Il volto della TV di oggi e domani

Gennaio 2014
Certo protagonista del panorama mediatico italiano, Mediaset, ha rivisto parecchio le proprie strategie televisive nell’arco degli ultimi dieci anni. Possiamo sintetizzare l’offerta col neologismo “Freemium”. Infatti, proprio per contrastare il monopolio della piattaforma satellitare SKY, già dal 2005 Mediaset iniziava a proporre al mercato della pay tv una prima offerta basata su una tessera prepagata, Mediaset Premium.
Tre anni dopo, iniziava la trasformazione verso il DVB-T e anche la Pay tv di Mediaset si evolveva e in contemporanea si affacciava il “Multichannel Free” quindi un’offerta televisiva più ricca basata su molti nuovi canali. Da qui veniva lanciato il modello televisivo ad abbonamento che resiste anche oggi, in pratica completando un’offerta mista basata su contenuti gratuiti e altri a pagamento o Premium.

In parallelo a questo universo che Franco Ricci definisce della “Tv Lineare”, l’online video, ossia il “non lineare” vedeva, negli ultimi cinque anni, sviluppi davvero notevoli, addirittura del 35% all’anno. La debita conseguenza è l’affacciarsi di nuovi modelli di business che Ricci ha individuato con: l’advertising Video On Demand, il Subscription Video On Demand e il Transactional Video On Demand.
Il cambiamento della tv appare quindi evidente e, dopo avere considerato che il modello dell’advertising rimarrà il riferimento per la tv lineare, il modello televisivo SVOD viene accolto dalla Pay Tv, sulla scorta dei successi clamorosi raggiunti dal capofila Netflix e da altri come Apple Tv, etc.
Ricci ha affermato: «Ciò significa che anche il mondo dell’online sta iniziando a diventare veramente importante con aziende, come Netflix con 40 milioni di abbonati che anche nel UK vanta circa 1,5 milioni di abbonati. In pratica è questo un mondo che va tenuto assolutamente in considerazione».

Nuovi “device” in esplosiva espansione
Le opportunità sono da cogliere nel cambiamento basato sull’enorme diffusione dei nuovi dispositivi di fruizione, soprattutto mobili e connessi, che vantano cifre di diffusione da capogiro, addirittura in crescita: 5 miliardi e mezzo ma si stima che nel 2017 saranno addirittura 8.2 miliardi.

I dati interessanti e ufficiali emersi dalle ultime analisi indicano che:
1) ogni famiglia con accesso al broadband possiederà mediamente dieci device video connessi. Ciò significa che in tali famiglie ogni televisore sarà “circondato” da tre terminali video connessi.
2) Il consumo non lineare cresce senza penalizzare quello lineare.
3) Il business dell’Online Video triplicherà nei prossimi 4 anni.

I broadcaster sono dunque alla resa dei conti con l’online video che pone delle sfide in tempi molto vicini come trovare uno spazio adeguato nella catena del valore, come passare dalla svalutazione alla valorizzazione dei contenuti online e il dubbio più forte rimane l’assoluta imprevedibilità negli sviluppo futuri dei dispositivi mobili, oggi davvero difficili di indovinare.
Se il calo dei PC connessi dal 2005 è stato inesorabile (dal 95% del 2005 al 23% stimato del 2017), tutto il restante sarà costituito da device mobili, nominalmente smartphone e tablet.
Franco Ricci ha sottolineato «La tv lineare e il suo consumo pare reggere ancora bene, tuttavia questi dati sono stimoli e spunti molto interessanti che fanno riflettere e spingono a modificare i modelli di business»,
Si tratta, in effetti di un nuovo ruolo in un panorama mediatico più complesso in cui i broadcaster devono riposizionarsi e assumere anche nuovi volti nella catena del valore per poter competere coi nuovi attori che si sono affacciati, service e content provider, technology provider, piattaforme CDN, e vari “ecosistemi” come quelli di Apple, Samsung, Google, LG, etc.

Altro punto sottolineato da Franco Ricci è che «Oggi sul mercato mondiale sono presenti 6 miliardi di SIM attive, il numero di smartphone sta superando il numero di PC e negli USA uno studio recente ha mostrato che più della metà degli utenti mobili, rinuncerebbe prima alla caffeina, alla cioccolata, all’alcol, alla droga, e ad altri piaceri prima di rinunciare al cellulare».
Questo per introdurre le scelte operative effettuate da Mediaset come il lancio di Premium Play nel 2011, in qualità di “primo servizio VOD in Italia, What’s on, una videoteca personale straordinariamente ampia con 3000 titoli, completa di film recenti a pochi mesi dall’uscita nei cinema in HD, le puntate delle Serie TV più nuove, e poi calcio, documentari, cartoni animati e i migliori programmi e le fiction di Canale 5, Italia 1 e Rete 4 degli ultimi 7 giorni. E poi il meglio del Calcio di Premium in diretta streaming. Premium Play si è rivelata un’esperienza di successo.

Infinity, l’offerta VOD prepagata
A completare il panorama è dalla fine dell’anno arrivata la nuova offerta Mediaset Infinity, in pratica una “prepagata ricorsiva”, ossia un cliente paga per vedere programmi in quel mese e se decide che non è più interessato non fa altro che smettere di pagare.
Nasce per soddisfare le esigenze di un nuovo tipo di audience, più “Internet oriented”, soprattutto famiglie in grandi città dotate di connessioni veloci.
La nuova offerta contempla più di 5.000 film, senza costi nascosti: per un mese di visione dei titoli in catalogo basta dare gli estremi di una carta di credito o Paypal e pagare 9,90 euro, senza alcun obbligo di rinnovo. Mediaset ha deciso anche di mettere online i film usciti da pochi mesi nelle sale, ma non ancora visibili sulla pay tv: in questo caso il costo dell'offerta sarà dai 3 ai 5 euro. Tutto ciò è disponibile su TV, PC, Console, Tablet e smartphone sia sia per iOS sia per Android.

OTT TV in Italia, quali prospettive?
Ecco le conclusioni di Franco Ricci dal convegno di Millecanali del 7 novembre 2013, nel discorso Quale nome per la tv del futuro?
E’ tempo di scegliere la Nuova TV, di puntare all’online video.
Sono tre le opportunità che si prospettano:
1. La diffusione dei device video connessi.
2. La crescita del non lineare che non penalizza il lineare.
3. Il business dell’online video che cresce a tre cifre.
Come predisporsi alle tre sfide:
1. Trovare per il broadcaster un adeguato spazio nella catena del valore.
2. Far percepire il valore del contenuto e l’esperienza utente.
3. Riuscire a seguire l’evoluzione veloce e imprevedibile dei device.
Mediaset ha cominciato già rispondere:
- Nel 2011 con Premium Play, il primo OTT TV in Italia.
- Nel 2013 con Infinity, il primo servizio OTT TV complementare alla TV lineare sia essa free sia pay.

Pubblica i tuoi commenti