Mediaset vs. SKY. Ecco le offerte estive… guardando ai 9° Est!

Agosto 2008. La battaglia dei listini e delle offerte caratterizza questa torrida estate della Tv digitale.
Da una parte c'è SKY che regala le trasmissioni in Alta Definizione, ma fa lievitare leggermente il costo dei pacchetti più completi di canali; dall'altra c'è Mediaset Premium, che crede molto su una promozione che consente di vedere Cinema, Fiction, Calcio e Disney Channel ad un prezzo super conveniente.
Chi vincerà la fase più calda della campagna abbonamenti? Avrà ragione la piattaforma di Rupert Murdoch, che punta soprattutto sulla fascia più alta della popolazione, quella apparentemente meno toccata dalla crisi dei consumi o la spunterà quella di PierSilvio Berlusconi che, invece, offre un'alternativa-rifugio a chi preferisce una gestione delle risorse economiche familiari più difensiva, ma non vuole rinunciare a qualche privilegio?

Visioni e strategie a confronto
In chiave di comunicazione, entrambe le piattaforme ora propongono l'ingresso in un “mondo”, non solo televisivo, migliore ma non c'è dubbio che da questo punto di vista la proposta di SKY appaia ancora più ricca e fascinosa, per quanto più onerosa.

Partendo da questo posizionamento consolidato, la pay-tv di Murdoch pare volere innanzi tutto fidelizzare e far pagare meno le famiglie più sensibili alla varietà dell'offerta, ma anche all'innovazione tecnologica e alla qualità delle emissioni.

Dall'inizio di luglio è stato eliminato il canone d'abbonamento da sette euro al mese per l'Alta Definizione ed è iniziato il lancio di MySkyHD, con tutte le funzionalità di MySky in Alta Definizione per poter registrare fino a 90 ore di programmi: gli abbonati ad almeno tre pacchetti, inoltre, non pagano i 7 euro fin qui dovuti per il canone MySky.

Si tratta, quindi, in buona misura di vantaggi che finiscono per riguardare una fetta minoritaria degli oltre 4,5 milioni di abbonati già raggiunti, mentre per tutti gli altri vale una correzione in alto del prezzo.
Con il nuovo listino, infatti, se per il pacchetto base da 40 canali si continuano a pagare 15 euro, il pacchetto Mondo e i pacchetti premium di Cinema e Sport subiscono un incremento rispettivamente di 2 e 3 euro, mentre il costo dell'offerta completa passa da 59 a 63 euro.

Rischio calcolato?
La pay satellitare, in pratica, sceglie di alzare i prezzi nel pieno di una congiuntura che il ministro dell'economia Giulio Tremonti giudica come la peggiore mai verificatasi dalla fine della seconda guerra mondiale in poi.

Il timore di perdere abbonati a favore di Premium Gallery non affligge evidentemente gli uomini del marketing di Tom Mockridge.
Che, piuttosto, mostrano di essere convinti che il travaso più importante di sottoscrittori possa funzionare al contrario: per loro chi sottoscrive la ricaricabile di Mediaset è un “alfabetizzato” al digitale che il più delle volte aspira all'approdo finale in SKY.
Il trasloco nella casa più comoda e bella è solo questione di tempo e così, in questa prospettiva, risulta controproducente o quantomeno inutile ritoccare al ribasso i listini e vale la pena, piuttosto, marcare ancora di più le differenze.

Al Biscione seguono una strategia differente, svolgendo un lavoro molto diverso. Tendono sì in primo luogo a convertire al prodotto più pregiato e a pagamento una parte sempre più rilevante del pubblico tradizionale della Tv generalista, ma anche a fare affermare il principio che Premium Gallery assicura già tutto il meglio reperibile sul mercato e che buona parte del resto è inessenziale e non vale la pena pagarla alcunché.

Presentando i palinsesti autunnali di Canale 5, Italia 1 e Rete 4, ma anche la nuova stagione della pay-tv di Cologno Monzese, il vicepresidente di Mediaset PierSilvio Berlusconi ha annunciato un'offerta per molti versi clamorosa.

Il Biscione dopo avere offerto Mya, Steel, Joy e Disney Channel a 10 euro al mese, rilancia ancora aggiungendo il Calcio che conta al pacchetto, offrendo il tutto in fase di lancio a 15 euro mensili (il prezzo salirà a venti euro al mese una volta finita la promozione).
Per il solo Calcio, il Biscione chiede 14 euro al mese e appare evidente come nel quadro dell'offerta la modalità pay per view sia divenuta oramai marginale all'interno del modello di business.

Mediaset “extra” su Eutelsat?
Ma proprio mentre rilancia il proprio impegno nel Digitale terrestre, Mediaset pare sempre più convinta dell'opportunità di una presenza satellitare forte.
Andare in orbita dovrebbe servire a colmare i “buchi” inevitabili di copertura del territorio italiano che ci saranno quando si passerà dall'analogico al Digitale terrestre.

Ma c'è di più. Si pensa evidentemente al Sat come nuovo strumento di distribuzione supplementare con cui condurre un'offensiva ancora più ampia contro SKY e gli altri competitor.

PierSilvio Berlusconi ha annunciato che può considerarsi a tutti gli effetti finita la trattativa tesa a mandare in onda l'offerta di Premium Gallery e del resto dei canali del “Mondo Mediaset” tramite SKY.

Le trattative proseguono sul Calcio, con il Biscione che detiene i diritti delle squadre più importanti dal 2009 al 2010, ma non contemplano per adesso la pace tra le piattaforme. A Cologno prevarrebbe piuttosto l'idea di distribuire una propria offerta di contenuti “extra” dai 9° Est di Eutelsat, contribuendo all'affermazione della posizione orbitale compatibile con i 13° Est, ma indubbiamente autonoma.

Cosa cambierebbe per il pubblico a casa già provvisto di parabola? Teoricamente basterebbe l'installazione di un sistema dual-feed per vedere con la stessa parabola sia l'offerta di SKY sia quella di Mediaset e, se facesse la stessa scelta, anche quella della RAI.
Rischierebbe invece di riaprirsi, a distanza di anni, la querelle sulla necessità di un decoder unico, perché è impensabile per adesso che i canali di Mediaset possano arrivare dal set top box e dal telecomando con marchio SKY.

Illustri rinunce al DTT
Ma torniamo al Digitale terrestre per registrare un'altra notizia a sorpresa di questi giorni.
È cominciata all'inizio di luglio la selezione delle richieste dei content provider che vogliono essere ospitati dai mux di RAI (1), Mediaset (2) e Telecom (2) e che in ossequio alla legge Gasparri devono mettere a disposizione di terzi il 40% della propria capacità trasmissiva.

L'esito dell'esame sarà noto intorno all'inizio di agosto ma è parso strano a quasi tutti gli osservatori che dall'elenco dei richiedenti mancassero due Gruppi italiani come RCS e DeAgostini, attivi sul fronte della comunicazione anche fuori dai nostri confini nazionali e fornitori di contenuti di SKY.
Tra le domande, non mancano invece quella di Disney, di Jetix, di NBC Universal e del colosso delle televendite QVC.

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