Il Calcio è al sicuro, ma gli sport minori?

Gennaio 2009. Il raddoppio dell'IVA per SKY, previsto nel pacchetto anti-crisi del Governo, preoccupa molto i club di calcio. «Siamo molto preoccupati, questo provvedimento rischia di farci perdere qualcosa e di danneggiare il calcio», ha detto il presidente della Lega Professionisti, Antonio Matarrese, al termine di un Consiglio federale della Figc a Roma.

«Questa riduzione di risorse - ha aggiunto Matarrese - non ci piace molto e ci mette in allarme. Adesso aspettiamo di vedere come è stato evitato il taglio ai contributi del Coni. Dobbiamo difenderci su molti fronti».

L'aumento dell'IVA del 10% sugli abbonamenti a SKY, che detiene i diritti in esclusiva delle partite della serie A via satellite, “non penalizzerà le casse dei club”.
A garantirlo è il sottosegretario allo sport, Rocco Crimi. «Non facciamo delle polemiche strumentali - spiega Crimi -. L'IVA deve essere a norma con le linee comunitarie. Oggi in Italia il 64% dei proventi delle squadre di calcio proviene dai diritti televisivi. Dunque dobbiamo fare in modo che le società costruiscano stadi di proprietà, che andrebbero ad accrescere gli introiti derivanti dalla vendita dei biglietti e dalla merchandising. Inoltre renderebbero i bilanci delle società più sani e più saldi».

Chi rischia di più da possibili, ma non ancora annunciati, tagli di investimenti di SKY nello sport? Purtroppo le discipline minori (Basket, Volley, Rugby, Pallamano), che grazie agli spiccioli elargiti dalla pay tv per le dirette in esclusiva dei campionati italiani trovano fondi altrimenti difficili da reperire.

Il Basket maschile con una gara come Milano-Cantù fa lo 0,55% di share. Il Volley maschile con Pineto-Modena lo 0,004%. Il Volley femminile con Novara-Sassuolo ha fatto lo 0,005% di share (5.161 di audience, 74 mila contatti). Chieri-Busto Arsizio, andata in onda in replica il primo novembre 2008 alle 6 del mattino, ha battuto il record di 0 audience, 0,0% di audience e 0 contatti.

Pubblica i tuoi commenti