Niente è come prima. Tranne che…

Marzo 2009. Se ne parlava ormai da oltre due anni e mezzo, da quando, cioè (metà luglio 2006), il progetto della piattaforma digitale Tivù fu annunciato per la prima volta nel corso della II Conferenza Nazionale sulla Tv digitale terrestre, svoltasi a Napoli, a Castel dell'Ovo, ribattezzato per l'occasione - a causa del gran caldo che in quel periodo affliggeva il pubblico convenuto in questo storico ambiente - Castel... “dell'Ovo Sodo”.

Il 20 e il 21 gennaio scorsi, in un clima di certo più “refrigerato”, si è tenuta invece la IV Conferenza Nazionale sulla Tv digitale terrestre, convegno (svoltosi a Roma, all'Auditorium Parco della Musica) durante il quale si è riparlato con maggior ricchezza di particolari del progetto Tivù, pronto ormai a diventare una concreta realtà entro giugno 2009.

Luca Balestrieri - responsabile del Digitale terrestre RAI - ha ampiamente illustrato il disegno in questione, precisando che Tivù rappresenta innanzitutto una piattaforma DTT, gratuita e variamente articolata (al suo interno ci sarà un ricchissimo e molto ben assortito cocktail di canali generalisti di “ieri” e canali new entry di oggi e domani), gestita dalla società Tivù Srl, costituita tra Rai (48%), Mediaset (48%) e Telecom Italia Media (4%).

«Da tempo - ha precisato Balestrieri - lavoravamo intorno all'idea di questa piattaforma, che ora sta prendendo corpo perché sono maturate alcune condizioni essenziali, la più importante delle quali riguarda la precisa calendarizzazione delle fasi di switch-off analogico, stabilita dal Governo regione per regione. Dal momento, poi, che il nostro scopo primario è di portare subito, al maggior numero possibile di telespettatori italiani, una vasta offerta gratuita di canali digitali, la piattaforma Tivù verrà diffusa anche via satellite, sotto la sigla Tivù Sat. Il che ci permetterà di coprire il 100% del territorio del nostro Paese: vale a dire, tutte le zone in attesa di essere servite dal segnale Digitale terrestre entro il 2012 (data in cui dovrebbe essere completato lo switch-off delle regioni italiane), nonché quella certa percentuale del suolo nazionale che, per una serie di difficoltà oggettive, non riuscirà mai ad essere illuminata dai ripetitori DTT».

Sorpasso confermato
Alberto Sigismondi, di DGTVi, ha presentato alcune risultanze del Terzo Rapporto sulla DTT in Europa, un interessante studio di ricerca promosso della stessa DGTVi e integralmente scaricabile dal suo sito (www.dgtvi.it).

«Il rapporto - ha dichiarato Sigismondi - stima che in Italia, a fine 2008, la diffusione DTT (intesa come numero di famiglie in possesso di almeno un ricevitore per il Digitale terrestre nella propria abitazione) abbia raggiunto 7.6 milioni di unità, pari al 34% del totale. Ciò significa che nel nostro Paese la quota delle case abilitate alla fruizione DTT ha superato quella delle abitazioni in grado di ricevere la Tv Satellite pari a 6.6 milioni, 4.7 milioni delle quali abbonate alla pay-Tv».

«In Italia - ha dettagliato ancora Sigismondi - il 2008 ha contrassegnato anche il sorpasso della Tv digitale (le relative piattaforme DTT, Satellite e IPTV hanno sommato, unite, un totale del 53%) su quella analogica (47%). Mentre in Europa Occidentale (15 Pesi UE + Norvegia e Svizzera), negli ultimi due anni la penetrazione della Tv numerica è cresciuta a ritmi molto sostenuti, al punto che a fine 2008 le “case digitali” erano 108 milioni, pari al 65% del totale. Circoscrivendo poi l'analisi a 4 paesi europei - Gran Bretagna, Francia, Spagna e Italia - considerati nel complesso, notiamo che qui, sempre durante lo scorso anno, la DTT ha effettuato un duplice sorpasso:
1) superando la Tv Satellite e attestandosi come la prima piattaforma di accesso verso la televisione digitale;
2) scavalcando altresì la Tv analogica, mediamente presente oramai in meno di un terzo delle unità familiari esistenti nelle 4 nazioni».

RaiStoria e Rai 5 ai nastri di partenza
E veniamo a Giancarlo Leone, vicedirettore dell'Ente di Viale Mazzini, che si è soffermato a descrivere le caratteristiche dei nuovi canali digitali RAI, con particolare riferimento a Rai 5 e RaiStoria.

Quest'ultimo (già definito da alcuni la risposta italiana a History Channel) ha preso il via il 2 febbraio scorso sul Mux B dell'Azienda della Farfalla, in sostituzione di RaiEdu 2, avendo inoltre visibilità sia sul satellite (ch. 805 della piattaforma SKY), sia sfruttando il portale www.rai.it - su web streaming.
In merito a Rai 5 (che dovrebbe essere in onda entro ottobre 2009), Leone ha invece fatto sapere che questo canale utilizzerà essenzialmente le corpose library delle Teche RAI.

«La nostra intenzione però - ha precisato il vicepresidente - è quella di non fare una “Tv della memoria”, bensì di sfruttare in modo intelligente milioni di ore memorizzate in archivio, per raccontare il presente e interpretare le tendenze future, guardando anche al passato. Realizzeremo, insomma, dei cicli costruiti in maniera ragionata, inerenti, per esempio, le varie epoche del terrorismo e delle relative stragi. Oppure, in fatto di elezioni americane, potremo costruire un “raffronto audio/video/cronaca” riguardante le grandi sfide presidenziali USA, da quella che a suo tempo coinvolse Kennedy e Nixon, fino a quella che ha avuto per protagonisti Hillary Clinton e Barack Obama».

Durante la IV Conferenza Nazionale si è anche discusso a lungo delle emittenti locali italiane, di cui, in particolare, è stato riconosciuto il fondamentale ruolo svolto a sostegno del riuscito switch-off portato a termine in Sardegna.
In rappresentanza di FRT e Aeranti-Corallo - le due più grandi associazioni nazionali di Tv e Radio locali - sono intervenuti a parlare rispettivamente Maurizio Giunco e Marco Rossignoli.

Condivisione delle risorse
Andrea Ambrogetti, presidente di DGTVi, in un passaggio del suo articolato intervento ha voluto ricordare come l'Italia sia l'unico Paese europeo ad aver imposto ai grandi broadcaster televisivi nazionali la cessione del 40% della propria capacità trasmissiva digitale a favore di soggetti terzi: una misura che, ad esempio, consentirà prossimamente l'ingresso on air del canale per bambini K2 nonché del canale ABC (per formazione a distanza) gestito dal Consorzio Alphabet.

Da segnalare, inoltre, la presenza alla conferenza di ospiti del calibro di Claudio Cappon (RAI), Fedele Confalonieri (Mediaset) e Franco Bernabè (Telecom Italia).
Quest'ultimo impegnato ad evidenziare come La7 punti molto sulla tecnologia IPTV in veste di alternativa concreta sia alla DTT sia al Satellite, e proprio sulla tecnologia IPTV (il cui ambiente, in Italia, appare destinato a raccogliere una potenziale utenza stimata in 6 milioni di persone) la stessa La7 intenda investire una cifra di altri 7 miliardi di euro.

Chiudiamo la nostra rassegna zoomando su Bruno Vespa, instancabile driver della seconda giornata di lavori nonché moderatore di una tavola rotonda partecipata, tra vari altri, anche da Piero Marrazzo, governatore del Lazio, e Gianni Alemanno, sindaco di Roma.

Ed è stato proprio Alemanno a “sfornare” la più scintillante battuta ascoltata nel corso di questa IV Conferenza sulla DTT, quando, in risposta a una “pepata” e insidiosa domanda del moderatore, ha esclamato: «È vero, con il digitale niente è come prima. Vespa, però, rimane sempre lo stesso!».

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