LAN domestica Impossibile farne a meno

Gennaio 2014
I ricevitori Enigma sono da sempre associati alla connessione Ethernet, sfruttata in svariati modi all’interno del sistema operativo e che contribuisce a dotare questa tipologia di decoder di una flessibilità eccellente, con funzionalità un tempo riservate ai personal computer. Ma c’è un piccolo prezzo da pagare: per sfruttare Internet, lo share, la navigazione in rete e il download di contenuti aggiuntivi, ossia alcune delle peculiarità rese possibili dall’utilizzo della rete, è necessario che gli apparecchi domestici siano connessi fisicamente a una rete locale.

Fino a qualche anno fa, nel progettare un’abitazione la disposizione dei cavi relativi alla rete dati non veniva neppure presa in considerazione, non foss’altro perché al di là di un paio di computer, davvero pochi erano gli apparecchi provvisti di presa Ethernet o di trasmettitore wireless per la condivisione dei contenuti in rete locale. La rapida diffusione di Internet e dell’ADSL anche in ambito domestico ha contribuito a cambiare le cose, sollecitata dai prezzi sempre più accessibili degli abbonamenti forniti dai provider.

Sempre connessi
Da quel  momento la corsa verso la connettività non si è più fermata tant’è che oggi conviviamo senza problemi con decine di dispositivi uniti tra loro via Ethernet, wired e wireless: smartphone e tablet, televisori e lettori DVD, PC e ricevitori digitali, NAS e stampanti sono solo alcuni degli apparecchi che popolano le nostre abitazioni richiedendo, per un loro impiego avanzato, di una connessione veloce a Internet tramite router.

Se pensiamo per un istante alle operazioni che avvengono in rete, in completa trasparenza, ci accorgeremmo subito di quanto sia importante una LAN e come la sua progettazione, ampliamento o “gestione” degli accessi non possano essere presi alla leggera. Le operazioni svolte da ogni singolo apparecchio connesso sono molteplici, a partire dall’aggiornamento dei diversi sistemi operativi che corredano più o meno tutti i componenti: dal computer alla smart TV, dallo smartphone alla stampante condivisa. Il NAS, ad esempio, come del resto qualunque altro supporto di memorizzazione remoto, viene comunemente messo a dura prova da operazioni di lettura e scrittura concorrenti che richiedono una contemporanea “regia” operativa, attraverso criteri e processi logici diversi.

Il caso più semplice avviene quando si registra un programma e contemporaneamente riproduciamo un film via Internet (funzione On Demand). Tutto questo imponente flusso di dati passa dalla LAN domestica tramite cavo Ethernet oppure WiFi come pure, in talune situazioni, sotto forma di onde convogliate per mezzo della rete elettrica. Da ciò si evince come sia estremamente importante che la nostra rete locale sia ben progettata e strutturata. 

Idee chiare prima di attivarsi
La raccomandazione riguarda il buon esito del lavoro: per andare sul sicuro possiamo rivolgerci a personale specializzato in questo tipo di installazioni, ottenendo un lavoro effettuato ad opera d’arte e una certificazione di quanto effettuato, oppure se riteniamo di possedere sufficiente intraprendenza e voglia di sperimentare cose nuove potremmo cimentarci nell’impresa, con l’aiuto dell’attrezzatura necessaria, dei componenti giusti e del nostro aiuto.

Così come farsi installare un impianto d’antenna da un tecnico professionista rappresenta la soluzione più logica ma forse non quella preferita dall’appassionato di televisione satellitare, anche la messa in opera e configurazione di una rete locale non lo è da meno: non c’è niente di meglio per comprendere al meglio le cose e per tenersi aggiornati su qualunque argomento di mettersi in gioco rimboccandoci le maniche, dedicando ore e pazienza per raggiungere l’obiettivo. Non abbiamo certo la pretesa di insegnare a progettare una rete ben bilanciata o a “crimpare” cavi, più semplicemente vogliamo mettere a disposizione di chi ci legge gli strumenti necessari per approfondire la conoscenza della materia, anche tramite la presentazione di alcuni prodotti.

Dispositivi e tecnologie adeguate
Gli apparecchi indispensabili per la nostra rete non sono molti, ma proprio perché la tecnologia sta compiendo passi da gigante, soprattutto in ambito consumer, il nostro primo consiglio è di strutturare la rete con dispositivi e cavi compatibili con la tecnologia 1Gbit. La maggior parte delle schede di rete a corredo dei PC e svariati ricevitori Enigma-based supportano oggi i protocolli Ethernet 10/100/1000, e non c’è dubbio che sempre più prodotti si allineeranno in futuro a questa tecnologia. Naturalmente, per strutturare una rete a 1GBit è necessario che anche tutte le altre apparecchiature su cui transitano i dati siano a 1GBit, soprattutto i cavi. I cavi infatti sono soggetti a “crimpatura”, e se un cattivo lavoro può essere quasi ininfluente a 100Mb, un peggioramento è assicurato quando si passa ad 1GB.

Naturalmente anche la categoria del cavo e la sua qualità sono fattori determinanti, quindi, ricordando che per 1GB servono cavi di categoria 5e oppure 6, invitiamo a non fare economia in questo ambito, per non trovarsi a rifare tutti i cablaggi.
Una volta stabilito il passaggio di cavi e switch, dovremo prestare attenzione alle postazioni più remote, poste al di là di ostacoli fisici importanti (es. muri maestri) non sempre raggiungibili con canaline di scorrimento di breve percorrenza. Le soluzioni più adottate sono essenzialmente due: impiego di adattatori a onde convogliate, che sfruttano la rete elettrica esistente, oppure la tecnologia wireless, sempre che la zona da raggiungere sia nel raggio di portata del proprio router.

Per trovare una soluzione in queste circostanze, suggeriamo il router TP-Link TL-MR302, un apparecchio a basso costo descritto più avanti, in grado di risolvere situazioni complicate perché capace di convertire la rete cablata in wireless e viceversa. E’ abbastanza logico che la scelta migliore sia sempre una rete via cavo, ma il wireless è una necessità sia per connettere smartphone e tablet sia per tutti i casi in cui non sia possibile ricorrere al cavo.

Chiariamoci le idee
Gli apparecchi presentati di seguito e le indicazioni riportate dall’articolo possono essere di aiuto ma non precludono la conoscenza di alcuni concetti di base. Vediamoli in dettaglio:

Indirizzo IP. Dall’inglese Internet Protocol Address è un numero che identifica univocamente un dispositivo collegato a una rete informatica. Si rende necessario per l’indirizzamento tramite l’omonimo protocollo di rete IP, ovvero per interconnettere più sotto-reti diverse della rete Internet.

NetMask. Subnet Mask è il metodo utilizzato per definire il range di appartenenza di un dispositivo all’interno di una rete allo scopo di ridurre il traffico di rete e facilitare la ricerca di un determinato indirizzo IP della stessa: tipicamente è 255.255.255.0.

Gateway. è un dispositivo di rete con lo scopo principale di veicolare i pacchetti di rete all’esterno di una rete locale (LAN): è un termine generico che indica il servizio di inoltro dei pacchetti verso l’esterno mentre il dispositivo hardware che porterà a termine questo compito è il router. Nelle reti più semplici è presente un solo gateway per inoltrare tutto il traffico diretto all’esterno verso la rete internet.

DNS. Domain Name System è utilizzato per la risoluzione di nomi dei nodi della rete in indirizzi IP e viceversa: il servizio è realizzato tramite un database distribuito, costituito dai server DNS.

Aiutiamoci con un esempio: supponiamo di voler spedire una lettera a un nostro amico, per cui dopo averla scritta la porteremo all’ufficio postale per essere recapitata al destinatario tramite il postino che si occuperà di consegnarla all’indirizzo esatto, grazie alle informazioni ottenute. Nello stesso modo funziona il traffico di rete: un pacchetto dati per una certa destinazione verrà invito al gateway (ufficio postale) e il postino risalirà (DNS) all’indirizzo (IP) del destinatario.

Cablatura, la procedura passo-passo
Chi procede ad una cablatura di rete nella propria abitazione è spesso frenato dalla “crimpatura” dei connettori. Lo schema di cablaggio maggiormente utilizzato è l’EIA/TIA-568B (figura a lato), fermo restando che nell’estendere reti già esistenti è necessario mantenere la coerenza con lo standard utilizzato in partenza. Questo schema è utilizzato per i cavi diritti, con i quali si collegano dispositivi remoti come PC, ricevitori e NAS agli switch o al router. Per sfruttare la tecnologia Ethernet Gigabit occorre un cavo di categoria 5E (enhanced) o categoria 6, mentre per  l’Ethernet 10/100 è sufficiente uno di categoria 5. Le operazioni da eseguire sono le seguenti:

1. Spelare la guaina del cavo per almeno tre centimetri, facendo molta attenzione a non intaccare l’isolamento dei fili all’interno della guaina.
2.  Rimossa la guaina appariranno quattro coppie di fili avvolti tra di loro a due a due e di colore diverso: svolgete le coppie in modo da avere otto fili separati.
3. Aprire a ventaglio i fili nell’ordine in cui sarà necessario “crimparli”, da sinistra a destra.
4. Tenere i fili stretti tra due dita e appiattirli in modo da affiancarli per bene: attenzione a non spostarli dall’ordine in cui devono stare.
5. Continuando a tenere ben stretti i cavi, tagliare la parte eccedente di due centimetri, così da averli tutti della stessa lunghezza.
6. Inserire i fili nel connettore RJ45 tenendoli sempre allineati e stretti tra le dita: il connettore deve avere la linguetta in basso, non in vista.
7. Guardando sul lato del connettore trasparente, verificare che i fili siano giunti fino in fondo, quindi inserire il connettore nella pinza a “crimpare” e stringete la pinza in modo da fermare i fili.
8. Ripetere esattamente i vari passaggi visti sopra nei punti da 1 a 7 per “crimpare” il cavo dall’altro lato.

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