La magia scende in sala

Agosto 2007. In Europa, e quindi anche in Italia, di film da proiettare nelle sale pubbliche in digitale, anziché in pellicola (e da distribuire nelle stesse sale via satellite o per mezzo di supporti software stand alone), si era incominciato a discutere già verso la prima metà degli anni Novanta. Allora, in genere, si parlava di Digital Theatre, mentre solo qualche tempo più tardi, a livello internazionale, è stato deciso di adottare l'attuale dicitura di D-Cinema o Cinema Digitale.

Sostanzialmente, però, le caratteristiche di base del modello “Cinema senza pellicola” sono rimaste le stesse di 12 o 15 anni fa. E cioè:

- abbattere i costi relativi alla stampa delle numerose copie in pellicola da distribuire;

- eliminare automaticamente il problema del degrado qualitativo di immagine (graffi, polvere, “spuntinature”, eccetera) che affligge le copie in celluloide già dopo pochi passaggi nella macchina da proiezione;

- ridurre in maniera drastica il fenomeno della “pirateria filmica”, proteggendo le copie in digitale con adeguate chiavi cifrate;

- trasformare potenzialmente anche i piccoli cinematografi di provincia in locali di prima visione, permettendo loro di programmare film di nuova uscita in contemporanea con i locali pubblici più “blasonati”;

- consentire ai cinema dotati di schermo digitale di offrire, oltre a film, anche contenuti alternativi, riguardanti, per esempio, grandi eventi sportivi e musicali, documentari educational, pubblicità virtuale, e simili (approccio Electronic Cinema).

Questa filosofia digitale, tuttavia, specie fino a qualche anno fa si è sempre andata a scontrare con alcuni “muri”, rappresentati: dalla scarsa luminosità, tipica dei videoproiettori non di ultima generazione; dal costo relativamente elevato di un impianto D-Cinema; da un'innata diffidenza da parte dei classici gestori di sala verso il nuovo mezzo; da una certa politica di “frenaggio” esercitata dai costruttori di pellicola.
Per fortuna che adesso le cose vanno cambiando. Infatti, oggi esistono modelli di videoproiettori adeguatamente luminosi, la diffidenza dei gestori si è molto “ammorbidita” (perché questi vanno rendendosi conto delle potenzialità del nuovo mezzo), mentre persino Kodak, che di certo non aveva mai visto di buon occhio il Cinema Digtale, si accinge ad installare, in alcuni multisala degli USA, il proprio, nuovissimo TMS, Theatre Management System.

In sintesi, il TMS Kodak è una soluzione completa ed integrata per D-Cinema, inclusiva di un server collegato al sistema di biglietteria. Il sistema carica tutti i contenuti provenienti dai vari fornitori attraverso hard drive o satellite, indirizzando gli stessi “contents” verso gli schermi digitali interni al multisala.

Exploit mondiale
e italiano

Un ulteriore cambiamento di rotta è indicato dal fatto che, a livello planetario, nell'arco dei 12 mesi del 2006 si è verificato un autentico “boom” di sale D-Cinema. Infatti, il totale mondiale dei digital screen - che a fine 2005 era di 595 unità - dodici mesi dopo è passato a 2.866 unità, facendo registrare un vertiginoso incremento del 382%. La crescita è andata a riguardare anche l'Italia, la quale, mentre dal 2001 al 2004 poteva contare solo su tre schermi digitali del “pionieristico” Multiplex Arcadia di Melzo (www.multiplexarcadia.com), ha potuto poi fare gradualmente affidamento - a partire da ottobre 2004 - su un bouquet di circa 35 sale equipaggiate per il D-Cinema.

Di questo bouquet fanno parte, per esempio: le installazioni della Casa del Cinema e dell'Adriano di Roma, gli schermi digitali dei Cinema Manzoni e Apollo di Milano, le varie sale del circuito Cinecity (www.cineciti.it), le altrettanto numerose sale della catena Giometti Cinema (www.giometticinema.com), i sofisticati digital screen del Cineworld di Cagliari e del multisala Porto Antico di Genova.
Senza contare 4 grandi schermi digitali “3D Theatre” installati al parco Gardaland - in località Lago di Garda - e 2 fantastici “4D Theatre digital screen” in dotazione al parco Mirabilandia di Ravenna.

Alle 35 installazioni di cui sopra se ne sono aggiunte recentissimamente altre 23, appartenenti al circuito Microcinema (www.microcinema.eu), finalizzato alla proposizione in digitale di film e contenuti alternativi nell'ambito di sale medie e piccole. Il relativo progetto (concepito sin dal 1997 in ambito Rai) è ufficialmente decollato il 20 aprile scorso, proponendo nelle sale del circuito - a qualità Alta Definizione 1.3K e data rate di 30Mbps - l'opera lirica “La Traviata”, messa in scena al Teatro dell'Opera di Roma per la regia di Franco Zeffirelli.

Il coinvolgimento dello SkyPark

Il 13 giugno scorso, poi, a Milano si è tenuta una specifica conferenza stampa di presentazione Microcinema, partecipata anche da Stefano Zara, special project manager della torinese SkyLogic: società a controllo Eutelsat che, come si sa, gestisce il teleporto SkyPark, una delle maggiori piattaforme IP a banda larga satellitare oggi esistenti al mondo.

«Con il neonato circuito - ha evidenziato Stefano Zara - abbiamo dato vita a un workflow virtuoso, in cui i contenuti (cinematografici e audiovisivi) da distribuire viaggiano via collegamento VPN, fornito da Colt-Telecom, e vengono memorizzati all'interno del Datacenter Microcinema, ubicato a Torino presso la sede della stessa Colt-Telecom. Da qui sono inviati, via rete in fibra ottica, al teleporto SkyPark, per essere quindi instradati verso le sale di proiezione tramite la rete satellitare a tecnologia D-star di SkyLogic».

«Le sale - ha proseguito Zara - risultano equipaggiate con parabola, D-Star sat-modem, server HP, software player per gestione del DRM (diritto d'autore), nonché videoproiettore Digital Projection a tecnologia DLP-3 chip Dark. Inoltre, l'infrastruttura satellitare, essendo bidirezionale, permette di monitorare in tempo reale una serie di importanti informazioni di ritorno».

Le 23 sale Microcinema

Sempre durante la conferenza stampa milanese, le principali attività della catena tecnologica Microcinema sono state precisate più in dettaglio da Rolando Alberti, responsabile tecnico del circuito.
Queste attività riguardano: digitalizzazione e criptaggio dei contenuti HD; storage sui server del Datacenter di Torino; trasmissione via satellite, ricezione e storage di sala; creazione e scelta del palinsesto (Play List) da parte del gestore; decriptaggio e proiezione digitale.

Da Roberto Bassano, amministratore delegato di Microcinema, abbiamo invece appreso che l'azionariato di questa società include anche ACEC, l'Associazione Cattolica degli Esercenti Cinema. E proprio all'ACEC fanno capo le 23 sale attualmente affiliate al neonato circuito via satellite.

Ecco i loro nomi: Agnelli (Torino, 337 posti), Eden (Genova, 240 posti), Agorà (Robecco sul Naviglio, MI, 182), Argentina (Gorgonzola, MI, 728), Capitol Multisala (Sermide, MN, 150), Cristallo (Cesano Boscone, MI, 536), Duse (Agrate Brianza, MI, 610), Lux (Quistello, MN, 282), Michelangelo (Modena, 480), S. Filippo Neri (Collebeato, BS, 100), S. Luigi (Cuggiono, MI, 200), S. Luigi (Concorezzo, MI, 780), Leone XIII (Vicenza, 467), Martinovich (Bassano del Grappa, VI, 128), Sala “Giotto” del Mux Pio X (Padova, 99), Rex (Padova, 416), Primavera (Vicenza, 330), S. Massimo (Verona, 304), Sala della Comunità (Vo' di Brendola, VI, 214), Manzoni (Maniago, PN, 350), Victor (Cesena, 186), Don Bosco (Gualdo Tadino, PG, 276), Il Piccolo (Santo Spirito, BA, 144).

I “film digitali”
in catalogo

«Microcinema - siamo giunti ora alle affermazioni di Andrea Papini, presidente della società - sta stringendo accordi con le maggiori case di distribuzione (Mikado, Lucky Red, Istituto Luce, Fandango, Metacinema, DocLab, Teodorafilm, e varie altre), accordi finalizzati all'uscita nelle nostre sale - in contemporanea o meno con l'uscita nazionale - dei loro film di listino. E devo dire che, dopo il capolavoro di Ermanno Olmi Centochiodi e il documentario in prima visione Nati per volare (in cui vengono raccontate le epiche imprese del trasvolatore Angelo D'Arrigo), fanno già parte del nostro catalogo opere come: La vie en rose di Olivier Dahan, Goodbye Bafana di Bille August, Il matrimonio di Tuja di Wang Quanan (film vincitore della 57a edizione del Festival di Berlino), Tre donne morali di Marcello Garofalo, L'estate di mio fratello di Pietro Reggiani».

«Inoltre - ha dichiarato ancora Papini -, se queste prime 23 sale medio/piccole appartengono tutte all'ACEC, restando localizzate sopratutto nel Nord Italia, d'ora in poi la nostra offerta si aprirà a tutti gli esercenti, con una distribuzione più ad ampio raggio sull'intero territorio nazionale, raggiungendo i cinema delle zone più impervie e isolate della Penisola. Pertanto prevediamo che già entro ottobre 2007 le sale aderenti al nostro circuito saranno una cinquantina, mentre diventeranno 100 verso il mese di marzo 2008. Consentendo così a un numero sempre più congruo di spettatori di toccare con mano... anzi, con occhio la magia Microcinema».

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