Mediaset vs. SKY, ora è sfida totale

Luglio 2008. A fare “invasione di campo” è stata Mediaset. Cologno Monzese sta entrando in gioco in maniera sempre più convinta sul terreno della pay-Tv, fin qui territorio elettivo di SKY.

I vertici del Biscione si ostinano a ripetere che la Tv generalista e la pubblicità sono e rimarranno ancora a lungo il core business del Gruppo, ma non c'è dubbio che tra Mediaset e News Corp. è oramai guerra aperta.

Nel prossimo autunno entrambi i player inizieranno a giocare una partita molto diversa da quella fin qui condotta.
A questa svolta il Biscione è giunto attraverso una politica dei piccoli (ma decisi) passi.

I primi segnali di una più marcata aggressività sono arrivati quando Mediaset si è aggiudicata i diritti delle principali squadre italiane di Calcio, per poi rivenderli anche agli operatori delle altre piattaforme, SKY compresa.
Altro momento essenziale, la scelta di alcuni mesi fa di acquisire le library di Universal e Warner.

Ora, subito prima della campagna commerciale estiva, altri due importanti tasselli vanno ad aggiungersi a una strategia che pare delineare un modello di business in cui per Mediaset la Tv a pagamento conterà sempre di più. Molto di più di quello che per adesso si dichiara.

Topolino va dappertutto
Convocati da Mediaset a Portofino, alcune settimane fa, tutti i giornalisti si aspettavano che l'annuncio riguardasse il trasloco di Studio Universal sul Digitale terrestre.
Ed invece su questo fronte non è ancora successo nulla, per problemi di spazio sui multiplex, pare.

La notizia che i vertici Mediaset tenevano in serbo era in realtà ancora più eclatante. Disney Channel, come del resto ha già fatto in Spagna, ha scelto di essere presente sia sul digitale satellitare sia su quello terrestre.
L'ha deciso entrando a far parte del pacchetto di canali premium del Biscione, che così dal primo luglio propone a pagamento anche i cartoni, le serie e i film di questa major prestigiosa.

Nella contesa tra i colossi impegnati sul mercato italiano, Disney si pone in maniera assolutamente neutrale e prova ad accontentare tutti ottenendo per sé la migliore distribuzione possibile: Disney Channel va in onda su Premium Gallery assieme ai tre canali di cinema e fiction Joi, Mya e Steel; rimane su SKY, dove però si presenta nella sua versione “plurima” che comprende anche Toon e Playhouse e i canali “cugini” Jetix e Gxt; continua a scegliere la RAI per quello che riguarda i passaggi sulla Tv generalista dei propri prodotti di punta.

Una scelta quanto mai sensata se si considera che attualmente Auditel certifica come sul piano degli ascolti tra i maggiori competitor della major americana sul target 4-14 finiscano per esserci due canali, Boing edito da Mediaset e Gulp edito da RAI, che raccolgono ampi consensi proprio grazie alla distribuzione sul Digitale terrestre.
Sbarcando sul Digitale terrestre è molto probabile che Disney Channel ora torni ad allungare le distanze sulla concorrenza.

Premium Calcio, palinsesto di spessore
Ma il canale ragazzi non è l'unica novità della stagione 2008-2009 di Mediaset Premium.
Dal primo luglio sarà, infatti, on air anche Premium Calcio, che offrirà un palinsesto forte di tutti gli eventi principali e irrobustito con un TG sportivo di trenta minuti prodotto in quattro edizioni giornaliere.

L'offerta Calcio di Mediaset è quanto mai completa e ricca.
Il piatto forte è la serie A, di cui il gruppo di Berlusconi detiene i diritti per le partite in casa e in trasferta di Milan, Inter, Roma, Juventus, Napoli e Lazio e le partite in casa e in trasferta sui campi di Mediaset Premium di Atalanta, Torino e Genoa, più quelle di un'altra squadra in via di definizione; ma non è affatto irrilevante, considerata la parca offerta gratuita della Rai, anche la dotazione di partite della Champion's League.

Completa il quadro, per adesso, il Campionato del Mondo per club, che poi non è altro che la vecchia Coppa Intercontinentale che ora si disputa nella nuova formula a sette squadre.

Destini incrociati
Nonostante la congiuntura economica negativa e il successo già interessante ottenuto, nel nostro Paese la domanda di televisione a pagamento pare ancora relativamente robusta.
Secondo gli analisti ci sono almeno due milioni di nuovi clienti da conquistare e più di qualcuno da togliere alla concorrenza.
Quelli di SKY sono convinti di potere strappare a Mediaset Premium una discreta fetta di quegli utenti appena alfabetizzati alla pay.

Dal canto suo Piersilvio Berlusconi ha comunicato che a tre anni dal lancio sono state vendute 6.250.000 tessere prepagate di Mediaset Premium per un totale di 2.600.000 clienti attivi.
Inoltre da gennaio 2008 in poi il numero medio di tessere attivate al giorno sarebbe di circa 4000, il doppio rispetto alle 2000 del 2007: molto probabile che a questo risultato contribuiscano anche molti transfughi dal satellite.

SKY risponde con il raggiungimento di quota 4,5 milioni di abbonati e con un ritmo di acquisizioni abbonamenti pari a 380 mila circa annui al netto del “churn rate”; sviluppi che incoraggiano a credere che ci sia margine per raggiungere quanto prima quota cinque milioni, magari entro il marzo dell'anno prossimo.

In questo contesto di sfida, la pay guidata da Tom Mockrige ha già rimesso a posto i conti, mentre per Mediaset, fresca d'investimenti onerosi, l'obiettivo è quello di chiudere il 2008 a quota 400 milioni di euro circa di ricavi, con 70 milioni di perdita.
In questa fase di confronto sempre più serrato diventano decisivi il marketing e la comunicazione.

Quantità o qualità? Scelte precise
Mediaset sta di fatto cambiando almeno in parte il proprio posizionamento; si punta meno sull'aspetto della convenienza pura e più sul fatto di offrire “l'essenza”, il meglio di quanto esista in questo momento sul mercato dei contenuti (sempre ad un prezzo interessante).

Poter offrire tantissimi canali, si lascia intendere, non è la soluzione migliore se si può concentrare in un numero un po' più ridotto di opzioni quello che la concorrenza “diluisce”.

Per converso, dall'altro lato della barricata si osserva come la crescita dell'offerta di Mediaset non potrà allargarsi ancora più di tanto, visto che nessun operatore può detenere per legge più del 20% dei canali distribuiti via digitale terrestre.

«Nel 2012 quando avverrà lo switch off dall'analogico - ha anticipato il vicepresidente Mediaset - è nostra intenzione offrire 40 canali gratuiti più alcuni canali pay». Con il DTT facile a saturarsi, una delle possibilità di sviluppo del Biscione sul versante della pay-tv è quindi legata al satellite.

Una strada potrebbe essere quella dell'accordo (che ovviamente, considerata la tensione competitiva, tarda ad arrivare) con SKY ma anche, perché escluderlo, quella del lancio di una propria offerta satellite.
Mediaset potrebbe tastare il terreno offrendo con la Rai propri transponder inizialmente dedicati a completare l'offerta terrestre nelle zone più difficili da raggiungere via etere...

Ma non è solo il satellite la chiave per moltiplicare la distribuzione. Mediaset sta trattando con Telecom anche sull'IpTv, anche se, ha dichiarato il vice presidente Pier Silvio Berlusconi, “è piuttosto complicato” andare avanti nei discorsi in questa fase in cui il nuovo AD Bernabè sta rianalizzando le strategie complessive del gigante italiano delle telecomunicazioni.

Pubblica i tuoi commenti