Nuove regole per i multiplex DTT

Gennaio 2013
Le frequenze messe all’asta sono quelle riservate al dividendo digitale nel piano nazionale delle frequenze, rivisto dall’Autorità per tener conto del principio di neutralità tecnologica ribadito dalla normativa comunitaria.

Le previsioni normative della legge 44/2012, che ha dato avvio alla procedura di gara, hanno portato l’Autorità a riservare un diverso trattamento alle frequenze della banda 700 MHz, destinate in un prossimo futuro ai servizi LTE: un segnale chiaro della strategia dell’Autorità che mira all’uso efficiente delle risorse frequenziali. Sei i multiplex messi all’asta: tre del sottoinsieme U (lotti U1, U2, U3), con un diritto d’uso per cinque anni, in quanto la banda 700 MHz dovrà essere ripianificata; tre del sottoinsieme L (lotti L1, L2, L3) destinati alla sola TV per 20 anni.

Lo schema di provvedimento approvato, rappresenta la condizione per chiudere la procedura di infrazione avviata dalla Commissione Europea nei confronti dell’Italia. L’interlocuzione con gli Uffici della Commissione ha ribadito l’importanza di regole orientate a garantire una procedura di gara oggettiva, proporzionata e non discriminatoria, che tenga conto della diversità tra i diversi operatori nel mercato. Con questa finalità e nel rispetto della normativa nazionale, lo schema prevede che nessun operatore TV possa arrivare a detenere più di 5 mux e consente di concorrere per tutti e tre i mux riservati (lotti L) ai soli operatori nuovi entranti o piccoli (ossia che detengono un solo mux). Inoltre, consente agli operatori già in possesso di due mux di concorrere per due dei tre mux riservati, mentre limita a un solo mux riservato la partecipazione degli operatori integrati attivi su altre piattaforme. All’esito della consultazione pubblica nazionale, della durata di 30 giorni, l’Autorità riesaminerà il provvedimento per il successivo inoltro alla Commissione Europea per un parere definitivo.
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