Il quesito – Ricerca automatica, Blind Scan o Setting?

Sono un principiante e mi piace cercare nuovi canali satellitari, soprattutto quelli di servizio. Di recente mi sono fatto montare un’antenna motorizzata da 90 cm collegata a un decoder Edision. La ricerca Automatica o la Blind Scan effettuata ogni settimana equivale ai setting reperibili in Internet? Ho notato che la Blind Scan trova meno canali rispetto a quella automatica ma con quest’ultima molti non si vedono. Perché? Per ordinare i canali dopo ogni ricerca ci metto diverse ore. Esistono soluzioni più veloci? Forse avete già risposto a queste domande ma vi ho scoperto da poco e vorrei imparare il più possibile.
Paolo A.

Siamo felici di aver stuzzicato il suo interesse per il mondo del satellite e di tutto quanto gli ruota attorno. Sulla rivista e sul sito www.eurosat-online.it troverà diversi articoli di approfondimento, test e tanti spunti interessanti che le permetteranno di sfruttare al meglio il suo impianto satellitare e imparare tante cose nuove. La ricerca automatica esamina tutte le frequenze presenti nel database del decoder (solitamente modificabile dall’utente) e memorizza i canali trovati. Se questo database non è aggiornato, la scansione non sarà in grado di trovare i transponder e i canali nuovi perché risultano sconosciuti. Quando le frequenze o i PID cambiano, i canali “vecchi” non sono più visibili pur occupando spazio in memoria. La funzione di “ricerca rete” utilizza le informazioni di un transponder “beacon” che fornisce le coordinate di tutti i transponder collegati. Può mitigare il problema, ovvero far “emergere” qualche nuovo transponder, ma non risolverlo completamente. La Blind Scan, invece, esamina frequenza per frequenza un intero slot satellitare (es. 13° Est, 9° Est, ecc.), rileva i transponder attivi in quel momento, aggiorna il database che abbiamo appena visto (non in tutti i decoder però) e memorizza i canali trovati. In questo modo riesce a rilevare anche i transponder di nuova attivazione senza bisogno di conoscerne i dati tecnici come frequenza, polarità, symbol rate, FEC, PID, ecc. Consigliamo sempre di cancellare completamente il database prima di una Blind Scan così da eliminare qualsiasi traccia precedente e ripartire da una situazione “pulita”.
Sia la ricerca automatica sia la Blind Scan, però, memorizzano i canali in base alla loro frequenza e, anche se con gli strumenti del menu è possibile riordinarli a piacimento (per lettera alfabetica, bouquet, in chiaro/codificati, ecc.), la disposizione sarà sempre un po’ disordinata e renderà complicato trovare il canale desiderato. Per risolvere questo problema sono stati progettati i setting, ovvero liste di satelliti, transponder e canali, spesso inseriti in gruppi per facilitare lo zapping. Permettono di programmare i decoder in modo più semplice e veloce rispetto alla normale ricerca automatica o manuale, sostituendo (e non aggiungendosi) alla precedente lista di canali, transponder e satelliti. I setting possono essere scaricati da Internet già pronti, oppure generati con gli appositi programmi di editing dopo averli trasferiti dal decoder. Nel primo caso, gran parte del lavoro di raccolta e aggiornamento del database dei transponder è già stato fatto ed è sufficiente copiarli nel decoder dopo aver scelto quelli dedicati al proprio impianto (mono feed, dual feed, motorizzati, ecc.). Nel secondo caso, invece, si può sfruttare la Blind Scan e in seguito spostare i canali desiderati, cancellare quelli non visibili, creare gruppi e molto altro utilizzando strumenti più comodi del telecomando come la tastiera e il mouse del PC. Ecco i pro e i contro di entrambe le soluzioni:

Setting già “pronti”
4 Aggiornano automaticamente ed istantaneamente il database dei transponder
4 Già strutturati e con le emittenti ordinate (per gruppo, lingua, genere, ecc.)
4 Ideali per impianti standard ed esigenze normali
4 Permettono di sintonizzare canali e frequenze a volte non rilevabili con le normali procedure di ricerca
3 Aggiornamenti non sempre frequenti (solitamente mensili)

Setting creati dall’utente
4 Ideali per impianti non standard ed esigenze particolari
4 Possibilità di creare gruppi personalizzati
4 Aggiornati in tempo reale e con tutte le ultime novità se si utilizza la ricerca Blind Scan
3 Richiedono un lungo lavoro di editing
3 Alcuni canali potrebbero non essere rilevati in fase di scansione
3 Se la Blind Scan non è disponibile, il database dei transponder deve essere aggiornato manualmente

I programmi di editing possono essere utilizzati anche per modificare e personalizzare i setting preconfezionati: in tal caso, il lavoro di editing risulta più semplice, veloce e non limita le possibilità di personalizzazioni. Condizione essenziale per ottenere i migliori risultati, è quella di utilizzare setting preconfezionati aggiornati frequentemente. Ogni mese, sui satelliti in banda Ku visibili in Italia, si registrano dalle 400 alle 1.000 variazioni che riguardano non solo i canali ma anche le frequenze, i parametri di trasmissione, la codifica utilizzata e gli stessi satelliti. Tra i tanti setting provati, i più completi, affidabili e aggiornati sono quelli del GIO®GIO Team reperibili su www.digital-news.it/giorgio-team. Sono personalizzati per centinaia di modelli di decoder, per diverse tipologie di impianti (monofeed 13° Est, dualfeed 13°+19° Est, motorizzato USALS o DiSEqC 1.2) e strutturati per facilitare lo zapping (ordinamento Skybox, gruppi predefiniti – es. lingua, genere, Sky, Tivùsat, ecc. anche al posto dei satelliti).
Il nostro consiglio è di caricare questi setting ed eventualmente integrarli con una Blind Scan sui satelliti che offrono feed di servizio (come Eutelsat 21B, 10A, 9A, 7A, 5 West A, 7-8 West A-C) o con una ricerca mirata su singole frequenze. Il tutto potrà poi essere completato con un editing personalizzato tramite un setting editor compatibile con il suo decoder.

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