L’intervista

Gennaio 2010.

Quale obiettivo vi siete posti sviluppando il servizio Premium On Demand?
«L'obiettivo era creare un ambiente che consentisse ai telespettatori di aumentare la loro libertà di fruizione dei contenuti, svincolandola dai limiti temporali, tipici delle offerte pay tradizionali. Le ricerche di mercato hanno individuato nel Cinema la principale leva di interesse da parte di una potenziale clientela specifica e, di conseguenza, abbiamo reso disponibile per Premium on Demand fino a 50 titoli di film e 8 serie Tv tra cui scegliere, con possibilità di fruire di questi contenuti - peraltro, costantemente aggiornati - in piena libertà di visione, come se si trattasse di prodotti DVD. In definitiva, posso dire che il nuovo servizio mira a diventare in Italia il punto di riferimento per gli appassionati del Grande Cinema».

Dopo il TT-Select T502 (primo decoder Premium On Demand), ne seguiranno altri sul mercato?
«Quello dei decoder DTT è sempre stato un mercato aperto, orizzontale, in cui è potuto entrare - con tempi propri - chiunque fosse in possesso dei requisiti tecnologici e di business necessari alla competizione. Qualcosa di simile è destinato ad accadere anche per il decoder di Premium On Demand (apparato che si colloca nel solco tracciato dai prodotti supportati dalla tecnologia MHP), per il cui sviluppo noi cediamo gratuitamente ai produttori gli specifici software proprietari, in cambio del rispetto degli standard tecnologici atti a fornire al nostro telespettatore la migliore esperienza-utente possibile».

È sperabile che i futuri decoder, come anche lo stesso modello T502, possano subire delle riduzioni di prezzo?
«In termini generali valgono le classiche regole di mercato, per cui ci aspettiamo che, con il passare del tempo e all'aumentare dei volumi, siano possibili diminuzioni di prezzo derivanti dalle riduzioni di costo dei componenti tecnologici. Sottolineo, però, che - nell'ambito di tutte le ricerche marketing da noi effettuate - il rapporto prezzo/prestazioni dell'attuale decoder Premium On Demand è stato comunque ritenuto ottimo da parte dei potenziali acquirenti (già clienti Mediaset Premium oppure no) che hanno provato il servizio in fase di test».

Nel corso del 2010 Premium On Demand sarà anche in Alta Definizione, ciò richiederà un set-top-box di tipo differente da quello attuale?
«Il motivo per cui, oggi, abbiamo scelto di lanciare un decoder in Standard Definition risiede nel fatto di aumentarne la potenziale penetrazione, mantenendo un prezzo congruo per le famiglie (attualmente in maggioranza, in Italia) dotate ancora di televisori a definizione “ordinaria”. Il 2010, però, sarà di certo un anno di grande sviluppo per l'Alta Definizione e i nostri servizi On Demand seguiranno la stessa direzione. Sono già in corso specifici trial con diversi costruttori, finalizzati al futuro lancio di prodotti Premium On Demand in HD».

Quale potrà essere, a questo punto, il futuro pay-trend di Mediaset?
«L'offerta televisiva a pagamento sarà sempre di più costituita da un mix tra grandi eventi live e contenuti non lineari, fruibili secondo le esigenze del telespettatore. Fatta questa premessa, dico che Mediaset punterà ad ampliare la propria offerta su tutti i fronti, nel corso di un 2010 incredibilmente ricco di novità. Già si sa, per esempio, dell'acquisto - da parte di Mediaset - dei diritti di Calcio per 12 squadre in casa e in trasferta, consentendoci pertanto di ampliare in maniera significativa i potenziali bacini di utenza».

Il “moderno” fruitore televisivo deve disporre di un decoder DTT, uno TivùSat, uno SKY, uno Premium On Demand, e magari anche altri 4, utilizzabili rispettivamente per Conto Tv, Dahlia Tv, Fastweb Tv e Alice Tv… Un po' troppi, non crede?
«Anche per questo Mediaset insiste sull'interoperabilità dei decoder, incentrando la propria offerta su un mercato di device aperto a tutti, in cui è l'utente a scegliere quale contenuto fruire, indipendentemente dalla piattaforma di riferimento».

Pubblica i tuoi commenti