Microcinema, via satellite nelle sale anche i film delle major

Dicembre 2008. Non c’è dubbio o quasi che prima o poi il “sistema cinema” finisca per adottare sempre più massicciamente una modalità di distribuzione del prodotto di cui appaiano intuitivi i requisiti di economicità e flessibilità.
Tra i protagonisti italiani di questa svolta c’è una società, Microcinema, che ha iniziato il suo percorso nel 1997 sperimentando questa opzione con il supporto del Centro Studi e Ricerche della RAI di Torino e poi nel tempo ha cercato di sviluppare con sempre più convinzione il proprio progetto.

Con la prima proiezione avvenuta nell’aprile del 2007 de La Traviata di Giuseppe Verdi nell’allestimento di Franco Zeffirelli, trasmessa in diretta satellitare dal Teatro dell’Opera di Roma, Microcinema ha dato inizio ad una campagna per favorire la conversione al digitale delle sale cinematografiche italiane e, ad oggi, sono oltre 70 gli esercizi che hanno aderito al Digital Network.

«Le sale chiudono? Noi diamo loro la possibilità di reinventarsi» ha spiegato l’ad di Microcinema, Roberto Bassano, aprendo il recente incontro milanese intitolato “Interoperabilità: l’offerta in Alta Definizione per la crescita del cinema di qualità”.
Microcinema si occupa della distribuzione via satellite di un catalogo sempre più largo e variegato di titoli non solo cinematografici e comprendente anche la possibilità di proporre eventi live o in differita.
L’idea di base è di garantire alla sala aderente al sistema la possibilità di usufruire da subito di un modello remunerativo.
La programmazione è più semplice e flessibile, scompare la pellicola e i suoi costi fissi, per il gestore c’è più tempo per fare comunicazione, promozione e networking tra gli appassionati, “fidelizzando” e allargando il proprio pubblico.

Da due anni la compagine dei soci di Microcinema si è rafforzata e ne fanno parte Strategia Italia e Piemontech, un pool di imprenditori che, insieme al Politecnico di Torino, investono in aziende innovative; coinvolti nella proprietà anche il management team della società e l’Associazione Cattolica Esercenti Cinema.

Ma non sono più soltanto le sale cattoliche a caratterizzare il circuito di Microcinema. C’è un’importante partnership tecnologica che apre ulteriori sviluppi all’attività.
Protagonista dell’incontro milanese è stato infatti M-box, un rivoluzionario sistema per la proiezione in digitale frutto dell’accordo con l’indiana Qube Cinema Inc.
Grazie a questo nuovo apparato è possibile gestire tutti i formati utilizzati in ambito cinematografico con la possibilità di facili aggiornamenti tecnologici nel futuro.

«Il nostro obiettivo – ha commentato Bassano – resta sempre quello di potenziare le sale attraverso il passaggio dalla proiezione analogica alla tecnologia digitale, consentendo di proporre un’offerta ampia. Ebbene, grazie ad M-box questa possibilità si arricchisce di nuovi contenuti: non solo i film in prima visione e d’essai presenti nel catalogo Microcinema ed il bouquet complementare di eventi live e in differita, ma ora anche i film delle major americane. Su queste basi - ha concluso Bassano - è ragionevole aspettarsi che entro gennaio 2009 il Digital Network possa raggiungere e superare il traguardo delle cento sale consolidando la sua presenza sul territorio nazionale».

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