Ricevitori Enigma, tutto dipende da un’immagine

Ricevitori Enigma immagineMolte volte, durante i test dei ricevitori, abbiamo parlato delle immagini, vero cuore dei ricevitori Enigma, della loro importanza e del come installarle ma, colpevolmente, non ci siamo mai messi nei panni di quegli utenti alle prime armi che non sanno esattamente di cosa si stia parlando o che non hanno ben chiaro l’argomento. Cerchiamo di rimediare affrontando il discorso dalle radici, in modo da fugare qualsiasi dubbio anche ai meno preparati tecnicamente per rendere a tutti il passaggio a un ricevitore governato da un sistema operativo meno traumatico.

Computer e ricevitori

Sovente abbiamo parlato di convergenza tra gli universi tecnologici del computer e dei ricevitori digitali in quanto una piena comprensione dell’argomento non può prescindere da alcuni fattori storici: da sempre esiste una certa somiglianza tra ricevitori e personal computer governati, a livello hardware, da un microprocessore che, coadiuvato da una memoria per l’elaborazione dei dati, è il cervello del sistema. Logicamente la flessibilità del personal computer è molto più alta grazie a un set superiore di connessioni verso il modo esterno, ma è proprio nel discorso connettività che si può identificare la famosa convergenza. I ricevitori digitali di nuova generazione sono in possesso di HDMI, Ethernet e Wi-Fi e USB ovvero connessioni sino a pochi anni orsono dedicate esclusivamente ai computer, per non citare le possibilità di connessione di un hard-disk tramite E-Sata/Sata. Con queste premesse è facile pensare ai ricevitori come “piccoli” personal computer e in effetti manca solamente un particolare: il sistema operativo, lo strato software dei computer che sui ricevitori non so-based è sostituito da un firmware custom. L’avvento dei ricevitori Linux-based ha stravolto le cose, dividendo il mercato, anche se, a livello hardware, le differenze tra le due categorie non sono poi così marcate: nei ricevitori con firmware tutte le parti software necessarie al funzionamento, specialmente i driver, sono rigorosamente specifiche del ricevitore e, in caso di aggiornamenti, è possibile caricare il nuovo firmware sul ricevitore stesso con procedure che variano a seconda del produttore;

Decoder So-based

I ricevitori basati su sistema operativo partono da un presupposto diverso, ovvero intorno a un nucleo software, il kernel, vengono inseriti i driver di funzionamento delle periferiche e la parti software aggiuntive rispetto al normale funzionamento. Senza voler sminuire i prodotti fimware-based, e forzando un po’ la mano, la differenza con i ricevitori basati su sistema operativo è simile a quella che esiste tra una lavatrice e un computer: la lavatrice ha un processore, memorie, programmi di funzionamento, ma è statica e se si rendesse necessaria una correzione al suo funzionamento si dovrebbe ricaricare tutto il suo firmware, mentre su di un computer si può intervenire con correzioni e aggiustamenti senza dover ricaricare il sistema operativo da zero. Il paragone è naturalmente esagerato ma abbiamo voluto utilizzarlo per spiegare l’enorme comodità di poter usufruire di programmi (add-on e plugin) semplicemente caricandoli sul nostro ricevitore come se fosse un personal computer.

Al di là di qualsiasi visione romantica, la nascita di ricevitori basati su sistema operativo ha enormemente semplificato la vita ai produttori e ridotto i costi. Vediamo come e perché, aiutandoci anche con degli esempi. Supponiamo di avere un kernel che funzioni su tutti i processori utilizzati sui ricevitori digitali: per qualsiasi nuovo prodotto sarebbe necessario solo riscrivere i driver, ovvero le parti software che interfacciano il kernel con le parti hardware gestite, interfacce, tuner e via discorrendo. La spesa per lo sviluppo sarebbe quasi irrisoria anche se si assisterebbe a un appiattimento generale, a una standardizzazione dei vari modelli di ricevitori che, per quanto diversi tra loro, sarebbero comunque gestirti da un motore comune. La verità non è molto lontana dalla nostra esasperazione del concetto anche se non esiste un solo kernel ma diversi, a seconda della famiglia di processore utilizzata. 

Immagini: gruppi di sviluppo

Il termine immagine deriva dal mondo dei Pc: un’immagine è la copia digitale del sistema operativo (nel nostro caso), in un file che contiene esattamente i dati e la loro struttura presenti sul sistema originale. Il concetto è lo stesso dei file ISO utilizzati per i CD musicali: il cd contiene svariate canzoni contenute in diversi file, mentre il file ISO relativo è un unico file che contiene la copia digitale di tutte i file contenuti sul CD e le informazioni per ricreare il CD integralmente, è per l’appunto l’immagine del CD. Nel caso di Enigma o di altri sistemi operativi per ricevitori, tutto il necessario per il funzionamento di un determinato modello è “fotografato” creando un’immagine del tutto che è contenuta in un file (a volte più di un file) utilizzato per il caricamento su altri modelli compatibili.

Una volta completato lo sviluppo del sistema operativo legato a un determinato modello e completata la fase di debugging, ovvero di ricerca e correzione degli errori, il sistema viene fotografato, per usare la terminologia precedente, e l’immagine che se ne ricava è quella che permette di installare il sistema operativo stesso sul ricevitore: ogni modello di ricevitore avrà il suo file immagine.

Come abbiamo visto, l’utilizzo di un sistema operativo quale Enigma è particolarmente appetibile ai produttori in quanto riutilizzabile su apparati diversi con il minimo sforzo: il risultato è che ogni produttore fornisce, con i propri modelli, una versione ridotta del sistema operativo, limitata alle funzione di base. A questo punto, se vi state chiedendo a chi si devono le immagini performanti, esteticamente impeccabili che si vedono nei nostri test la risposta è nel lavoro dei gruppi di sviluppo, ovvero team indipendenti che, usufruendo del kermel compilato e delle specifiche pubbliche del sistema, intervengono sull’immagine originale sia a livello estetico sia funzionale.

Scelta dell’immagine

Siamo ora pronti per passare alla fase operativa e dotare il nostro ricevitore di nuove funzionalità: l’aspetto in assoluto più importante è la scelta dell’immagine da installare. Si può infatti dedurre da quanto detto in precedenza come per ogni modello di ricevitore possano esistere più immagini, frutto del lavoro di diversi gruppi di sviluppo e lo stesso vale per il contrario, ovvero esistono gruppi di sviluppo che si dedicano a un solo brand mentre altri spaziano tra marche diverse. Per esempio, il gruppo BlackHole (http://www.vuplus-community.net/board), tra i più popolari, è legato al produttore coreano Vu+, DreamElite (https://www.dream-elite.net/) sviluppa unicamente per la Dream Multimedia mentre i componenti dell’italianissimo gruppo Italysat (http://italysat.eu/board) distribuiscono il loro lavoro tra molte marche diverse. La scelta dell’immagine è un fatto personale ed è l ‘utente a dover vagliare, tra le possibili scelte, quale meglio risponde ai propri gusti: il consiglio è di non installare immagini di gruppi sconosciuti che non garantiscono poi il supporto internet adatto. Molto importante, per valutare un gruppo di sviluppo, è il forum di supporto: dalla numerosità dei partecipanti e dalla popolosità degli interventi è facile capire il grado di frequentazione del forum stesso: molto importante anche il verificare che i moderatori siano preparati e in ogni caso pronti a fornire supporto a chi ne ha necessità.

Conclusioni

Grazie alle immagini e al lavoro dei gruppi di sviluppo i ricevitori basati su sistema operativo godono di una flessibilità di utilizzo altrimenti impossibile da realizzare. Per altro, le operazioni di installazione di un’immagine sono alla portata di tutti e questo è un aspetto importante se si considera che i gruppi di sviluppo rilasciano continui aggiornamenti per consentirci di ottenere sempre il meglio dai nostri decoder.

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