Impianto DTT e SAT – I rivenditori non danno consigli

Luglio 2011
Spesso, nelle vostre risposte su questa rubrica, concludete con il suggerimento di rivolgersi ad un rivenditore specializzato per gli opportuni consigli. Nella mia città, Genova, non ho “battuto” tutti i rivenditori, ma certamente i più blasonati, ottenendo sempre un rifiuto su consigli e specifiche dell’impianto. “Noi installiamo oppure lei ci chieda i prodotti fornendo i codici ma niente di più” è la tipica risposta.
In sostanza avrei bisogno di realizzare (o far realizzare) due diversi impianti. Il primo riguarda un piccolo condominio di campagna con 8 utenti che vorrebbero passare dall’analogico al digitale. L’idea è di installare un centralino con 8 uscite completamente indipendenti in modo da condividere solo l’antenna e l’alimentazione del centralino, arrivando con un coassiale ad ogni appartamento. La lunghezza massima del collegamento di due appartamenti è di 15 metri. Il secondo impianto verrebbe, invece, installato in un condominio di città con 34 appartamenti in una scala e 15 nell’altra per ricevere sia i canali terrestri sia quelli satellitari, favorendo così la rimozione di alcune antenne satellitari singole dalla facciata e garantire ad alcune famiglie sudamericane di continuare a ricevere le trasmissioni nella loro lingua. Ho pensato ad un sistema tri-feed (3 posizioni orbitali) almeno per la scala dei 15 appartamenti. E’ possibile installare un centralino dedicato ai satelliti? Anche in questo caso sarebbe utile avere un collegamento diretto tra il centralino e l’utente. L’attuale cablaggio (trasmissione analogica) consiste in due coassiali per 7 e 8 appartamenti, in cascata e posizionati liberi nell’intercapedine. Per arrivare all’intercapedine dal tetto dove sono posizionate le antenne, abbiamo a disposizione due guaine con un diametro di 5 centimetri. Sicuramente in questo caso il “fai da te” non è praticabile ma l’installatore che cura attualmente l’impianto ha detto che non esiste hardware per fare questo lavoro. Potreste fornirmi le informazioni richieste e le specifiche dei prodotti?

Giampaolo C.

E’ comprensibile che i rivenditori di materiale per la ricezione televisiva dediti anche all’installazione preferiscano evitare di fornire indicazioni dettagliate sulla progettazione di impianti, magari poi realizzati da altri. Il nostro suggerimento va quindi ponderato secondo la situazione. Nel suo caso, ad esempio, le consigliamo di richiedere 2 o 3 preventivi ad altrettanti antennisti professionisti i quali dopo un sopralluogo, proporranno la soluzione ritenuta più idonea in base alla situazione attuale  alle vostre esigenze. Il primo impianto non dovrebbe presentare particolari difficoltà: basta installare una o più antenne a seconda dei punti di trasmissione, un centralino con ingressi VHF I, VHF III, UHF IV, UHF V, UHF e un’uscita miscelata, un partitore con un ingresso e 8 uscite ai quali verranno collegati i nuovi cavi coassiali destinati agli appartamenti. Per bilanciare i segnali negli appartamenti, tenendo conto anche delle derivazioni (prese passanti), occorrerà poi misurarli e scegliere l’attenuazione più idonea.
L’impianto DTT+SAT per 49 appartamenti è, invece, più difficile e costoso da realizzare perché richiede un’accurata progettazione da parte di personale competente e specializzato in impianti multi-feed di grandi dimensioni. Contrariamente a quanto afferma l’installatore che cura la manutenzione dell’attuale impianto analogico, nulla è impossibile per la tecnologia: basta scegliere i prodotti idonei e, se necessario, accontentarsi di qualche limitazione.
Premesso che la scelta dei componenti può essere fatta solo dopo un attento sopralluogo, si potrebbe ipotizzare un sistema multiswitch con 5, 9 o 17 ingressi (rispettivamente per 1, 2 o 4 satelliti più il terrestre), con un numero di moduli e amplificatori sufficienti ad alimentare tutte le prese utente. Una valida variante sono i sistemi in fibra ottica che garantiscono prestazioni eccellenti soprattutto nelle lunghe tratte.

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