenuti HD free. Offerta che potrebbe, invece, conferire adeguato smalto alla vendita dei nuovi ricevitori. Lo scopo - e mi rivolgo in particolare a RAI e Mediaset - è di fare crescere questo mercato per il quale i consumatori ci hanno dato una fiducia che non va tradita».

«Certo - è stata la risposta di Ambrogetti - sappiamo di chiedere non poco ai produttori, ma si tratta di uno sforzo che promette di essere ben ripagato, considerando che il passaggio tecnologico imminente di cui stiamo per essere testimoni non si ripeterà più forse per altri vent'anni. E, soprattutto, considerando che i produttori intenti ad impegnarsi nella sfida hanno la possibilità di raddoppiare i propri volumi di vendita. Per quanto riguarda RAI e Mediaset, poi, devo dire che i due broadcaster hanno la ferma intenzione di rendere l'HD una coinvolgente esperienza accessibile da parte di tutti, con l'esigenza primaria di dare certezze ai consumatori italiani, che mensilmente acquistano in media 150.000 decoder e 350.000 ricevitori Tv, la maggior parte dei quali soprattutto di tipo HD Ready, seguiti a una certa distanza da quelli a tecnologia Full HD».

SKY rafforza l'offerta HD
E se Mauro Vergari, responsabile Adiconsum per le Nuove Tecnologie, ha suggerito (dopo aver mosso vari appunti sia a RAI che a Mediaset), di far “passare a loop” delle immagini dimostrative HD nel segnale DTT in nero destinato ad ospitare entro il 2009 il canale High Definition dell'Azienda della Farfalla, Marcello Berengo Gardin, responsabile Affari Istituzionali di SKY Italia, ha parlato del nuovissimo canale SKY Cinema HD +24, ideato per ripetere l'offerta giornaliera di SKY Cinema HD, posticipandola di 24 ore.

L'entrata in scena di SKY Cinema HD +24 porta a 7 il numero complessivo dei canali in “Alta” veicolati dalla Pay-Tv italiana: si tratta di Europsort HD, SKY Sport HD 1, Sky Sport HD 2, Sky Cinema HD, Next HD e National Geographic Channel HD.
Berengo Gardin ha altresì accennato a MySky HD, il personal video recorder che permette di registrare su un hard disk interno di 250 GB fino a 90 ore di contenuti nel formato “superiore”, con possibilità di immagazzinare in contemporanea anche due programmi, mentre se ne sta guardando un terzo già registrato.

Avviandoci ora verso la conclusione del reportage, segnaliamo l'intervento di Luca Pesando, Steering Committee del consorzio Open IPTV Forum, finalizzato a trovare al più presto uno standard aperto per la televisione su IP e partecipato da brand quali: T&T, Ericsson, France Telecom, Panasonic, Philips, Samsung, Siemens Networks, Sony e Telecom Italia.

«L'Alta Definizione - ha specificato Pesando - può oggi essere veicolata in modo egregio anche tramite IPTV. Nel mercato specifico, però, molti fornitori adottano un'infrastruttura chiusa. Ecco perché Open IPTV Forum si propone di creare una trasversalità tecnologica “end to end” in grado di semplificare il business (e la vita) un po' a tutti: dai produttori di tecnologie ai content provider, dagli ISP fino ai fruitori home».

Ricordiamo che il convegno ha avuto tra i protagonisti anche Mario Frullone - direttore Ricerche della Fondazione Ugo Bordoni - e Roberto Viola, segretario generale dell'AGCOM, offrendo così uno spettacolare collage di filmati in High Definition 16:9 (riguardanti anche le recenti Olimpiadi di Pechino), assemblati con arte dalla società di servizi SBP e videoproiettati in sala su schermo gigante.

Pubblica i tuoi commenti