L’enigma di Enigma

Ottobre 2011
Linux e in particolare il sistema operativo
Enigma sono termini oramai ricorrenti nel campo satellitare e come tanti altri termini, specialmente
negli argomenti tecnici, c’è il rischio che rimangano impressi in mente solamente perché ripetuti in continuazione e non perché se ne conosca l’effettivo significato. Questo limite di conoscenza è una lacuna grave che, ad esempio, non permette di scegliere il ricevitore più rispondente alle personali esigenze.
Un argomento senz’altro da approfondire

Abbiamo più volte affermato, nelle pagine della rivista, come il fenomeno Linux stia radicalmente modificando il mondo dei ricevitori, sostenendo pure come la tesi secondo cui non è provato che questa tipologia di ricevitori sia la migliore in assoluto o più semplicemente, la più adatta a tutte le esigenze. Oggi vengono commercializzati ricevitori basati su firmware custom, su Linux e su Enigma, ossia la distribuzione Linux per i ricevitori digitali. Il nostro obiettivo è di analizzare le peculiarità di questi approcci software al fine di permettere al lettore di formularsi un’idea precisa sull’attuale mercato dei ricevitori digitali avendo ben chiari termini, significati e motivazioni delle scelte progettuali.

Hardware e firmware, le strutture portanti
I ricevitori digitali sino a pochi anni fa erano formati da hardware poco performanti e ancora lontani da quella convergenza verso il mondo del personal computer che ha contribuito in modo pesante alla nascita dei primi sistemi basati su Linux. Solo ultimamente svariati fattori hanno contribuito ad avvicinare il mondo dei ricevitori con quello dei computer, con l’uso massiccio di hardware comune: hard-disk, periferiche USB a anche microprocessori stanno conoscendo una fase di ampia espansione anche nel mercato del SAT, specialmente per l’abbattimento dei costi dovuto all’eccesso di produzione concentrata in particolare nei paesi orientali.
Molti appassionati di tecnologia ricorderanno come tempo fa alcuni produttori di computer, tra i quali anche Olivetti, cercarono di far convivere il mondo del PC con altre realtà multimediali, tenendo il personal computer come base e aggiungendo tuner, lettori DVD e interfacce software ad-hoc per la realizzazione di un prodotto appetibile da più categorie di utilizzatori. Anche oggi la Jepssen, i cui ricevitori sono spesso testati dalle pagine della nostra rivista, commercializza prodotti di tale categoria come il DigitalBox HD che, oltre ad un personal computer dalle ottime prestazioni, può gestire sino a sei tuner di qualunque tipo per una flessibilità d’uso degna di nota. Personal Video Recorder, Multimedia Player, videoregistratore digitale e lettore multimediale HD sono le ulteriori possibilità offerte da questo tipo di apparecchio e che, come altri, affronta la convergenza accennata sopra con una politica totalmente diversa dai ricevitori Linux. Infatti, da un lato il personal computer è tenuto come base su cui appoggiare l’hardware esterno e il sistema operativo installato incaricato ad un’agevole gestione, mentre dall’altro lato si approfitta del potente hardware oggi a corredo dei ricevitori per installare un sistema operativo che ne permetta una gestione più flessibile. E’ chiaro come i due approcci siano entrambi validi, ma nel nostro caso non ha importanza approfondire il discorso relativo ai computer multimediali, bensì quello riguardante i cosiddetti “super-receiver”.
Un ricevitore, infatti, oltre che dall’hardware, è costituito da un programma di gestione definito firmware solitamente residente in una flash-memory: fino a quando le risorse del ricevitore erano limitate e le connessioni con l’esterno superflue, ogni ricevitore veniva gestito da un firmware scritto appositamente, un ambiente software “chiuso” , accessibile soltanto ai produttori del firmware stesso. Con l’avvento dei nuovi ricevitori, dotati di ogni genere di connessione, microprocessore performante, memoria RAM si è assistito al fiorire di firmware specifici per ogni ricevitore con forte dispendio di tempo e quindi di costi. Molto meglio perciò gestire il ricevitore come un computer, tramite un sistema operativo standard, compatibile con qualunque piattaforma hardware. Palese che la scelta del sistema operativo non potesse cadere se non su un prodotto open-source per ovvi motivi di rojalties, cioè su Linux con Enigma a bordo e probabilmente, in futuro, Android.

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