«La giusta dose di Calcio, senza troppe frivolezze»

Ottobre 2008. Le trasmissioni sportive sono state per anni un asset chiave dell'offerta generalista di Mediaset.
Il Biscione, che si mise alla prova subito agli esordi con il Mundialito, ha superato l'esame di maturità quando si è misurato con la trasmissione di eventi come la Formula 1, il Giro d'Italia e, in ultimo, prima del ritorno di fiamma con il calcio in chiaro delle ultime stagioni, con il Motomondiale.

Nella stagione in cui la RAI torna a trasmettere Novantesimo minuto è quanto mai sintomatico che la struttura guidata da Ettore Rognoni sia sempre più trasversalmente orientata sul versante della pay tv e sul Digitale terrestre ma anche su Internet.

Abbiamo incontrato il direttore di Sport Mediaset subito dopo il lancio di Premium Calcio 24, il canale che da questa estate è andato ad aggiungersi, rafforzandola, all'offerta di Premium Gallery e che ha superato brillantemente il battesimo del fuoco della prima giornata di Serie A.

Quale tipo di posizionamento avete scelto per Premium Calcio 24?
«Siamo diversi dal resto dei canali sportivi disponibili in digitale. Premium Calcio 24 è stato lanciato per fornire un solido punto di riferimento, un supporto informativo esauriente, a tutti i telespettatori che già seguivano su Mediaset Premium gli appuntamenti in pay per view con il calcio della Serie A e quello della Champions League. Ma Premium Calcio 24 non è nato soltanto per valorizzare i prodotti e diritti già in dotazione: il palinsesto è ricco di rubriche di approfondimento e manda in onda quattro telegiornali che non si occupano solo di calcio ma anche degli altri sport in generale. La programmazione oltre alle dirette e alle repliche delle partite di cartello propone anche altri incontri importanti acquisiti appositamente per arricchire l'offerta. Il tutto con una cura ed un'attenzione costante alle esigenze più specifiche del nostro pubblico. Il tifoso del Genoa o di qualunque altra squadra sa che oltre a vedere le partite sul nostro canale può trovare tutte le informazioni che gli servono sul calcio mercato e almeno dieci minuti al giorno dedicati alla sua compagine. Premium Calcio 24 si sta rivelando un tassello importante trainante, di Premium Gallery con cui va ad integrarsi perfettamente anche commercialmente. Da quando è stata lanciata la nuova offerta i centralini sono stati tempestati di richieste d'attivazione e questo la dice lunga sulla bontà del posizionamento e della strategia dell'editore».

Quale organizzazione avete attualmente?
«La redazione di Premium Calcio 24 fa parte del sistema Sport Mediaset, un marchio consolidato e autorevole sul versante della Tv generalista e sempre più forte e credibile anche su quello di Internet. Anche se sul Digitale terrestre non offriamo un canale “all news” nel senso più pieno del termine, possiamo diventarlo facilmente quando l'attualità della cronaca sportiva ce lo suggerisce, facendo senza problemi tutta la programmazione “live” che serve».

In prospettiva potreste aprire a nuove discipline e fare altri canali sportivi a pagamento?
«È probabile che ciò accada presto e per un motivo che è sotto gli occhi di tutti. Molto dello sport che si vede ancora in chiaro in televisione è destinato prima o poi ad andare on air a pagamento. Così anche per il nostro Gruppo diventa essenziale prepararsi ad un cambiamento quasi inevitabile. Un segnale esemplare di come stiano andando le cose è l'annunciato accordo di scambio tra RAI e SKY di cui tanto si parla in queste ore, con la Tv pubblica che dovrebbe cedere alla pay una fetta dei diritti dei Mondiali di Calcio in cambio della possibilità di copertura delle prossime Olimpiadi invernali ed estive i cui diritti erano stati acquisiti da News Corp. Nonostante esistano eventi “protetti” e vincoli alla trasmissione in chiaro per i più popolari, non fa male abituarsi all'idea che prima o poi per vedere in diretta la finale olimpica dei 100 metri piani si debba pagare un abbonamento. Senza contare che un altro momento essenziale di questa svolta sarà - per il calcio, a partire dal 2010 - il ritorno alla contrattazione collettiva dei diritti».

Che indirizzo avete sugli sport diversi dal calcio, è ipotizzabile il Motomondiale in versione pay?
«Mediaset continua a monitorare la situazione, la nostra mission è di trasmettere in televisione i grandi sport popolari, consapevoli delle leggi di mercato e del fatto che alcune discipline si prestano meglio di altre ad andare in onda sulla Tv commerciale. Il Tennis, ad esempio, che per le sue caratteristiche di durata e di dinamica del gioco si fa fatica a ospitare sulle reti analogiche, non porrebbe lo stesso tipo di problemi su un canale tematico. Per il Motomondiale abbiamo un contratto per la trasmissione in chiaro che scadrà nel 2013. Non è detto che, prima o poi, non si possa trasmettere sul nostro canale sportivo qualche fetta più originale ed esclusiva dell'evento».

Sentite il confronto con Sky Sport 24?
«Non viviamo Sky Sport 24 come un nostro competitor diretto e, per quanto riguarda SKY in generale, c'è da dire che, anche se in alcuni casi proponiamo gli stessi eventi, percorriamo ancora strade sostanzialmente differenti. Senza andare ad impelagarci in discussioni sulla qualità che, quando si parla di prodotto giornalistico, rischiano sempre di diventare parziali, si può dire che da noi non c'è sicuramente la quantità che garantisce SKY. Ma l'appassionato di Calcio sa che nella nostra offerta può trovare tutto quello che più gli piace e gli interessa. Sport Mediaset dedica a Premium Calcio 24 i migliori telecronisti e i migliori commentatori, con una grande cura degli aspetti produttivi. Schieriamo una squadra nuova ma formata da professionisti esperti, capaci di presentare le notizie facendo a meno del gobbo elettronico. Alla prima giornata del campionato di Serie A sia i nostri sia quelli di SKY avevano a che fare con gli stessi interlocutori, le stesse partite da raccontare. Loro si sono ancora una volta affidati alla bella e brava Ilaria D'Amico a Mario Sconcerti e Massimo Mauro. Ebbene, il nostro Davide Dezan non aveva le tette ma aveva a disposizione i commenti di personaggi in grado di analizzare la giornata da tutte le prospettive: Sacchi, Di Canio, Bargiggia, Carboni, Cesari... Il nostro impianto narrativo è meno spettacolare e civettuolo, più tecnico».

Qual è la dieta mediatica del direttore?
«Faccio colazione con il Tg5, poi passo ai quotidiani e devo dire che dal punto di vista professionale è su quelli generalisti, specie su Repubblica, piuttosto che sugli sportivi. che trovo gli spunti più utili. In ufficio tengo tendenzialmente il televisore spento anche se nell'arco della giornata non si può fare a meno di accendere e guardare qualcosa della concorrenza. Ma alla fine, a stare a pesare la mia esposizione ai media, c'è da dire che finisco per stare molto di più su Internet e che il sito di Marca e quello di Espn sono i miei preferiti».

Se dovesse formare la squadra nazionale dei commentatori chi metterebbe nella formazione titolare e chi in panchina?
«Devo fare una premessa. Molte “seconde voci”, che si tratti di allenatori, direttori sportivi o ex calciatori che vogliono continuare a lavorare nell'ambiente, “usano” la Tv come vetrina, sperando di tornare in pista quanto prima. Così tendono ad essere cauti e diplomatici sui commenti, provano a non scontentare chi domani potrebbe dare loro un nuovo incarico. In linea di principio così sono più efficaci quelli che hanno scelto con convinzione la carriera televisiva e non si tirano indietro quando c'è da criticare la formazione o lo schieramento di una squadra in campo o la campagna acquisti di una società. Detto questo, posso dire che tra gli allenatori mi piacciano molto Sacchi, Castagner e Capello, tra i calciatori Bergomi e Serena, mentre tra le relative novità citerei Di Gennaro e Cravero. Tra gli opinionisti lanciati dalle Tv locali, che su questo versante fanno un lavoro eccellente, mi vengono in mente Marocchino e Beccalossi».

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