La rivoluzione d’ottobre

Luglio 2008. C’è un grande fermento nello scenario dei canali televisivi dell’era digitale e all’appello della partenza della prossima stagione autunnale saranno molte le novità in onda rispetto alla precedente.

Nuovi canali di cinema, nuovi canali per ragazzi, nuovi canali sportivi, un nuovo canale femminile.
Mancheranno due o tre delle più “storiche” proposte tematiche, ma non è detto che nell’arco dei mesi qualcuno degli assenti possa poi tornare in pista.

A generare qualche scompiglio nell’offerta c’è certamente la gara sempre più aperta tra SKY e Mediaset Premium sul terreno della pay-Tv, ma influisce pure non poco la tendenza fisiologica dei grandi content provider a cercare di moltiplicare la propria distribuzione.
Alcuni operatori nazionali e internazionali, in particolare, stanno cominciando a guardare con sempre maggiore attenzione alle possibilità del Digitale terrestre.

Ma andiamo per ordine, raccontando innanzi tutto la storia di un glorioso marchio che per adesso è scomparso dalla programmazione satellitare.

Bye bye Studio Universal
Nato nel 1997 su Stream, Studio Universal era riuscito a sopravvivere degnamente anche quando c’era stata la selettiva fusione con Telepiù e la nascita di SKY.

Si caratterizzava, oltre che per la possibilità di attingere ad una library ricca e prestigiosa, piena di titoli e registi cult, anche per una programmazione e confezione cinematografica che nessun altro canale tematico dello stesso tipo è ancora riuscito a replicare.

Ebbene, dopo più di un decennio a giugno SKY non ha rinnovato il contratto al canale, dopo che la Universal aveva deciso di cedere a Mediaset il proprio “pacchetto” pregiato di film (è una parte di questi contenuti che ha finito per costituire, assieme ai titoli della Warner, la base su cui sono stati costruiti i tre canali di Premium Gallery che ora fanno bouquet assieme a Disney Channel).

Se Studio Universal ha probabilmente “pagato” la scelta della propria major di puntare su Cologno Monzese e sul Digitale terrestre, nessuna reazione per Disney che ha finito per attuare anche in Italia la strategia multi piattaforma che deve caratterizzare qualunque content provider di valore.

MGM, presenza di peso
Per farsi perdonare dal proprio pubblico lo strappo con Studio Universal, SKY ha pensato bene di offrire in sostituzione un canale di cinema firmato da un’altra grande major americana, la MGM. Nella prima settimana The MGM Channel ha immediatamente mostrato le proprie caratteristiche puntando su film come Vivere e morire a Los Angeles, Rocky V, Una lama nel buio.

Ma non c’è dubbio che nella percezione del pubblico il “saldo“ tra canale in uscita e canale in ingresso sia ancora negativo, anche se The MGM Channel avrà tempo per lucidare un po’ la propria immagine e far valere la forza di oltre 4.000 titoli e più di 200 pellicole vincitrici di Oscar.

Per un certo periodo è logico aspettarsi che i film di MGM appaiano se non altro più “freschi” di quelli della decennale Studio Universal; ma sarà soprattutto interessante verificare, attraverso i risultati oggettivi di Auditel, se MGM Channel sarà all’altezza di Studio Universal sul piano degli ascolti.

Per quello che riguarda quest’ultimo canale è lecito attendersi uno sbarco sul Digitale Terrestre che però non sarà semplice: perché c’è da trovare il mux ospitante, perché è lecito attendersi una programmazione free per un canale che fin qui è stato a pagamento (e che quindi trattava diritti pay); perché dovrà risolvere un’equazione quasi impossibile e cioè avere una proposta di contenuti forte e affascinante ma, per forza di cose, non così forte da danneggiare i risultati d’ascolto in analogico delle reti dei principali carrier (Rai, Mediaset, Telecom).

Ciao Jimmy, spazio a donne e viaggi
Altro canale prestigioso che sta per lasciarci è Jimmy. Figlio diretto di Canal Plus e Multithematiques, amato da Michele Thoulouze, sembrava destinato alla scomparsa già quando Rupert Murdoch e News Corp. vinsero la partita della fusione con Telepiù.

È riuscito a sopravvivere diventando italiano, passando poi sotto il controllo proprietario di Digicast e quindi di RCS, ma soprattutto caratterizzandosi per la capacità di riuscire a proporre un palinsesto originale e frizzante e ricco di “chicche” (l’ultima è il telefilm di tendenza Californication) anche avendo a disposizione risorse molto limitate.

Ora che la concorrenza sul tema e sul target dei canali FOX diventa sempre più pressante e la nuova proprietà ha difficoltà a inquadrare questa proposta in una strategia che invece mira soprattutto a proporre in versione multimediale contenuti prodotti dall’editore del Corsera, per Jimmy è già certa la chiusura e la sostituzione, non si sa esattamente ancora quando, con un canale femminile che riesca a trasferire in video il meglio dell’esperienza editoriale sia dell’area Quotidiani sia di quella Periodici di via Rizzoli.

RCS, progetti in corso
Il rischio, per RCS, è di replicare anche sulle Tv tematiche l’esperienza negativa della radio: in quel caso si cancellò un marchio di successo come Rin (Radio Italia Network), perché non affine alla linea del Gruppo, salvo poi sostituirlo con il “flop” Play Radio.

Comunque sia, Digicast e RCS, che producono anche canali come Moto tv, Caccia e pesca e Yacht & Sail, stanno accuratamente vagliando la possibilità di essere presenti, oltre che sul satellite, anche sul Digitale terrestre; l’idea è ovviamente anche quella di estendere il proprio bouquet di canali e lanciarne uno completamente nuovo entro la prima metà del 2009.

L’idea prevalente è che si possa trattare di un canale viaggi capace di mutuare le esperienze delle varie testate o rubriche (Corriere Viaggi, Dove...) editate da RCS in quest’area.
RCS andrebbe così a confliggere direttamente con Sitcom, la società di Valter La Tona che edita Marcopolo e Alice ed è già sbarcata sul Digitale terrestre con Facile Tv la nuova piattaforma video on demand.

Arriva DeA Kids
Altro content provider italiano molto forte è la De Agostini.
La società novarese ha una valida divisione televisiva che è attiva soprattutto in Spagna dove, in società con Planeta, edita la televisione Antenna Tres.
Ha un buon magazzino di programmi per bambini e, inoltre, è forte del know how che le deriva dal detenere il controllo di case di produzione televisive come l’italiana Magnolia, la francese Marathon e, tra breve, anche la scandinava Zodiac.

Da mesi a Milano accanto alla sede della società Interactive è dislocata una struttura guidata da Cristina Crocetti, con l’incarico di confezionare alcuni canali tematici destinati alla distribuzione sia satellitare che sul Digitale Terrestre.

Il primo prodotto destinato ad andare on air, a quanto pare il prossimo autunno su SKY, dovrebbe essere DeaKids, posizionato sullo stesso target dei vari Boing, Gulp e degli altri canali più trasversali sul target ragazzi realizzati da editori italiani.

Pubblica i tuoi commenti