Impianto Sat – Antenna da 240 insufficiente per Sirius?

Settembre 2011
Abito a Macerata (Marche) e ho installato da pochi giorni una parabola da 240 cm per ricevere il satellite Sirius. Con mia grande sorpresa, non riesco a vedere bene il canale Vision Norge e nemmeno ad agganciare TV 2 Sport. Per la ricezione viene data una parabola con diametro di almeno 180 cm. Grazie per la disponibilità ed attenzione.

Michele P.

Innanzitutto una piccola precisazione. Nel giugno 2010, a seguito all’acquisizione del 100% di Sirius, SES Astra ha deciso di rinominare il satellite Sirius 4 in Astra 4A. Il cambio di denominazione non ha comportato alcuna modifica nelle frequenze, negli spot e nella missione del satellite, che ha continuato a fornire servizi di televisione, radio e telecomunicazioni in banda larga nei paesi nordici e baltici, nell’Europa orientale e nell’Africa meridionale. Astra 4A dispone di 4 spot beam chiamati African DTH beam, Ka-band European beam, BSS Pan-European beam e BSS Nordic beam. A noi interessano gli ultimi due perché illuminano gran parte del territorio europeo (vedi immagini) con segnali radiotelevisivi. Mentre nel footprint europeo, però, la ricezione è garantita in tutta Italia, in quello nordico ove operano i canali che ha indicato nella mail, l’area di colore verde lambisce solo le estreme regioni nord-orientali con un segnale idoneo a parabole da 120 cm. Possiamo tuttavia ragionevolmente ipotizzare che, a sud dell’area verde, ovvero verso le altre regioni del nord, centro e sud Italia, il segnale degradi progressivamente richiedendo parabole più grandi. Ecco il motivo per cui nelle tabelle abbiamo inserito le misure di 150, 180 e 240 cm.
Si tratta comunque di dati indicativi che, come abbiamo sempre spiegato, vanno presi con le pinze e devono essere assolutamente confermati da rilievi sul campo prima di effettuare importanti installazioni come quella di una parabola da 240 cm. Capita infatti che regioni teoricamente più sfavorite ricevano i segnali meglio di quelle perfettamente “illuminate” dal footprint a causa della situazione orografica e di altri fattori. Anche i footprint sono frutto di stime generate da elaborazioni matematiche che potrebbero differire, anche sensibilmente, dalla realtà.
Ad ogni modo, prima di gettare la spugna, le consigliamo di verificare attentamente, meglio se con l’aiuto di un antennista professionista esperto in installazioni “difficili” e dotato di idonea strumentazione, tutti i componenti dell’impianto. Si deve limitare la lunghezza del cavo coassiale, verificare i suoi passaggi nelle canaline, eliminare qualsiasi giunta o derivazione, ottimizzare l’arco coperto dal motore durante il suo movimento e variare il posizionamento dell’LNB, ruotandolo (skew) nel caso in cui si osservano differenze di ricezione tra i transponder con diversa polarità. Fatto questo, bisogna verificare la ricezione sia con il misuratore di campo nei pressi dell’antenna sia con il decoder collegato in casa al termine del cablaggio. Se le differenze sono minime, si può tentare la sostituzione dell’LNB con un modello professionale ad alta stabilità e basso rumore mentre nell’altro caso bisogna provare con decoder più sensibili e cavi a bassa perdita. Lo scopo di tutti questi interventi è guadagnare qualche decibel e ridurre il rumore così da riuscire ad agganciare i segnali in modo stabile.

Pubblica i tuoi commenti