Intanto RAI, Mediaset e Telecom…

Novembre 2008. Intanto, il Comitato nazionale Italia digitale presieduto dal sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani (nella foto) continua a perseguire l’obiettivo di spegnere il segnale analogico e passare al Digitale terrestre nel 70% delle abitazioni italiane entro il 2010.
A fine ottobre il segnale tradizionale verrà spento in Sardegna e il programma prevede che ciò accada anche per Torino e Cuneo all’inizio dell’anno prossimo. Sempre nel 2009 saranno convertiti al DTT anche Valle D’Aosta, Lazio e Campania, Trentino Alto Adige, la provincia di Belluno.

Proprio a partire dal 2009 dovrebbe cominciare a essere operativo anche il consorzio Tivù, formato da RAI e Mediaset, presenti con una quota paritaria del 48% e con il restante 4% in mano a Telecom. Il compito della nuova entità è di lanciare sul satellite un’offerta gratuita costituita dai canali digitali terrestri non a pagamento.
Il consorzio avrebbe già rifiutato l’offerta di Eutelsat per la posizione a 9° Est, ma non c’è ancora alcun altro indirizzo di questo tipo. Si sa che Tivù utilizzerà un proprio decoder, diverso da quello di SKY e che cripterà il segnale con il sistema Irdeto. Niente di strano che quando la nuova piattaforma sarà on air, RAI e Mediaset comincino a sottrarre all’offerta di SKY, che  per il momento in qualche maniera se ne avvantaggia, la possibilità di visione dei propri canali generalisti.

Che ci sia un indirizzo di questo tipo lo si desume chiaramente anche dai frequenti test che si stanno svolgendo in questi giorni. Per almeno una settimana, ad esempio, all’inizio di ottobre la trasmissione del Tg5 non è stata accessibile a tutti gli abbonati SKY… E non c’è dubbio che anche questo possa essere interpretato come uno dei tanti segnali del confronto sempre più aperto tra il Biscione e la pay Tv di via Piranesi.

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