La UE dà il via libera a Sky Europe

Novembre
La Commissione ha concluso che l'operazione proposta non desta preoccupazioni sotto il profilo della concorrenza dal momento che le attività delle tre imprese sono complementari dal punto di vista geografico. Dall'indagine è emerso che l'ambito geografico dei mercati per il rilascio di licenze o l'acquisizione di programmi audiovisivi per la televisione in chiaro e la televisione a pagamento, la fornitura all'ingrosso di canali televisivi per la televisione in chiaro e la televisione a pagamento, la vendita al dettaglio di programmi audiovisivi (per i canali free e pay) ai consumatori e la vendita degli spazi pubblicitari televisivi sono di impostazione nazionale o comunque si estende a zone linguisticamente omogenee. L'indagine ha dimostrato che l'operazione non determinerebbe alcuna sovrapposizione materiale delle attività delle parti, dal momento che le imprese sono attive principalmente in mercati nazionali diversi. Le attività di BSkyB si concentrano prevalentemente nel Regno Unito e in Irlanda, quelle di Sky Deutschland per lo più in Germania e in Austria e quelle di Sky Italia nel nostro Paese.
L'operazione riunisce i principali operatori della televisione a pagamento di Regno Unito, Irlanda, Germania, Austria e Italia. Pertanto la Commissione ha anche valutato se l'entità risultante dalla fusione godrebbe di un maggiore potere contrattuale nei confronti dei titolari dei diritti per l'acquisizione dei diritti relativi ai contenuti, in particolare di quelli “premium” come eventi sportivi e film, o per l'acquisizione di canali televisivi per i suoi programmi pay-tv, a scapito dei concorrenti. La Commissione ha ritenuto improbabile che la futura Sky Europe possa imporre cambiamenti, consistenti nell'acquisto in comune o in trattative simultanee per i contenuti di grande richiamo in diversi paesi, rispetto alle attuali pratiche di concessione di licenze, incentrate su territori nazionali o aree linguistiche. In primo luogo vi sono ostacoli di natura pratica, come i tempi diversi delle trattative relative ad alcuni diritti di licenza. In secondo luogo, i titolari dei diritti non si discosterebbero dal loro attuale modello preferito di licenze, a meno che ciò non fosse nel loro interesse in termini di ottimizzazione delle entrate.
Nel 2010 la Commissione Europea aveva approvato l'acquisizione di BSkyB da parte di News Corp della famiglia Murdoch che controllava Sky Deutschland e Sky Italia. Anche in quel caso la Commissione aveva valutato se il progetto di acquisizione, riunendo i tre operatori della televisione a pagamento, avrebbe conferito alla nuova società un maggiore potere contrattuale nei confronti dei titolari dei diritti relativi ai contenuti grazie all'acquisizione congiunta di contenuti di grande richiamo per diversi territori, a scapito dei concorrenti nel settore della pay-tv.
ec.europa.eu

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