IPTV, web TV, OTT e OTTV: quali sono le differenze?

Netflix IPTV OTT

Quando si parla di TV on demand o di video on demand, spesso si tendono a usare i termini IPTV, web TV, OTT e OTTV per indicare, in modo generico, le trasmissioni che utilizzano la rete internet invece di quelle “tradizionali” come le frequenze terrestri o satellitari. Frequentemente si definisce IPTV una OTT/OTTV e viceversa mentre a volte si utilizza (impropriamente) il termine web TV per definire tutte le IPTV. Vediamo di fare un po’ di chiarezza tenendo comunque presente che delle differenze ci sono ma non sempre si commette un errore utilizzando un termine piuttosto di un altro.

La IPTV si basa sul concetto di “streaming”, ovvero un flusso di bit digitali che contiene le informazioni audio/video (ma non solo) e che viene diffuso da una sorgente a una o più destinazioni tramite una rete telematica per essere riprodotto in tempo reale o su richiesta. A livello di applicazione la trasmissione in streaming utilizza i protocolli RTP (Real-time Transport Protocol) e RTSP (Real-Time Streaming Protocol) mentre a livello di trasporto viene prevalentemente adottato il protocollo UDP (User Datagram Protocol). La distribuzione dello streaming può essere effettuata in diverse modalità: multicast (per più utenti), unicast (uno specifico utente), http (architettura tipica client-server con buffering) e P2P (condivisione contenuti tra più utenti che fungono sia da client sia da server).

La qualità del servizio

La peculiarità della IPTV (come DAZN) sta nei meccanismi di trasmissione che puntano alla qualità del servizio (QoS), tecnologie e protocolli che permettono di classificare il traffico, gestire i congestionamenti della rete e allocare in modo ottimale le risorse agendo sul bit rate della trasmissione (auto-adattiva), cioè riducendolo o aumentandolo per evitare blocchi durante lo streaming a scapito della sua qualità.

La web TV (un tipico esempio è YouTube) punta invece a realizzare una comunicazione “best effort”, ovvero senza garantire né la priorità né la qualità della trasmissione, veicolando di solito contenuti esclusivi e non la pura ripetizione della programmazione disponibile via etere o satellite.

Con il termine OTT (Over The Top) si identificano i servizi di streaming on demand a pagamento come quelli di Netflix e Amazon Prime Video mentre gli OTTV (Over The Top TV – Rai Play, Mediaset Play, Rivedi La7, DPlay, ecc.) vengono solitamente generati dai broadcaster tradizionali (già attivi su DTT e/o SAT) per offrire contenuti lineari, timeshifted/replay (Catch-up TV) e on demand di tipo gratuito.

Sia gli OTT sia gli OTTV sono accessibili da web, app, smart TV e tramite le piattaforme interattive MHP/HbbTV.

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