La punta di diamante di Enigma

Novembre 2012
Una volta c’erano i canali, pochi, quasi tutti generalisti e ricevibili da pochi satelliti sparsi nella Fascia di Clarke: poi, con l’avvento del digitale, ecco la crescita mai vista prima, fino ad arrivare ai giorni nostri dove anche il meno “performante” degli impianti ne riceve a centinaia. I canali ricevibili via satellite e via Digitale terrestre formano una costellazione di contenuti multimediali che giornalmente affollano gli schermi dei nostri TV, rendendo il loro ordinamento complesso e quasi mai ordinato come vorremmo

Come approfondito in numerose occasioni il boom delle trasmissioni digitali satellitari e la recente penetrazione del Digitale terrestre hanno aumentato a dismisura i numeri di canali ricevibili dai nostri impianti: poche centinaia se ci accontentiamo di un impianto mono-feed magari con un ricevitore imposto dal provider nostrano,  migliaia se ci lasciamo appassionare e ci spingiamo su di un piccolo impianto multi-feed addirittura decine di migliaia con un impianto motorizzato. E’ evidente che con l’aumentare del numero di canali ricevibili aumentano anche le difficoltà di tenerli ordinati per non rischiare di passare più tempo con la ricerca che con lo zapping vero e proprio. Proprio per queste esigenze, molto sentite da utenze che utilizzano ricevitori di proprietà provvisti di un certo ordinamento dei canali, da tempo si assiste al proliferare dei cosiddetti settings, ovvero liste di canali ordinate scaricabili da Internet oppure realizzate con pazienza attraverso specifici programmi (settings-editor).

Intendiamoci sui termini
Innanzitutto facciamo chiarezza sulla terminologia: settings è un termine sbagliato per identificare le liste canali, ma è utilizzato da così tanto tempo da divenire, pur nella sua inesattezza, d’uso comune. In effetti, con i settings andrebbero intese le impostazioni di un ricevitore digitale, quali settaggi A/V, impianto d’antenna, parametri di rete e assolutamente non i canali: l’equivoco è nato parecchi anni orsono quando taluni ricevitori (come accade anche oggi) memorizzavano alcune impostazioni insieme alle liste canali. Ad oggi molti appassionati di fresca data utilizzano il termine senza immaginare di essere in errore, anche perché con l’avvento di Linux e di Enigma la gestione degli stessi, la loro preparazione sino al modo di invio al ricevitore sono profondamente mutati. Il passaggio dai primi rudimentali settings a quelli odierni è stato possibile grazie all’evoluzione software e hardware dei ricevitori digitali che li ha portati ad essere molto simili, come architettura, ai moderni personal computer. Dieci anni fa si assisteva ai primi sforzi per consentire al mitico Nokia 9500 di utilizzare liste canali preparate con i primi settings editor (ricordiamo NSE e DVBedit), oggi la potenza dei ricevitori è tale che, su macchine Enigma2, non è raro trovare settings per impianti motorizzati formati da più di diecimila canali.
Da rimarcare come questa evoluzione che analizzeremo più avanti sia stata possibile grazie allo sforzo di centinaia di persone appassionate di satellite e disponibili a offrire il proprio lavoro gratuitamente, al solo scopo di apportare un contributo allo sviluppo del proprio ricevitore. Figure, queste, un po’ romantiche che con la loro testardaggine e il loro impegno, hanno convinto anche i produttori della validità di poter gestire agevolmente le liste canali, tanto che da un atteggiamento ostile (ricordiamo ad es. Nokia che osteggiava in principio i firmware alternativi e i settings) si è passati ad un aperto supporto a questo tipo di iniziative.
Prova ne sia che per quasi tutti i ricevitori in commercio, anche non Linux-based, sono disponibili settings e settings-editor a volte anche sviluppati dal produttore stesso, anche se i lavori migliori e più performanti sono da attribuire ai team di appassionati.

Evoluzione inarrestabile
Alla comparsa dei primi ricevitori digitali sul mercato si è immediatamente generato un forte interesse per questi nuovi giocattoli tecnologici, e l’ambiente che più ha fatto da culla a questo movimento è stato Internet.
I newsgroup, antenati dei moderni forum, si sono trasformati improvvisamente in salotto informatico per una folta schiera di utenti particolarmente preparati e disposti a scambiare opinioni e conoscenze.
Grazie a questa sollecitazione iniziale sono nati i primi firmware modificati (da citare Dr.Overflown per Nokia 9500), con i quali è stato possibile sviluppare utilities per la manipolazione e  l’invio  dei settings al ricevitore, cioé i settings editor. Come già accennato i produttori di ricevitori osteggiavano le manipolazioni al proprio firmware e la situazione non mutò sino all’avvento di un altro ricevitore “celebre”, lo Humax 5400. La Humax, infatti, rilasciò parti di codice per permettere lo sviluppo di settings editor da parte di gruppi di sviluppo esterni e la mossa si rivelò vincente se consideriamo la longevità di questo modello. La strada oramai era tracciata e, volenti o no, parecchi altri produttori si adeguarono ai dettami dei settings: chi pubblicando strutture dati e protocolli chi fornendoli on demand ai volenterosi utenti che ne facessero richiesta.
A pochi anni di distanza quasi tutti i ricevitori in commercio hanno la possibilità di usufruire di programmi per gestire le liste canali e inviarle al ricevitore, programmi che sono piccoli capolavori di programmazione pronti a soddisfare anche le esigenze più disparate. La decisa evoluzione nel mondo dei settings non si è certo accontentata di contagiare un grosso numero di marche e modelli, ma ha lasciato il segno anche nel modo di invio degli stessi, da noi approfondito in un box a parte. Agli inizi il procedimento era scomodo e laborioso, basato quasi esclusivamente sulla connessione seriale, oggi l’operazione è più semplice grazie alle più recenti interfacce di collegamento, come la porta USB e la rete Ethernet.

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